Davanti alla stazione Termini, dove l’asfalto brucia sotto il sole d’estate e i pedoni cercano un po’ d’ombra senza trovarla, Roma sta valutando un’idea inedita: un “albero bioclimatico”. Non si tratta di un albero vero, ma di una struttura high-tech capace di rinfrescare l’aria circostante, un piccolo miracolo tecnologico in mezzo alla città. Il progetto, che potrebbe costare intorno ai 500 mila euro, ha già acceso il dibattito. C’è chi lo vede come un’innovazione necessaria, chi invece pensa a uno spreco. Dietro questa proposta c’è la volontà di mescolare antichi saperi con tecnologia moderna, per provare a combattere il caldo opprimente e dare nuova vita a piazza dei Cinquecento.
L’albero bioclimatico sfrutta il raffrescamento adiabatico, un sistema che usa l’evaporazione dell’acqua per raffreddare l’aria. Si tratta di una torre realizzata in bambù – scelto per essere sostenibile – che contiene un cilindro di laterizio riciclato sempre bagnato. L’acqua evapora, togliendo calore all’aria intorno. A migliorare l’effetto c’è un ventilatore alimentato da pannelli solari che spinge aria fresca verso l’esterno. I pannelli solari servono anche per far funzionare la pompa che mantiene il cilindro bagnato e per l’illuminazione a basso consumo.
Il progetto, firmato dallo studio tedesco Transsolar, promette di abbassare la temperatura fino a 10 gradi rispetto all’aria esterna. Un bel vantaggio, soprattutto nei giorni più caldi dell’estate romana. La torre non consuma energia fossile, ma si affida solo a fonti pulite. L’estetica è moderna, ma si rifà a idee antiche di climatizzazione naturale e bioarchitettura.
L’idea è stata presentata al Comune di Roma dall’Università LUMSA durante il Giubileo, anche se il progetto nasce nel 2025. In quell’anno, LUMSA insieme alla Fondazione Bioarchitettura ha organizzato una giornata di studio dove sono state mostrate varie soluzioni sostenibili, tra cui questo innovativo “albero”. A guidare l’iniziativa è stata Wittfrida Mitterer, direttrice del master in bioarchitettura, mentre la parte tecnica è stata affidata allo studio tedesco Haas Cook Zemmrich STUDIO2050, noto per lavori all’avanguardia in campo ambientale.
L’idea iniziale prevedeva di posizionare la struttura in Piazza San Pietro, come installazione temporanea ispirata a un progetto mai realizzato di Gian Lorenzo Bernini per il colonnato. Un tentativo di unire tradizione e innovazione, con un dispositivo che coniugasse arte e soluzioni moderne per mitigare il caldo urbano. Da allora il progetto si è evoluto e si è adattato ad altre zone della città, diventando un modello replicabile.
Secondo il piano attuale, l’albero bioclimatico dovrebbe trovare posto nello slargo pedonale a nord di piazza dei Cinquecento. Una posizione strategica, vicino agli ingressi della metro B, all’Hotel NH e alla rotatoria dei taxi, punti che d’estate si trasformano in vere e proprie “fornaci” a causa dell’assenza di verde e della pavimentazione totale. La mancanza di alberi e di spazi verdi fa salire la temperatura, creando isole di calore difficili da sopportare.
L’albero bioclimatico, oltre a offrire ombra, dovrebbe abbassare la temperatura con il suo sistema naturale e sostenibile. La piazza ospita già eventi e installazioni temporanee, quindi l’inserimento di questa struttura sembra rispondere alle esigenze del luogo. Tuttavia, la cancellazione del previsto “bosco urbano” ha sollevato dubbi: se il verde e la ventilazione sono così importanti, perché rinunciare al bosco? Le risposte non sono ancora arrivate e la discussione resta aperta, con cittadini e amministratori che seguono con attenzione.
Il progetto ha raccolto pareri positivi da architetti e rappresentanti istituzionali. L’Ordine degli Architetti di Roma l’ha definito un’idea innovativa, che riprende metodi antichi come quelli usati nell’architettura egizia o in monumenti storici come la Zisa di Palermo, dove già si pensava a ventilazione e uso dell’acqua per il comfort. L’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi ha sottolineato l’importanza dell’albero bioclimatico per affrontare il riscaldamento globale e l’aumento delle temperature in città.
Christian Rocchi, presidente dell’Ordine degli Architetti, ha evidenziato come il progetto unisca tecnologia e sostenibilità, e che serve inserire queste soluzioni fin dall’inizio della progettazione urbana. Le critiche sul costo non hanno spento l’entusiasmo degli addetti ai lavori, convinti che l’albero possa migliorare la vita in città. Ora resta da vedere cosa deciderà il Comune, che dovrà valutare con attenzione gli aspetti ambientali, economici e sociali.
L’albero bioclimatico di piazza dei Cinquecento si presenta come un esperimento urbano che mette insieme sostenibilità, innovazione e storia. Resta da capire se diventerà davvero un nuovo simbolo di Roma contro il caldo che ogni estate accompagna milioni di persone in transito, riportando al centro il rapporto tra architettura e clima.
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