John Galliano torna sotto i riflettori, questa volta al Metropolitan Museum of Art di New York. La mostra “John Galliano: Horizons”, aperta dalla primavera del 2027 all’inizio del 2028, racconta una carriera segnata da genio creativo e controversie che hanno fatto discutere il mondo della moda. Tra abiti sorprendenti e storie intime, il Costume Institute mette in scena un viaggio nel cuore di uno stilista capace di reinventarsi, nonostante gli ostacoli.
Dal 9 maggio 2027 al 9 gennaio 2028, il Met di Fifth Avenue metterà in mostra un vasto archivio di creazioni, accessori, schizzi e appunti originali firmati Galliano. Ci saranno abiti della sua collezione di diploma del 1984 alla Central Saint Martins, insieme a pezzi firmati per Givenchy, Christian Dior e Maison Margiela. Il viaggio si chiuderà con la sua collezione primavera-estate 2024, considerata una delle tappe più importanti della sua recente evoluzione stilistica.
Il Costume Institute possiede la più grande collezione di opere di Galliano al mondo. Grazie a questo patrimonio, la mostra dà un quadro completo di un artista capace di mescolare storia, geografia e culture diverse per creare un linguaggio tutto suo, che ha lasciato il segno nella moda contemporanea.
Non mancherà uno sguardo critico sui momenti più bui della carriera di Galliano, in particolare gli episodi tra il 2010 e il 2011 legati alle sue dichiarazioni antisemite, razziste e anti-asiatiche. Quegli eventi portarono alla sua cacciata da Dior e al licenziamento dalla propria maison. La mostra affronta questi capitoli con rigore, mettendo in luce le conseguenze legali e sociali e raccontando anche il percorso di riscatto dello stilista, che ha ammesso le proprie colpe e ha lavorato su problemi di dipendenza.
L’obiettivo non è raccontare solo una storia di caduta e risalita, ma far riflettere sul rapporto tra talento, responsabilità personale e giudizio della società. Sarà anche un’occasione per capire come cambiano i valori culturali e come questo influisce sul modo di valutare un artista nel tempo. In più, la figura di Galliano sarà protagonista anche al Met Gala 2027, in programma il 3 maggio.
La mostra è curata da Andrew Bolton, capo del Costume Institute e grande esperto di moda contemporanea, con una conoscenza approfondita del lavoro di Galliano. Bolton ha pensato un allestimento diviso in tre parti, ognuna dedicata a un aspetto diverso del percorso creativo dello stilista.
La prima sezione, “Bearings”, segue la carriera di Galliano in ordine cronologico, segnando anche il punto di rottura causato dalle sue vicende personali e pubbliche, inserite nel loro contesto storico e culturale. La seconda, “Horizons”, esplora le fonti d’ispirazione del designer: dalla storia all’arte, dalla geografia alle performance, mostrando come Galliano abbia saputo unire mondi diversi per creare i suoi universi.
Infine, “Atlas of Transformation” è uno spazio immersivo dedicato al processo creativo. Qui si potranno vedere da vicino bozzetti, quaderni di appunti, prove e abiti finiti. Verrà messo in luce il lavoro di sperimentazione, artigianato e innovazione tecnica che ha sempre caratterizzato le sue collezioni.
Durante la visita, si capirà come ogni creazione nasca dall’incontro di elementi lontani nel tempo, nello spazio e nei linguaggi visivi. L’esposizione vuole restituire tutta la complessità e l’intensità della ricerca di uno dei protagonisti più influenti della moda degli ultimi decenni.
La scelta del Met di dedicare a Galliano una mostra così ampia conferma il ruolo centrale che lo stilista continua a occupare nel panorama mondiale, nonostante le difficoltà personali e le polemiche che hanno segnato la sua carriera. Sarà un’occasione preziosa per misurare il suo contributo artistico, ma anche per riflettere sul delicato equilibrio tra genialità e responsabilità nel mondo della moda di oggi.
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