Simone Venturini ha 38 anni, viene da Marghera e ha appena vinto le elezioni comunali di Venezia al primo turno. Un risultato storico: è il sindaco più giovane degli ultimi decenni. Il centrodestra resta al comando, con lui che prende il posto di Luigi Brugnaro. La sua agenda è chiara. Punta tutto sulla cultura, non come semplice attrazione turistica, ma come motore di rinascita sociale ed economica. Venezia, per Venturini, è «un laboratorio, non solo una vetrina». Una città da trasformare, insomma, più che da ammirare.
La novità più importante della nuova amministrazione è la scelta di unire le deleghe alla cultura e all’urbanistica in un unico assessorato. Presentando la squadra di 10 assessori e 4 delegati, Venturini ha spiegato che Venezia va vista come un organismo unico, dove l’anima e la struttura fisica sono inseparabili. “Cultura e città camminano insieme”, ha detto. Non si tratta solo di gestire quartieri ed edilizia, ma di mettere in relazione l’aspetto materiale con quello spirituale della città, coinvolgendo anche l’avvocatura civica, fondamentale per proteggere il territorio.
Il sindaco si tiene per sé le deleghe strategiche legate alle politiche culturali. La sua presenza in alcune delle principali fondazioni veneziane – dalla Biennale al Teatro La Fenice fino ai Musei Civici – conferma questa scelta. Venturini seguirà direttamente anche i rapporti con istituzioni culturali nazionali e internazionali. Restano sotto il suo controllo le relazioni internazionali, lo sviluppo economico e il porto, segno di una visione che guarda a Venezia come nodo globale.
A guidare il nuovo assessorato congiunto è Paolo Romor, avvocato di 55 anni, una figura ben nota nel panorama locale. Scelto direttamente da Venturini, Romor porta con sé un bagaglio di esperienza sia tecnica che culturale. Già in giunta con Brugnaro dal 2015 al 2020, ha lavorato su risorse umane, politiche educative, semplificazione amministrativa e avvocatura civica. Fu anche prosindaco del Lido, dove realizzò progetti concreti per il territorio.
Ora, con il supporto diretto del sindaco e i suoi legami con le principali fondazioni culturali, Romor punta a dare slancio alle politiche culturali. L’obiettivo è unire competenza e visione per rafforzare l’identità veneziana e migliorare la qualità della vita in città.
Tra le novità della nuova giunta c’è la riorganizzazione di competenze chiave. Lo sport e il turismo sono stati accorpati in un solo assessorato, affidato a Silvia Peruzzo Meggetto, 34 anni, di Fratelli d’Italia. La sua esperienza nel gruppo consiliare di Brugnaro le dà una buona conoscenza della macchina amministrativa. L’obiettivo è promuovere un turismo sostenibile, che rispetti la fragilità e il ritmo lento della Laguna.
Un’altra novità è la creazione di una delega alla street art, affidata a Paola Mar, volto noto della politica culturale locale. La sua esperienza spazia dalla gestione del patrimonio alla toponomastica, dalle politiche universitarie al progetto Marco Polo, che lega Venezia all’Oriente. Questa scelta mostra una volontà di aprirsi a forme artistiche più contemporanee e vivaci, per valorizzare la città anche attraverso l’arte urbana.
Infine, la tutela delle tradizioni è stata affidata a Giovanni Giusto, mentre Aldo Reato si occuperà della valorizzazione della gondola, parte essenziale della mobilità storica veneziana. Queste deleghe evidenziano una cura attenta sia per l’innovazione che per il rispetto delle radici profonde di Venezia.
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