A meno di sei mesi dall’uscita di Esoterica, Muriel torna con Perreo femminista, un progetto che non si accontenta di far ballare. C’è una carica diversa, un’urgenza che scuote il pop di oggi. La sua voce è chiara, decisa, senza compromessi. Libertà sessuale e identità di genere diventano temi centrali, affrontati senza filtri. In questo disco, il dancefloor si trasforma: non è più solo un luogo per muoversi, ma uno spazio politico, un terreno di incontro e di celebrazione della libertà.
Il cuore di Perreo femminista è semplice ma potente: il club deve tornare a essere un posto dove sentirsi vivi, dove si può esprimere il proprio corpo senza catene. Muriel ribalta l’idea tradizionale della pista da ballo come semplice svago, trasformandola in un terreno di libertà e resistenza. Ballare diventa un gesto politico, un modo per affermare se stessi e rompere con le regole imposte dalla società. La musica diventa veicolo di storie vere, spesso ignorate, e l’album si propone di spezzare gli schemi scontati del pop, con un sound diretto e senza filtri.
Non si tratta solo di ritmo, ma di un’esperienza collettiva che unisce e dà forza. Il messaggio di Muriel attraversa ogni canzone, invitando chi ascolta a prendere parte attiva, a fare del ballo una forma di emancipazione.
La storia di Muriel spiega molto del suo modo di fare musica. Cresciuta in un contesto internazionale, con alle spalle esperienze di sperimentazione e autoproduzione, ha costruito un linguaggio sonoro unico, lontano dalle logiche commerciali. Perreo femminista è un mix ben riuscito di ritmi latinoamericani, breakbeat e pulsazioni hardgroove, che si intrecciano per creare un suono denso e potente.
Il disco è fatto per il club, per chi vuole vivere la musica con tutto il corpo e la testa. Il risultato è un sound che sfida l’ascoltatore a non restare passivo, ma a immergersi completamente nel movimento e nell’energia del momento.
L’aspetto visivo di Perreo femminista non è un semplice abbellimento: Muriel mette al centro performer e modelli della comunità LGBTQ+, trasformando le immagini in una vera e propria dichiarazione d’intenti. Non è solo questione di estetica, ma di appartenenza e riconoscimento.
Il progetto crea uno spazio inclusivo, dove chiunque si senta parte di questa realtà può riconoscersi e trovare una voce. Le immagini diventano un mezzo per raccontare storie di libertà e autoaffermazione, mostrando con forza e senza filtri una comunità spesso marginalizzata. Questa scelta rafforza il messaggio urgente e vitale di Muriel, che non cerca solo visibilità, ma pretende che il suo lavoro diventi un’esperienza collettiva intensa e autentica.
In un panorama pop spesso prevedibile e omologato, Perreo femminista si presenta come un manifesto chiaro e deciso, capace di scuotere e lasciare il segno.
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