«Rareche», il nuovo singolo di La Nina, è uscito oggi. Un brano che affonda le sue radici in storie antiche e le trasforma in emozioni attuali. Il debutto nel roster di Sugar Music segna per lei una svolta importante, un trampolino per esplorare ancora più a fondo quel mix unico di tradizione e sperimentazione che la contraddistingue. La canzone stessa parla di fiori e radici, e ascoltarla è come immergersi in un paesaggio familiare, ma visto con occhi nuovi. Nel frattempo, i palchi europei si preparano ad accoglierla per un tour che promette di essere intenso e ricco di energia.
Rareche non è solo un titolo, ma un’immagine carica di significato. La Nina spiega che questa canzone nasce da un dialogo con i fiori, simboli vivi di memoria e resistenza. “Sono i fiori ad aver scritto questa canzone, io l’ho solo eseguita”, dice l’artista. Nel testo, il fiore è la parte visibile di un mondo nascosto fatto di radici, quelle forze invisibili che custodiscono storie antiche e identità profonde. La canzone esplora il senso di appartenenza e la memoria collettiva, scavando sotto la superficie di ogni costruzione culturale e spirituale.
La frase chiave, “Sott’ ‘a terra ‘e ràreche so’ vive”, esprime bene questa idea: un fiore può spezzarsi al vento, ma le sue radici continuano a vivere, a nutrire la terra che lo ha generato. Nel brano si sente questo equilibrio tra fragilità e forza, tra ciò che si vede e quello che resta nascosto e saldo nel tempo. Con le sue metafore, La Nina guida l’ascoltatore in un viaggio emotivo che richiede attenzione per cogliere ciò che sfugge a un primo ascolto.
Le voci dei bambini in Rareche non sono un semplice accompagnamento. Rappresentano la sorgente, la parte più pura e innocente dell’essere, ma anche il futuro che si interroga sul presente. Sono protagonisti di un dialogo intenso tra generazioni. La Nina ha lavorato a stretto contatto con un coro di piccoli cantori, costruendo un rapporto umano oltre che artistico. Il risultato è un elemento vivo, non solo un effetto sonoro: il coro diventa il vero cuore ritmico e simbolico della canzone, un richiamo alla continuità della memoria e al ciclo di rinascita.
Questo scambio creativo con i bambini riflette un pensiero più ampio sull’eredità culturale e personale. Le loro voci sono un ponte tra passato e futuro, segni di speranza e al tempo stesso moniti a non dimenticare le proprie radici. L’intensità delle parti corali mostra come la musica possa veicolare valori profondi, capaci di raccontare molto più di una semplice melodia, fino a diventare un messaggio di resistenza culturale.
Proprio con l’uscita di Rareche, La Nina sta affrontando una stagione live importante, organizzata da OTR Live. Il tour estivo la vedrà protagonista in alcuni dei principali festival d’Italia e d’Europa, portando la sua musica e il suo messaggio a un pubblico ampio e variegato. Le date toccheranno Paesi come Paesi Bassi, Germania, Francia, Portogallo, Spagna, Belgio, Slovacchia e naturalmente l’Italia.
Il 3 luglio sarà il debutto al Down The Rabbit Hole Festival di Beuningen, seguito da tappe di rilievo come il Rudolstadt Festival in Germania, Les Suds di Arles in Francia e il Roma Summer Fest all’Auditorium Parco della Musica. Il tour toccherà anche città più piccole ma culturalmente vive, come Catania, Locorotondo, Lamezia Terme e Pompei, queste ultime previste a settembre.
Durante i concerti, La Nina mostrerà l’evoluzione del suo suono, raccontata da Rareche: un mix potente tra radici musicali e una scrittura che si confronta con tempi difficili e sensazioni intime. La varietà geografica e culturale delle tappe è la dimostrazione della sua voglia di arrivare a un pubblico eterogeneo, offrendo spettacoli in cui tradizione, identità e rinnovamento si incontrano. I biglietti stanno andando a ruba, segno che l’attenzione verso la cantautrice e il suo progetto artistico è in crescita.
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