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Residenza d’artista esclusiva alle Dune Piscinas: l’evento culturale più affascinante della Sardegna sulla Costa Verde

Sotto le alte dune di Piscinas, lungo la costa occidentale della Sardegna, si cela un segreto che pochi conoscono. Un tempo, lì sorgeva una struttura mineraria, parte della storica miniera Gennamari-Ingurtosu. Oggi, quel luogo ha mutato volto: non è più solo un magazzino abbandonato, ma un resort di lusso con un’anima profondamente artistica. Tra le pieghe di questo angolo isolato, l’eco del passato industriale si fonde con installazioni di arte contemporanea, residenze per artisti e un paesaggio naturale che lascia senza fiato. Qui non si cerca il turismo di massa, ma una rinascita culturale che parla di qualità, creatività e rispetto per il territorio.

Da magazzino minerario a rifugio esclusivo: la storia di un luogo speciale

Le Dune Piscinas si trovano ad Arbus, nella Sardegna occidentale, dentro il Parco Geominerario dell’Isola, proprio sotto le dune di sabbia di Piscinas, tra le più alte d’Europa. Nel XIX secolo, questa zona era un cuore pulsante dell’estrazione di metalli preziosi come piombo, zinco, argento e qualche traccia d’oro. Il magazzino minerario, ora diventato un hotel di lusso, era un punto strategico vicino alla stazione ferroviaria e al molo, dove si caricavano i minerali destinati all’esportazione.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’attività rallentò, sostituita dal trasporto su strada. L’edificio perse la sua funzione originale e per un periodo fu trasformato in colonia estiva per i figli dei minatori, fino al 1965, quando venne abbandonato. Negli anni Ottanta passò in mano privata e, dopo un lungo restauro iniziato nel 1995, divenne un hotel sulla spiaggia, frequentato da personaggi dello spettacolo e imprenditori in cerca di riservatezza e un contatto autentico con la natura.

L’accesso è volutamente riservato: si arriva solo tramite una mulattiera sterrata, immersi nel silenzio delle dune e del mare. La riconversione da magazzino industriale a rifugio esclusivo è stata accompagnata da un restauro attento, che ha mantenuto vivi i riferimenti storici e valorizzato la posizione unica sulla Costa Verde.

Passione e cultura dietro il restauro: la rinascita firmata Caccamo

Nel 2011, la proprietà è passata a Luigi Caccamo, ex cliente affezionato, e alla sua compagna Marcella Tettoni, commercialista di professione. Caccamo, appassionato d’arte e attento ai dettagli, ha preso in mano la gestione e ha progettato un restauro profondo e rispettoso, iniziato nel 2020 e seguito passo passo dalla Soprintendenza. Dopo tre anni di lavoro, il resort ha riaperto nel 2024.

Oggi Le Dune Piscinas è un cinque stelle con poche camere, spazi eleganti, bistrot, ristorante sulla spiaggia, spa, piscina e un american bar dallo stile ricercato. Al centro c’è la Biblioteca, dedicata esclusivamente ai libri sulla Sardegna, pensata come un invito a scoprire la cultura locale e a immergersi nella lettura.

Pur essendo ingegnere, Caccamo è anche art director e curatore d’arte, e ha costruito l’identità artistica del luogo. Così è nato il progetto Piscinas Art, che unisce residenze d’artista e una collezione permanente di opere contemporanee.

Piscinas Art: residenze d’artista immerse nella natura selvaggia

Piscinas Art nasce nel 2016 da un’idea di Luigi Caccamo, con l’artista Paolo Magis e il supporto di Vanni Cuoghi. Il progetto prevede ogni anno la residenza di un artista per una settimana. Selezionati per la loro sensibilità verso il territorio, gli artisti lavorano direttamente negli spazi del resort, con alloggio, vitto e materiali a disposizione.

Le opere, di solito due tele, vengono esposte nelle aree comuni e nelle camere degli ospiti. Sono legate alla natura intorno, alla storia mineraria e al paesaggio unico delle dune e della costa. Per esempio, Milena Sgambato, ospite nel 2026, ha creato un progetto ispirato alla vegetazione dell’area umida vicino al Rio Naracauli, svelando dettagli nascosti in un ambiente che a prima vista sembra quasi desertico.

Tra gli artisti passati ci sono Mirko Baricchi, Lorenzo di Lucido, Giulio Catelli, Elisa Filomena. La scelta del nuovo artista avviene tramite un passaggio di testimone dall’artista uscente, un modo per mantenere viva la continuità creativa e creare una comunità legata alla vocazione del luogo.

Un museo a cielo aperto che parla con gli ospiti e il territorio

Le opere a Le Dune Piscinas non restano solo temporanee. La collezione permanente, curata da Caccamo, cresce costantemente con acquisti di artisti che dialogano con la natura selvaggia e la storia mineraria. Le opere sono disposte negli spazi comuni, trasformando l’hotel in una vera e propria galleria d’arte.

Tra gli artisti presenti ci sono nomi importanti come Alessandro Papetti, Medhat Shafik, Fathi Hassan, Gianfranco Guerzoni, Enzo Esposito, e street artist come Crisa, che ha realizzato un grande murale nel ristorante. Installazioni contemporanee di Moritz Waldemeyer e sculture di Lois Anvidalfarei decorano la reception e i corridoi, regalando agli ospiti un’esperienza originale e immersiva.

Qui non si seguono mode o tendenze: il criterio è la relazione personale con gli artisti e il legame con il territorio. Ogni opera è accompagnata da didascalie e video in cui gli autori raccontano la loro storia e il significato delle creazioni. Questo rende la collezione accessibile e viva, un racconto condiviso con chi visita.

La rinascita artistica e culturale di questa ex struttura industriale è un esempio concreto di come si possa rigenerare un luogo attraverso arte, storia e natura. Le Dune Piscinas continua a richiamare chi cerca un’esperienza autentica e profonda, immersa nella Sardegna ancora intatta.

Redazione

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