
Nel 2024, tra le sale della Triennale di Milano, è stata svelata una verità poco raccontata: quanti musei italiani sono davvero accessibili? La Fondazione Cariplo e Abbonamento Musei hanno messo sotto la lente 255 realtà culturali tra Lombardia, Novara e Verbano-Cusio-Ossola, sondando un territorio ricco ma spesso ancora poco inclusivo. La domanda è semplice, ma pesante: un museo può dirsi accogliente se chi non vede fatica a orientarsi da solo? Se chi arriva con un neonato non trova un fasciatoio o uno spazio adeguato? I risultati disegnano un quadro a tinte sfumate, con qualche passo avanti ma soprattutto tante barriere, sia nelle strutture che nelle modalità di gestione.
Accessibilità per i più piccoli: tra segnali incoraggianti e tante lacune
Uno dei punti chiave della ricerca riguarda il rapporto tra musei e bambini da zero a sei anni. Da una parte, il 41% delle istituzioni si dice preparato sul fronte delle attività educative e degli strumenti pensati per i più piccoli. Segno che cresce l’attenzione verso l’accoglienza delle famiglie nei luoghi d’arte. Dall’altra, però, restano evidenti limiti nelle infrastrutture: quasi il 40% dei musei non ha spazi pensati per i bambini, e nel 48% mancano servizi essenziali come fasciatoi o attrezzature dedicate.
Solo un museo su tre offre aree adatte ai passeggini, mentre percorsi semplificati, supporti tattili e allestimenti a misura di bambino sono ancora poco diffusi. Numeri che raccontano di una scarsa considerazione della primissima infanzia come pubblico a sé, tanto che appena il 26% delle strutture coinvolte dichiara di considerare la fascia 0-3 anni come prioritaria. Questo ritardo si riflette sia nella progettazione degli spazi sia nella comunicazione e mediazione culturale, rischiando di lasciare molte famiglie fuori da un’esperienza museale piena e coinvolgente.
Barriere architettoniche quasi superate, ma l’autonomia resta un problema
Il sondaggio mostra chiaramente come le barriere fisiche nei musei italiani siano state in gran parte eliminate. Il 77,3% dispone di bagni accessibili, mentre il 63,1% offre percorsi senza ostacoli o soluzioni equivalenti, segno di interventi concreti sugli spazi. Sul fronte economico, quasi tutti i musei garantiscono l’ingresso gratuito alle persone con disabilità, e l’81,2% estende agevolazioni anche agli accompagnatori.
Il vero nodo, però, è l’autonomia nella visita. Supporti multisensoriali, didascalie semplificate e mappe tattili sono ancora una rarità: metà dei musei ne è priva, e quasi l’80% non offre mappe tattili. Non si tratta solo di risorse, ma soprattutto di una mancanza di progettazione strategica sull’accessibilità. Quasi la metà delle istituzioni non ha un referente dedicato e raramente inserisce il tema nei documenti di pianificazione.
Queste carenze limitano chi ha disabilità sensoriali a vivere il museo solo accompagnato, riducendo la visita a un’esperienza passiva. La ricerca mette in evidenza la necessità di passare da un approccio “aggiuntivo” a una strategia integrata che renda ogni museo un luogo inclusivo fin dall’inizio.
Verso musei più accoglienti: investimenti e programmi per il domani
La mappatura di Fondazione Cariplo e Abbonamento Musei non si limita a fotografare la situazione, ma vuole essere una bussola per indirizzare investimenti e politiche future. Al centro ci sono due programmi principali: “Anita. L’infanzia prima” e “Destinazione Autonomia”, che insieme mettono in campo 40 milioni di euro per migliorare l’accessibilità culturale.
Tra le misure in arrivo ci sono nuovi bandi dedicati ai musei per sviluppare servizi e spazi inclusivi, oltre a corsi di formazione per operatori culturali. L’obiettivo è rafforzare le competenze e promuovere il lavoro di rete tra istituzioni, per integrare stabilmente l’accessibilità nella gestione quotidiana.
Il cambiamento auspicato va oltre il superamento delle barriere fisiche: serve ripensare il museo come uno spazio aperto, capace di accogliere persone di tutte le età e abilità. Un luogo dove spazi, linguaggi, servizi e organizzazione si trasformano per rispondere a una società sempre più variegata e in movimento.
