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Italian Council 2024: ecco i vincitori dei 2,7 milioni per portare l’arte contemporanea italiana nel mondo

La Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura ha finalmente svelato i dodici progetti vincitori dell’Ambito 1 di Italian Council 2026. Dopo mesi di attesa, l’attesa si è trasformata in un elenco concreto, capace di raccontare l’arte italiana che si prepara a viaggiare oltre confine. Il programma, che sostiene l’arte contemporanea italiana all’estero, mette sul piatto 2,7 milioni di euro, una cifra significativa ma che solleva interrogativi: basta davvero a coprire le esigenze di un settore in continua evoluzione? Nel frattempo, gli altri ambiti — quelli dedicati alla promozione internazionale e alle borse di ricerca — dovranno ancora pazientare, ma questo primo passo segna già una rotta chiara per la quindicesima edizione.

Italian Council: un ponte per l’arte italiana nel mondo

Nato per dare una spinta concreta alla produzione artistica contemporanea in Italia, Italian Council punta soprattutto all’internazionalizzazione. Il programma, gestito dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, si divide in tre ambiti: commissione di nuove opere per le collezioni pubbliche italiane, promozione di artisti, curatori e critici all’estero, e borse di ricerca con residenze per favorire la crescita professionale. I progetti selezionati quest’anno saranno realizzati tra il 2026 e il 2028, coinvolgendo istituzioni culturali italiane e partner internazionali come musei, fondazioni, università e associazioni no profit. Un punto chiave è che le nuove opere dovranno essere esposte all’estero prima di entrare nelle collezioni permanenti italiane, una scelta pensata per creare reti e collaborazioni che rafforzino il sistema artistico nazionale.

La giuria e la selezione dei progetti 2025-2027

La valutazione è stata affidata a una Commissione chiamata per il triennio 2025-2027 dal Direttore Generale della Creatività Contemporanea. A guidarla è Marta Ragozzino, affiancata da esperti come Giovanni Francesco Tuzzolino, Valentino Catricalà, Luca Cerizza e Anna Mattirolo. Questi professionisti, provenienti da diversi ambiti della curatela, della ricerca e delle istituzioni museali italiane e straniere, hanno esaminato con cura 27 progetti per la committenza internazionale. La scelta è ricaduta su proposte che mostrano solide collaborazioni tra soggetti italiani e partner esteri, con opere destinate ad arricchire le collezioni pubbliche in Italia. Per gli altri due ambiti, invece, la complessità delle candidature ha fatto slittare l’annuncio.

I dodici progetti e le collaborazioni oltreconfine

Sono dodici i progetti premiati, tutti nati da partnership tra realtà italiane e istituzioni straniere. Tra questi, spicca la collaborazione tra il Museo de Arte Moderno de Buenos Aires e il Castello di Rivoli, che insieme all’italiana Blu Breeding and Learning Unit daranno vita a “Il Santuario dell’Acqua” di Tomás Saraceno. A Bergamo, la GAMeC ospiterà “ELISABETTA” di Michela de Mattei, risultato della sinergia tra Almare e l’Associació Amici del Videoart di Spagna. Paola Pietronave porterà “Marzuki’s Violin ” in scena grazie al lavoro congiunto di Yayasan Gudskul Studi Kolektif e la Civica Galleria d’Arte Moderna di Palermo, inserito nel progetto dell’Ecomuseo del Mare Memoria Viva.

Altri nomi importanti coinvolgono la Fundación TBA21 , E-Werk Luckenwalde e la Alligator Head Foundation per “Future Landscape of Sonic Reparation” di Marco Barotti, destinato al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. Il Blue Cheese Project e l’IFA di Berlino svilupperanno “The Traveling Garden” di Theo Eshetu per il Museo Nivola di Orani. Careof APS, insieme all’International Studio & Curatorial Program di New York, produce “Animalia” di Daniele Costa per il Museo Novecento di Firenze.

Tra gli altri progetti, “Cautha” di Diego Gualandris, curato dall’Associazione Tilia in collaborazione con Tabacalera , e “Mario Airò. Atlante delle risonanze”, dedicato al Museo del Novecento di Milano e firmato dal Settore Musei Civici di Bologna – MAMbo con Magazzino Italian Art . Non mancano le performance: “NUA” di Benedetta Panisson, presentata da That’s Contemporary Impresa Sociale insieme ad Alternatives Européennes – Transeuropa Festival e l’Università Ca’ Foscari Venezia, sarà ospitata al Mart di Rovereto.

Chiudono la selezione “Fantasia | Song of Dust” di Gio Peres, “Cartography of a Restless Sea. Textile Allegories and Global Currents” di Ismaele Nones e “I’ve seen the future” di Roberto Fassone, realizzati grazie a collaborazioni con istituzioni italiane, spagnole, tunisine, turche e olandesi e destinati rispettivamente al Museo Riso di Palermo, al MAC di Lissone e al Mart di Trento e Rovereto. Un mosaico di esperienze che rafforza la presenza dell’Italia nel panorama globale dell’arte contemporanea.

In attesa degli ultimi verdetti sui due ambiti restanti

Mentre i progetti dell’Ambito 1 sono già noti, per gli Ambiti 2 e 3 bisognerà attendere ancora. Il secondo ambito sostiene la promozione internazionale di artisti, curatori e critici, il terzo punta a far crescere nuovi talenti con borse di ricerca e residenze all’estero. La mole di candidature e la necessità di una scelta accurata hanno spinto la Direzione Generale Creatività Contemporanea a posticipare l’annuncio. Quando arriveranno, completeranno il quadro dei progetti finanziati da Italian Council 2026, offrendo una panoramica sulle strategie italiane per l’arte contemporanea nei prossimi anni.

Redazione

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