Varcando la soglia della CAR Gallery di Bologna, si percepisce subito un’energia insolita. Non sono semplici ceramiche a occupare lo spazio, ma vere e proprie forme vive, che dialogano tra loro con voce propria. Al centro, un vaso: un oggetto tradizionale, familiare. Eppure, nelle mani di Alessandro Roma, artista milanese, quel vaso si trasforma in qualcosa di più. Non è mai fermo, sembra respirare, mutare, rispondere agli sguardi di chi lo osserva. È come se la ceramica si animasse, dando vita a un movimento continuo che avvolge l’intera sala.
Al centro della mostra “L’apparente” c’è una profonda indagine sulla ceramica. Roma non si limita a imitare la natura, ma gioca con forme ibride che mescolano elementi vegetali in composizioni difficili da decifrare. Non vuole riprodurre ciò che vediamo, ma sfidare il nostro modo di percepire: sculture e bassorilievi sono così frammentati da disorientare, spingendo a riflettere sulla materia e sulla presenza fisica degli oggetti.
Le opere creano una tensione continua tra ciò che riconosciamo e ciò che resta indefinito. Ogni pezzo oscilla tra il familiare e il misterioso, invitando chi guarda a rinunciare alla ricerca ossessiva di un significato preciso. I colori giocano un ruolo fondamentale: smalti delicati, ottenuti con diverse tecniche di cottura, catturano l’occhio come piccole luci sparse lungo il percorso. Il rigore tecnico si unisce a una sensibilità profonda, facendo della mostra un’esperienza intensa e coinvolgente.
In un mondo saturato da stimoli digitali, le ceramiche di Roma appaiono come una pausa di calma e riflessione. La materia diventa protagonista attiva, capace di creare un dialogo delicato tra pensiero creativo e forma. L’artista evita di imporre un significato univoco, preferendo lasciare aperta la strada a contaminazioni tra idea e materiale.
Così si stabilisce un’interazione profonda tra l’opera e chi la osserva, un sussurro poetico quasi impercettibile ma costante. Le superfici fluide e sensuali parlano di trasformazione continua, offrendo uno sguardo chiaro e attuale sul nostro tempo. Con Roma, la complessità della modernità – fatta di cambiamenti rapidi e identità in movimento – prende forma, invitandoci a sospendere il giudizio e ad entrare nel dettaglio.
Roma non affronta la realtà liquida di oggi con rigore o dogmi, ma con la morbidezza del cambiamento. Le sue sculture diventano strumenti di riconciliazione, capaci di colmare la distanza percepita tra uomo e natura. I delicati accostamenti di colore, che richiamano le luci dell’alba e del crepuscolo, trasformano la complessità del presente in un invito alla contemplazione.
Questo percorso visivo crea uno spazio mentale protetto, dove elementi artificiali e forme naturali possono finalmente dialogare senza scontri. La mostra, visitabile fino al 31 luglio 2026 alla CAR Gallery in via Azzo Gardino 14/a a Bologna, è un’occasione per ritrovare un equilibrio interiore, un ecosistema mentale dove fragilità e forza convivono. Qui, l’arte di Roma si fa ponte tra attenzione al dettaglio e visione d’insieme, spingendo a una riflessione profonda sul tempo che viviamo.
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