Tra querce secolari e sentieri verdeggianti, i Kew Gardens si trasformano in una galleria a cielo aperto per Henry Moore. Trenta sculture, monumentali e potenti, si intrecciano con la natura, dando vita a un dialogo unico tra arte e paesaggio. Non si tratta di una semplice esposizione, ma di un’esperienza che attraversa decenni di creatività e innovazione di uno dei giganti della scultura moderna. Da primavera 2026 a gennaio 2027, questo vasto spazio londinese ospiterà un racconto imponente, dove ogni opera sembra respirare insieme agli alberi.
Arte e natura si incontrano: la visione di Henry Moore
Henry Moore ha sempre visto la scultura come qualcosa da vivere all’aria aperta, un dialogo continuo con il paesaggio e le forme organiche della natura. A raccontarlo è Sebastiano Barassi, responsabile delle collezioni della Henry Moore Foundation, nata nel 1977 su iniziativa dello stesso artista e della sua famiglia. Moore traeva ispirazione da pietre, ossa, alberi, creando forme che sembrano quasi spuntare dal terreno. La mostra ai Kew Gardens è proprio questo: un incontro perfetto tra arte e ambiente. Le sue opere sono come gioielli incastonati negli ampi spazi del giardino, dove ogni scultura si intreccia con gli alberi, le piante e la luce che cambia col passare del giorno e delle stagioni. L’obiettivo è chiaro: non offrire solo una semplice esposizione, ma un’esperienza che coinvolge tutti i sensi, capace di risvegliare l’anima della natura e del corpo umano.
Tra sculture e paesaggi: un dialogo continuo con l’ambiente
Passeggiando tra i Kew Gardens, il visitatore si trova davanti a opere che rompono il modello tradizionale del museo chiuso. La Large Interior Form, una scultura in bronzo traforato, gioca con i riflessi e i raggi di luce che filtrano tra i rami, mentre la Large Reclining Figure, alta quasi nove metri, domina a pochi passi dalla grande pagoda settecentesca. Le forme solide e organiche di Moore si inseriscono nel paesaggio con precise evocazioni naturali: il Double Oval e lo Sheep Piece si perdono tra erbe e alberi, la Totem Head si erge maestosa, mentre il Working Model for Splinde Piece si nasconde tra le serre dei cactus. Vicino alla serra delle palme, la Scultura in tre pezzi richiama una colonna vertebrale o lo scheletro di una creatura marina gigante, come lo stesso artista ha suggerito. Queste installazioni creano un percorso che cambia con le stagioni, invitando il pubblico a guardare il paesaggio con occhi diversi.
Dentro i giardini: disegni, modelli e arte botanica inedita
La mostra non si limita alle sculture all’aperto. Nella Shirley Sherwood Gallery of Botanical Art, nel cuore dei Kew Gardens, sono esposti circa novanta lavori più intimi e poco conosciuti: modelli in miniatura, disegni, taccuini di schizzi, che mostrano un lato più nascosto del processo creativo di Moore. Accostare queste opere ai dipinti botanici della Collezione Shirley Sherwood sottolinea ancora una volta il legame stretto tra arte e natura, tra scultura e flora. A completare il progetto, la sede di Wakehurst, nel West Sussex, ospita fino a maggio 2027 una mostra parallela con quattro sculture di Moore affiancate da lavori di artisti contemporanei come Rana Begum, Rafael Perez Evans e Paloma Varga Weisz. Un dialogo tra passato e presente che rilancia l’eredità di Moore nel panorama artistico di oggi.
Un percorso per famiglie: arte e natura a portata di bambino
Pensata anche per i più piccoli, la mostra propone un percorso dedicato ai bambini dai 5 ai 12 anni. Dieci grandi sculture all’aperto invitano i giovani visitatori a osservare, toccare e disegnare all’aperto le forme e i materiali di Moore. Un modo per stimolare la curiosità e avvicinare i più giovani al rapporto tra arte e natura, tema centrale nel lavoro dell’artista. Inoltre, dalla primavera, la Richard Green Gallery di Londra presenta una selezione di bozzetti realizzati da Moore tra gli anni Quaranta e Ottanta. Quattordici lavori che ruotano attorno alla figura femminile, con temi ricorrenti come la Madonna con Bambino e scene di famiglia, offrendo uno sguardo più intimo sul mondo creativo dell’artista.
La mostra ai Kew Gardens conferma così quanto sia ancora attuale un artista che ha saputo unire scultura e paesaggio in modo originale e profondo, aprendo la strada a un modo nuovo di vivere l’arte, a stretto contatto con l’ambiente che la circonda. A Londra, nel 2026, Henry Moore continua a raccontare la sua visione monumentale della natura e del corpo umano.
