Settembre a Venezia porta con sé un fermento che non si spegne mai. La 41ª Settimana Internazionale della Critica promette di scuotere le acque con sette esordi mondiali, scelti tra storie provenienti da ogni angolo del pianeta. A questi si aggiungono due film italiani, fuori concorso, pronti a lasciare il segno. La selezione ufficiale non si accontenta di intrattenere: affronta temi caldi, li scandaglia con uno sguardo diretto, spesso tagliente. Dal Lido non arrivano solo film, ma veri e propri atti di resistenza culturale, politica e sociale.
Cinema che resiste: storie dal mondo che non si arrende
Dietro al programma, curato dalla delegata generale Beatrice Fiorentino e da una giuria di critici esperti, ci sono opere che scavano nel presente, parlano di memorie difficili, identità marginali e paure condivise. Dal Sud del mondo arrivano sette film d’esordio: America Latina, India, Tunisia, Cina. A questi si aggiungono due film italiani fuori concorso, per un quadro internazionale ricco di contaminazioni e sperimentazioni.
Il tema che unisce tutto è la resistenza: contro il controllo tecnologico, le eredità del colonialismo, le difficoltà delle identità queer, l’emergere di nuove mascolinità e di esistenze fragili. Tra finzione e documentario, immagini analogiche e digitali, si delinea un mosaico che racconta ciò che spesso sfugge agli occhi.
I sette film in gara: tra memoria, controllo e libertà
Si parte dalla Colombia con “The End of Times” di Bibiana Rojas Gómez e Juan David Cárdenas, che intreccia una storia familiare con la storia stessa dell’America Latina. Salomé cerca di capire la malinconia di sua madre attraverso vecchi filmati, mentre il film usa l’intelligenza artificiale in modo innovativo, trasformando l’archivio in racconto che va oltre la semplice cronaca.
Dalla Tunisia arriva “The H@llow Man” di Kamel Laaridhi, che immagina un futuro dove la tecnologia cancella le emozioni e controlla i ricordi. Il protagonista, con l’ipnosi e la poesia, affronta traumi antecedenti alla sua nascita. La fantascienza qui non è solo un genere, ma un modo per parlare del presente, dominato da tecnologie invasive.
Dal Brasile “London” di Victor Di Marco e Márcio Picoli racconta la forza di una persona con disabilità che vive la propria autonomia in un locale fetish. La prospettiva di una diagnosi medica mette però in crisi l’identità costruita con fatica. Il film esplora il rapporto tra corpo vissuto e corpo medicalizzato, senza tralasciare sessualità e autodeterminazione.
Torna dalla Colombia Sebastián Múnera con “Meteorite”, che segue due donne coinvolte in un traffico illegale, mentre attraversano un parco divertimenti surreale, simbolo di ferite sociali profonde. Una storia di amicizia femminile, memoria e luoghi segnati dalla violenza.
Dall’India arriva “Our Share of Sand” di Shalini Adnani, che racconta il ritorno di Maya in famiglia dopo anni. La scoperta dello sfruttamento nella filiera estrattiva svela un sistema sociale corrotto e pericoloso. Il dramma familiare si intreccia con la crisi ambientale e sociale.
“Prima della guerra” di Tommaso Usberti porta in gara una voce italo-francese. Nel nord Italia, tra violenza, razzismo e misoginia, Guido, un giovane segnato dal passato, incontra Sonia, donna immigrata. La loro relazione sembra una speranza, ma mette a nudo tensioni profonde legate a modelli maschili tradizionali e possibilità di cambiamento.
La Cina chiude con “Zoom In, Zoom Out” di Dong Jie, un thriller urbano che mescola realtà e digitale. La scomparsa di Gao spinge il protagonista in una ricerca tra memoria e virtualità, riflettendo le inquietudini della generazione Z nell’era della tecnologia.
Fuori concorso: il cinema italiano tra identità e città
L’apertura è con “Il grande Giaffa” di Marco Santi, che racconta la solitudine di Giacomo, un uomo quasi invisibile. L’incontro con il carismatico Grande Giason gli offre la possibilità di reinventarsi, ma il confine tra realtà e illusione si fa labile. Edoardo Pesce dà vita a un personaggio fragile ma pieno di voglia di riscatto.
La chiusura è affidata a “Rider”, esordio di Roan Johnson e Davide Pavanello . Il film segue Sami, giovane ciclofattorino milanese, durante la notte di Capodanno e un incontro che cambia tutto. Un musical urbano che mescola rap, noir e racconto di formazione, affrontando temi come lavoro precario, conflitti sociali e sogni di riscatto. Nel cast, nomi come Claudio Santamaria, Levante e Margherita Vicario confermano la forza del progetto.
Corti italiani: il futuro del cinema in sette storie
La sezione SIC@SIC raccoglie sette cortometraggi italiani in prima mondiale, tutti firmati da registi esordienti. Sono storie brevi che toccano temi diversi e attuali. “Dove le lacrime aspettano” di Caterina Bertini e Blu Diego Fasoli parla di solitudine e legami familiari in una piccola comunità. “E-I-E-I-O” di Noemi Arfuso usa con ironia le immagini delle telecamere per riflettere sul post-umano e gli spazi virtuali.
“Granchità” esplora i cambiamenti del paesaggio fluviale del Po, mentre “Gusci” indaga la sorellanza tra tradizione e modernità. “Puca”, girato in 16 millimetri, affonda nella mitologia sarda. “Revolver” di Paoli De Luca racconta una storia queer su potere e sguardi. Infine, “Se mai le cose” mescola memoria e oggetti, unendo finzione e archivio.
Il corto fuori concorso che apre la sezione è “Les Métamorphoses, au féminin” di Maria Giménez Cavallo, rilettura femminista del poema di Ovidio. Chiude il programma “Un breve incontro” di Liryc Dela Cruz, in bianco e nero, che racconta una relazione femminile in tempi incerti.
Venezia 83: la critica e le autrici guardano avanti
La Settimana Internazionale della Critica resta un appuntamento fondamentale alla Mostra del Cinema di Venezia. Con nove film in anteprima mondiale, il Lido ospita autori emergenti capaci di leggere con occhio critico i cambiamenti del nostro tempo, giocando con generi, sperimentazioni e temi sociali importanti.
Accanto alla SIC, le Giornate degli Autori 2026 arricchiscono il festival con volti noti e nuove promesse del cinema europeo. Venezia non è solo passerella per star, ma laboratorio di idee e innovazioni che guardano dritto al futuro del cinema.
