Nel cuore di Santa Ninfa, in provincia di Trapani, il Premio Museo Nino Cordio torna a far parlare di sé. Alla sua diciassettesima edizione, questa manifestazione non è solo un premio: è un omaggio vivo alla Sicilia, che quest’anno celebra il profondo legame tra Nino Cordio, artista di spicco, e Andrea Camilleri, maestro della letteratura isolana. Venerdì 10 luglio 2026, il museo dedicato a Cordio si accenderà di emozioni, ospitando i familiari di Camilleri e chiudendo con una performance musicale mai vista prima. Un evento che mescola memoria, arte e cultura, con il respiro lungo della tradizione siciliana.
Nino Cordio nasce nel 1937 proprio a Santa Ninfa, in quella Sicilia occidentale che ha sempre segnato il suo percorso artistico. La sua arte, fatta di pittura e scultura, è un intreccio di atmosfere e paesaggi isolani. Oggi più di duecento sue opere sono conservate nel museo che porta il suo nome, diventato il cuore pulsante di un premio che ogni anno richiama figure di spicco della cultura siciliana. Nel tempo, il riconoscimento ha premiato personaggi come Luca Zingaretti, Stefania Sandrelli e Daniele Silvestri.
L’idea del premio nasce dalla volontà di tenere viva l’eredità artistica di Cordio e di premiare chi, attraverso la cultura, mantiene saldo il legame con la Sicilia. Francesco Cordio, figlio dell’artista, spiega che dedicare questa edizione alla memoria di Andrea Camilleri è un gesto naturale, frutto di un’amicizia lunga e sincera tra suo padre e lo scrittore agrigentino. I due si erano conosciuti a Roma, lontani dalla loro terra, ma tra loro nacque subito un’intesa profonda, capace di resistere al tempo e alla distanza.
Il rapporto tra Nino Cordio e Andrea Camilleri non si limita a una semplice frequentazione: è un legame sottile e profondo, fatto di stima e riconoscimento reciproco. Camilleri, che non era un esperto d’arte, amava profondamente l’opera di Cordio e gli ha dedicato alcune delle sue pagine più intense. Non cercava un’analisi tecnica, ma raccontava la meraviglia che i paesaggi e le incisioni floreali di Cordio suscitavano in lui.
Francesco Cordio ricorda come Camilleri vedeva in suo padre “un cuore puro”, capace di osservare il mondo con occhi sempre nuovi e di non perdere mai la capacità di stupirsi. Dietro la natura riservata e mite di Nino Cordio si nascondeva una forza primordiale, quella stessa energia che permeava la sua arte e che Camilleri riconosceva come essenziale per trasformare la realtà in un’esperienza estetica unica.
Quell’amicizia è durata fino agli ultimi giorni di Nino Cordio. Camilleri continuava a parlare di lui come se fosse ancora presente, segno di un rapporto che non si è mai interrotto. Oggi entrambi riposano nel Cimitero acattolico di Testaccio a Roma, a pochi passi l’uno dall’altro.
La giornata del 10 luglio si apre al Museo Nino Cordio con un incontro nella Sala delle Teste, previsto per le 18. Protagoniste saranno le nipoti di Andrea Camilleri, Alessandra e Arianna Mortelliti. Alessandra leggerà brani scelti che raccontano la figura dello scrittore e il suo legame con Cordio, mentre Arianna presenterà il suo ultimo romanzo, “Quel fazzoletto color melanzana”, proseguendo così la tradizione familiare di passione per la narrativa e per la Sicilia.
Questi interventi sono più di un semplice omaggio: sono un’occasione per riflettere sulle radici culturali comuni e sull’influenza che Cordio e Camilleri continuano ad avere. La serata si sposterà poi in Piazza Libertà, dove la cantautrice e pianista palermitana Giulia Mei chiuderà l’evento con un concerto voce e piano. Un momento di musica capace di chiudere il cerchio tra arti visive e letterarie.
Giulia Mei rappresenta uno degli aspetti più interessanti del premio: la capacità di far dialogare arti diverse. Francesco Cordio racconta come l’opera del padre abbia sempre trovato un eco nella musica, che riesce a catturare quelle sfumature che le immagini statiche non possono rendere. Anche Daniele Silvestri, premiato in passato, aveva colto questa “dimensione sonora” nascosta nei quadri di Cordio.
Per Giulia Mei, la Sicilia è una fonte inesauribile di ispirazione, un luogo di ricordi e contraddizioni che la sua musica sa esprimere con equilibrio tra nostalgia e voglia di cambiamento. La cantautrice vede nel suo mestiere un mondo che cambia, dove le donne conquistano spazi sempre più ampi, pur affrontando le difficoltà di una scena musicale veloce e dominata dai social.
La musica diventa così uno strumento di racconto e riflessione, capace di affrontare temi sociali e culturali e di mantenere viva la memoria collettiva. Nel concerto di Santa Ninfa, Mei proporrà nuovi arrangiamenti acustici, puntando sull’intimità e sul coinvolgimento diretto del pubblico, a sottolineare il valore personale e civico della musica oggi.
Andrea Camilleri non è solo uno scrittore per la Sicilia, ma un simbolo della cultura isolana che ha saputo attraversare il tempo. La sua scrittura fonde realismo e nostalgia, raccontando con lucidità la vita e le contraddizioni dell’isola. Per chi vive lontano, come Giulia Mei, Camilleri è un punto di riferimento che accompagna la riscoperta delle radici e delle potenzialità della Sicilia.
Il legame umano e artistico con Nino Cordio aggiunge un valore ulteriore alla loro memoria, trasformando il Premio Museo Nino Cordio in un momento di riflessione che unisce pittura, letteratura e musica. Il 10 luglio, nel cuore di Santa Ninfa, si celebreranno così storie di amicizia, creatività e appartenenza che parlano dritto al presente dell’isola.
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