Quando Jude Bellingham scatta verso la porta, la sua corsa sembra una fotografia che racconta più di una semplice partita: è una storia di forza e grazia, scolpita nel tempo. Su Instagram, Art But Make It Sports ha trasformato questa idea in un fenomeno seguito da quasi 300mila persone. Qui, il calcio non è solo un gioco, ma un dialogo con l’arte. Le maglie rosse della Norvegia, per esempio, richiamano i colori vibranti di un dipinto astratto di Alma Thomas, mentre le azioni più intense dei Mondiali si intrecciano con capolavori visivi di ogni epoca. In un momento in cui lo sport domina le notizie, questa pagina riscrive il modo di guardare il calcio, trasformando ogni gesto atletico in un’opera d’arte.
Quando lo sport si fa arte: il gioco di Art But Make It Sports
Il bello di Art But Make It Sports sta nella capacità di mettere insieme immagini sportive e opere d’arte che arrivano da epoche molto diverse. Dalla pittura rinascimentale alla fotografia moderna, ogni post sorprende per come riesce a cogliere dettagli simili: la composizione, il movimento, la tensione di un attimo, sia che si tratti di un’azione in campo o di un’opera figurativa. Un esempio? Un momento intenso della sfida tra Francia e Paraguay viene accostato a un dipinto di Lorenzo Ghiberti che ritrae San Francesco e le stimmate. Oppure il dinamismo di Jude Bellingham, autore di una doppietta decisiva contro il Messico, si rispecchia in un’installazione berlinese immortalata dalla fotografa Sybille Bergemann.
La pagina non si limita ai Mondiali: nel suo archivio ci sono confronti che spaziano tra vari sport, dal basket e baseball americani fino alle Olimpiadi. Il successo sta nell’originalità delle combinazioni, ma anche nel modo in cui riesce a coinvolgere chi di solito non segue né sport né arte. Il pubblico apprezza l’intuizione visiva e il tono fresco, a tratti ironico, che accompagna i post.
Da Instagram al libro: come nasce e cresce un fenomeno social
Art But Make It Sports è nato nel 2021 da un’idea di LJ Rader, che ha trovato un modo semplice ma efficace per raccontare sport e arte insieme: sovrapporre immagini in un linguaggio visivo diretto. Questa formula ha trasformato la pagina in un punto di riferimento sui social, un crocevia ideale per sportivi, appassionati d’arte e artisti visivi.
Col tempo il progetto si è allargato, abbracciando discipline diverse e guadagnando popolarità. Non sono mancati momenti in cui la classicità ha incrociato la contemporaneità, come nel confronto tra la lotta sul parquet NBA tra Jalen Brunson e Victor Wembanyama e il gruppo scultoreo di Ercole e Nesso di Giambologna. Questi parallelismi mettono in luce come il movimento umano nello sport possa raccontare storie universali già esplorate dall’arte.
La svolta più importante è arrivata a marzo 2024, con la pubblicazione del libro da parte di Chronicle Books. Un passo che trasforma un fenomeno social in un testo riconosciuto, utile per insegnanti, critici e appassionati interessati a scavare nel rapporto tra linguaggi visivi così diversi. Il volume raccoglie esperienze simili a quelle di Instagram, ma offre spazio a riflessioni più approfondite.
Lo sport raccontato attraverso l’arte diventa così un ponte culturale, capace di allargare il pubblico e creare una rete condivisa di interessi. I prossimi Mondiali e le grandi competizioni internazionali aspettano di essere reinterpretati con questo sguardo originale. Un segnale chiaro di come l’immagine, in qualunque forma, sappia raccontare storie che superano il tempo e i confini dei linguaggi.
