Mario Schifano non è un nome da mettere in vetrina come un cimelio immutabile. Lo sa bene Blob, che su RaiPlay dedica a questo gigante dell’arte italiana del Novecento una puntata speciale, lontana dai soliti cliché celebrativi. La regia di Paolo Luciani prende per mano lo spettatore, conducendolo in un viaggio che intreccia immagini d’archivio, riflessioni critiche e frammenti di cinema. Non è un semplice omaggio, ma un ritratto vibrante, capace di restituire la complessità di un artista in continua evoluzione. E non è un caso che questa iniziativa arrivi proprio mentre Roma ospita, al Palazzo delle Esposizioni, una mostra dedicata a Schifano, aperta fino al 12 luglio.
La puntata di Blob si appoggia a un ricco archivio per delineare la figura di Mario Schifano. Ci sono filmati inediti di incontri televisivi e interventi di studiosi e critici importanti come Maurizio Calvesi, Achille Bonito Oliva, Furio Colombo, Goffredo Fofi, Alberto Moravia e Monica De Bei Schifano. Spicca in particolare un’intervista del 1985 realizzata da Franco Simongini, dove l’artista parla dal suo studio, uno spazio che riflette la sua voglia di sperimentare e innovare. Schifano non è solo un esponente della Pop Art: emerge come un precursore capace di mescolare pittura, fotografia, cinema e nuove tecnologie, anticipando tendenze che oggi sembrano scontate. Il suo pensiero, riportato in un’intervista del 1991 con Aldo Forbice, mette in luce come il suo lavoro nascesse dal confronto diretto con la realtà mediatica che lo circondava.
La puntata di Blob non si limita a celebrare Schifano, ma offre anche un’occasione per riflettere sul ruolo della cultura e dei media, mostrando quanto l’opera dell’artista abbia influenzato la società contemporanea. Accanto al racconto, viene riproposta la sigla di “La Magnifica Ossessione”, la maratona tv di RaiTre del 1985 curata da Enrico Ghezzi e Marco Melani, dedicata ai 90 anni del cinema. Questa scelta sottolinea bene quanto Schifano fosse interessato a creare un dialogo aperto e critico tra arte e media. Chi vuole approfondire può trovare su RaiPlay anche il documentario “Umano non umano”, realizzato dallo stesso Schifano nel 1969, dove compaiono figure come Carmelo Bene, Alberto Moravia e Franco Angeli, impegnate in una riflessione intensa sulla condizione umana e la sua rappresentazione artistica.
Il legame con Roma, città dove Schifano ha vissuto e si è formato, resta centrale in questa operazione culturale. La mostra al Palazzo delle Esposizioni, aperta fino al 12 luglio, è un appuntamento importante per capire il percorso di un artista che, pur radicato nella capitale, ha saputo parlare a un pubblico internazionale con la sua ricerca. Le opere in mostra mostrano la sua capacità di muoversi tra media diversi, con attenzione al colore e alle immagini in movimento. Questo evento acquista ancora più valore se visto nel contesto dell’interesse attuale per le contaminazioni tra arti visive e mezzi audiovisivi, un campo in cui Schifano ha avuto un ruolo decisivo. Visitare la mostra aiuta a cogliere molte delle suggestioni già emerse nella puntata di Blob, offrendo un’esperienza più concreta e tangibile.
Televisione, critica e musei si incontrano così in un omaggio che permette di scoprire Mario Schifano sotto molte luci: artista versatile, sperimentatore dei media, voce provocatoria della sua epoca. La sua storia resta viva, rinnovata dal dialogo tra immagini, parole e luoghi di cultura, pronta a interrogare il presente con forza e originalità.
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