Amadeus lascia Warner Bros. Discovery prima del previsto, interrompendo il contratto con due stagioni d’anticipo. Una decisione che arriva quasi in punta di piedi, senza grida o strascichi polemici. Negli ultimi tempi, però, si sussurrava sempre più spesso di tensioni dietro le quinte. Il conduttore ha parlato di un’esperienza intensa, ringraziando la media company, ma ha scelto di non anticipare nulla sul futuro. Dietro questa separazione, c’è una realtà: costruire un’identità solida e duratura nel panorama televisivo generalista italiano resta una sfida più ardua del previsto.
Nel 2024 Amadeus lasciò la Rai per approdare a Warner Bros. Discovery, con un contratto pluriennale che prometteva molto. L’accordo prevedeva per lui un programma in access prime time e due in prima serata a stagione. L’idea era quella di fare di Amadeus il volto principale del Nove, un canale generalista che voleva farsi largo in un mercato già affollato.
Tra i programmi più noti di questo periodo ci sono “Chissà chi è”, “Suzuki Music Party”, “La Corrida”, “Like a Star” e “The Cage – Prendi e scappa”. I risultati sono stati altalenanti: un avvio positivo, ma senza riuscire a costruire una base solida, soprattutto nell’access prime time, la fascia più delicata e strategica.
Le ragioni della separazione non sono state approfondite nelle dichiarazioni ufficiali, che hanno mantenuto toni rispettosi e istituzionali. Warner Bros. Discovery ha ringraziato Amadeus per la professionalità sua e del suo team, ma sul fronte degli ascolti la situazione era complicata, con audience che non riuscivano a stabilizzarsi.
L’avventura di Amadeus sul Nove è iniziata il 22 settembre 2024 con un doppio lancio: in access prime time è arrivato “Chissà chi è”, un game show ispirato al format internazionale “Identity” e che richiamava il successo di “I soliti ignoti”. In prima serata, invece, è andato in onda “Suzuki Music Party”, un evento musicale all’Allianz Cloud di Milano.
L’inizio è sembrato promettente, anche grazie a una trasmissione in contemporanea su tutti i canali Warner Bros. Discovery: “Chissà chi è” ha toccato picchi di 1,6 milioni di spettatori e l’8,8% di share sul portfolio complessivo, con 926.000 spettatori solo sul Nove. Ma poi le cose si sono complicate. Il quiz ha mantenuto share attorno al 2,5-3%, numeri troppo bassi per l’access prime time, soprattutto a confronto con le grandi reti. Il programma si è chiuso il 21 dicembre 2024, lasciando spazio a un ritorno di “Cash or Trash – Chi offre di più”.
Il titolo più stabile è stato “La Corrida” con Amadeus alla guida, che ha continuato ad attrarre pubblico per il Nove. La finale del 2024 ha raccolto circa 1,5 milioni di spettatori e il 10% di share in simulcast, mentre la stagione ha chiuso con una media di 905.000 spettatori e il 6,3% di share, numeri solidi per quel canale.
In prima serata, però, le cose sono andate meno bene. “Suzuki Music Party” e “Like a Star”, un talent musicale con Elio, Rosa Chemical e Serena Brancale in giuria, hanno faticato. Il talent di maggio 2025 ha debuttato con 473.000 spettatori e solo il 2,4% di share, confermando la difficoltà di trovare una collocazione stabile.
L’ultimo tentativo in access prime time è stato “The Cage – Prendi e scappa”, un game show prodotto da Endemol Shine Italy e condotto da Amadeus con Giulia Salemi. Adattamento del format internazionale “Raid the Cage”, era pensato per dare nuova vita alla fascia access dopo il calo di “Chissà chi è”. Ma anche questo non è riuscito a cambiare le carte in tavola, dimostrando quanto sia dura conquistare un pubblico fedele in quella fascia, dominata da Rai 1 e Canale 5.
La fine anticipata del rapporto tra Warner Bros. Discovery e Amadeus nasce da un fatto chiaro: il Nove non è riuscito a costruire una presenza solida e competitiva nell’access prime time. Questa fascia è vitale per ogni rete generalista, spesso fa la differenza tra crescita e declino.
Amadeus arrivava da un lungo e consolidato successo sulla Rai, con programmi come “Affari Tuoi”, “I soliti ignoti” e cinque Festival di Sanremo di fila alle spalle. L’obiettivo era portare quel successo su una nuova piattaforma, mantenendo lo stesso livello di visibilità.
La realtà, però, è stata più complicata. Cambiare abitudini di visione e spostare il pubblico verso il Nove si è rivelato un compito arduo. I risultati parziali non sono bastati a creare un’identità forte e stabile per l’access prime time, dimostrando che anche un nome importante fatica a imporsi in un contesto diverso.
Così si è scelto di chiudere la collaborazione in modo concordato, evitando tensioni o strappi pubblici. Un bilancio che racconta un percorso con alti e bassi, ma senza aver centrato del tutto gli obiettivi.
A commentare la separazione è stato Alessandro Araimo, amministratore delegato di Warner Bros. Discovery Southern Europe. Araimo ha sottolineato il valore umano e professionale di Amadeus, lodando l’impegno con cui ha portato avanti il progetto.
Nel comunicato ufficiale, Araimo ha parlato di un percorso importante, fatto di stima reciproca e rispetto, che si chiude senza rancori, con l’intenzione di guardare avanti verso nuove sfide.
Anche Amadeus ha voluto salutare la squadra con un messaggio sobrio, senza anticipare nulla sui suoi prossimi passi. Ha ringraziato Araimo e il team per questi due anni intensi, augurando buon lavoro per il futuro.
Al momento, il destino televisivo di Amadeus resta un’incognita. Non si registrano ancora nuovi progetti, soprattutto perché access prime time e prima serata di Rai e Mediaset sono occupati da volti come Stefano De Martino e Gerry Scotti. Dopo aver fatto parte della giuria di “Amici”, il conduttore si trova ora davanti a un bivio nel panorama televisivo italiano del 2025.
A Venezia, tra i riflessi increspati dei canali, la Fondazione Bevilacqua La Masa accende ancora…
Domenica 28 giugno, Tailor torna a raccontare una storia fatta di passato e futuro, dove…
A Carrara, tra i marmi e le vie antiche, si avverte un cambiamento: le donne…
Quando un videogioco online spegne i server, il gioco muore davvero. Non è solo una…
Lunedì 8 giugno, il Museo Nazionale Etrusco "Pompeo Aria" di Marzabotto ha riaperto le sue…
Nel giardino dell’Accademia Carrara, a Bergamo, una donna e un leone si guardano in silenzio.…