Categories: Cultura

Euphoria: come l’estetica rivoluzionaria della serie tv ha cambiato la televisione

Nel 2019, “Euphoria” ha fatto il suo ingresso sulle schermo, senza preavviso, ma con un impatto che nessuno aveva previsto. Non era solo una serie sull’adolescenza: era una rivoluzione visiva. Sam Levinson ha creato qualcosa di più di una storia, ha dato vita a un’estetica unica, capace di riscrivere le regole della televisione. Oggi, con la terza stagione che debutta nel 2024 su Sky, NOW e HBO Max, quel linguaggio visivo non è più confinato allo schermo. Lo si ritrova nelle passerelle, nei make-up, persino negli spazi dove viviamo. “Euphoria” ha trasformato l’immagine in un racconto emotivo, che parla a ogni angolo della cultura contemporanea.

Zendaya e Rue, cuore pulsante di una visione

Al centro di “Euphoria” c’è Rue, interpretata da Zendaya, ragazza fragile e complessa, simbolo di tensioni interiori profonde. Ma l’impatto della serie non nasce solo dai personaggi, bensì dall’insieme visivo che li avvolge. Trucco, fotografia, costumi e scenografia non sono mai elementi a sé stanti: lavorano insieme come un meccanismo ben oliato, dove colori, luci e texture traducono stati d’animo, desideri nascosti e conflitti interiori. Ogni sfumatura, ogni riflesso diventa un’estensione dell’emozione. Non è semplice decorazione, ma un racconto visivo che coinvolge lo spettatore, arricchendo personaggi e tensioni narrative.

Donni Davy e il make-up che racconta emozioni

Il trucco di “Euphoria” è uno dei tratti distintivi della serie, merito di Donni Davy, la make-up artist che ha rivoluzionato il modo di usare glitter, strass e colori forti per esprimere sentimenti. I look dei personaggi puntano su colori saturi, texture luminose e applicazioni brillanti che enfatizzano lineamenti e tormenti interiori. Eyeliner grafici e contrasti netti non sono mai casuali: diventano un linguaggio visivo per raccontare stati d’animo complessi. Questo stile è uscito dallo schermo, influenzando il mondo del beauty, le campagne pubblicitarie e i filtri social, e ha lasciato il segno anche nel design contemporaneo, dove superfici lucide e giochi di luce sono sempre più protagonisti.

Marcell Rév e la fotografia che plasma l’emozione

Il direttore della fotografia Marcell Rév spinge l’estetica di “Euphoria” al massimo con un uso sapiente delle luci artificiali. Neon blu, viola intensi, rossi saturi e verdi brillanti trasformano ambienti comuni — camere da letto, feste in casa — in spazi quasi surreali. Questi colori non solo catturano l’occhio, ma creano un’atmosfera carica di tensione e ambiguità. I movimenti fluidi della macchina da presa, insieme a una profondità di campo studiata, bilanciano intimità e spettacolo. Anche l’interior design ha preso nota: la luce colorata diventa elemento architettonico che definisce lo spazio e l’umore, mentre superfici riflettenti e materiali lucidi amplificano l’esperienza immersiva.

Heidi Bivens e i costumi che raccontano storie

Heidi Bivens, responsabile dei costumi, gioca un ruolo chiave nel definire l’identità visiva della serie. Ogni personaggio si distingue non solo per il volto o l’atteggiamento, ma anche per i tessuti e le silhouette che indossa. Maddy sceglie linee strutturate e tessuti lucidi, Cassie preferisce materiali leggeri e forme morbide, Jules si muove tra strati fluidi e sperimentali che dialogano con gli spazi. I costumi diventano così un’estensione dello scenario, una forma di comunicazione senza parole. Moda e scenografia si intrecciano, dando vita a un’estetica immersiva dove i dettagli dei vestiti raccontano emozioni e rapporti.

Un’estetica che va oltre la tv

L’estetica di “Euphoria” non si limita allo schermo, ma si presenta come un sistema complesso in cui trucco, moda, fotografia e scenografia si uniscono per creare un modello di design emozionale. Ogni elemento, dai neon ai glitter sul viso, diventa un mezzo narrativo capace di costruire ambienti e momenti carichi di significato. Questo ha fatto sì che lo stile della serie si diffondesse in molti ambiti della cultura contemporanea, oltre la televisione, diventando un punto di riferimento per un’intera generazione.

Le radici dietro l’immaginario di “Euphoria”

Per capire il linguaggio visivo unico di “Euphoria” bisogna guardare alle ispirazioni dietro la sua estetica. Critici e studiosi hanno messo in luce somiglianze con il lavoro di Petra Collins, fotografa canadese nota per le sue tonalità pastello e atmosfere sospese, che raccontano l’adolescenza da un punto di vista intimo e femminile. Più che una sola origine, la serie si inserisce in un contesto più ampio di sperimentazione culturale e iconografica, che ha contribuito a definire l’immagine della Generazione Z, fatta di fragilità, soggettività e ribellione estetica.

“Euphoria” e la rivoluzione visiva che parla di identità

“Euphoria” ha cambiato il modo in cui la tv usa immagini e colori per raccontare storie. Il risultato è un racconto visivo complesso, che va oltre la semplice estetica per trasformarsi in un linguaggio capace di esprimere identità, emozioni e cambiamenti personali. Fuori dallo schermo, questo approccio continua a influenzare moda, make-up e design d’interni, dimostrando quanto l’immagine possa essere uno strumento potente per comunicare oltre le parole. In un’epoca in cui l’esperienza visiva conta sempre di più, “Euphoria” è diventata una tappa fondamentale per capire come lo spazio, reale o immaginato, possa trasformarsi in emozione e progetto estetico.

Redazione

Recent Posts

Annalisa a San Siro 2027: il primo concerto della carriera, biglietti in vendita dal 12 giugno

Milano si prepara a un appuntamento che promette di fare rumore. Il 12 giugno 2027,…

1 ora ago

Come abiti e manichini plasmano la nostra identità: il libro che svela il legame tra moda e corpo

Un abito senza chi lo indossa è solo un guscio vuoto, privo di vita e…

3 ore ago

Giorgia Meloni contro il “patentino antifascista” a Più libri più liberi: “È censura”

«Chi non firma la dichiarazione antifascista, fuori dalla fiera». È questo il nuovo diktat che…

4 ore ago

La Rigenerazione del Santa Maria della Scala a Siena protagonista dell’ultima puntata di Artbox su Sky Arte

Martedì 16 giugno, Sky Arte chiude la stagione di Artbox con un ultimo appuntamento che…

8 ore ago

Magazzino Italian Art a New York celebra 30 anni di Alighiero Boetti con una mostra esclusiva

Nel 1966, un giovane artista torinese iniziava a tracciare le basi di un linguaggio che…

8 ore ago

Maastricht 2026: TexTiles trasforma la piazza del Trattato in un simbolo di moda collettiva e identità culturale

Piazza Plein 1992 a Maastricht, esattamente dove trent’anni fa fu firmato il Trattato che ha…

9 ore ago