
Un temporale si abbatte sulle colline dipinte da Nicolas Poussin, mentre a pochi passi, opere contemporanee catturano tempeste urbane e foreste silenziose. Al Nouveau Musée National de Monaco, un incontro insolito prende forma: il maestro del XVII secolo e trenta artisti moderni condividono lo stesso spazio, raccontando la natura sotto luci e ombre diverse. Qui, il paesaggio smette di essere semplice sfondo e diventa voce. Un dialogo tra epoche lontane, che si intrecciano su un tema antico, ma più urgente che mai.
Poussin e il paesaggio tra natura e sentimento
Nicolas Poussin , maestro del barocco francese, ha trasformato i paesaggi in racconti ricchi di significato morale. Nato a Les Andelys e vissuto soprattutto a Roma, Poussin non si è limitato a riprodurre la natura. La sua arte attraversa filosofia e sentimento, dando vita a una visione intensa e poetica. Pierre Rosenberg, storico dell’arte e direttore del Louvre, sottolinea come Poussin abbia superato il semplice paesaggio per confrontarsi con la natura stessa, invitando anche gli artisti dopo di lui a esplorare quel “sentimento della natura”.
La mostra si sviluppa in sei sezioni, ciascuna dedicata a un aspetto preciso: tempeste, notti, deserti, vulcani, foreste, giardini, fino a cascate, montagne, fiori e farfalle. Sono le cosiddette miracula naturae, le “meraviglie della natura”, celebrate fin dall’antichità come segni della forza selvaggia e generosa del mondo. L’approccio di Poussin ha influenzato artisti come Gaspard Dughet e Joseph Vernet, e oggi si riflette ancora nel modo in cui si dipingono i paesaggi.
Quando l’arte contemporanea riprende il filo della natura
La selezione di artisti contemporanei in mostra spazia tra fotografia, scultura, pittura e videoarte. Ciascuno offre una lettura diversa della natura, ma sempre con un’attenzione al dettaglio e a quella poesia che Poussin aveva portato avanti.
Tra le opere più note, l’installazione di Giorgio Andreotta Calò, Icarus del 2023, che mescola bronzo e bozzoli di falene, trasformando materia organica in arte viva. Nan Goldin, con una fotografia del 2004 sul Bois de Vincennes, cattura un momento di natura in movimento, fragile e in continuo cambiamento.
Anting Qui presenta un piccolo olio, La pioggia, un cielo carico di nuvole che evoca tensione e calma insieme. La scultura La pioggia di Fausto Melotti, del 1966, gioca con la luce e il metallo, creando un delicato equilibrio tra corpo e vuoto. Andreas Gursky, con il suo celebre scatto delle cascate del Niagara, dialoga con Poussin e il suo paesaggio immaginario nell’Hiver o Le Déluge, mostrando la tensione tra natura reale e interpretazione artistica.
Il confronto tra epoche si fa ancora più interessante con Hubert Robert, pittore romantico del XVIII secolo, accostato all’installazione Étant donnés di Marcel Duchamp. Un incontro inaspettato, ma sorprendentemente armonioso. Thomas Demand propone una foto in cui la natura è ricostruita artificialmente, spingendo a riflettere su cosa sia vero e cosa no.
Le fotografie di Sarah Moon e Mimmo Jodice portano un’atmosfera sospesa, fatta di memoria e poesia. E infine, l’opera inedita di Giulio Paolini, Le Sentiment de la Nature, riprende direttamente l’eredità di Poussin, dimostrando quanto questo “sentimento della natura” sia ancora vivo nell’arte di oggi.
A completare il progetto, un catalogo pubblicato da Humboldt Books approfondisce i temi e il ricco dialogo tra passato e presente.
Natura e arte: un dialogo che parla al presente
Fino al 25 maggio 2026, il Nouveau Musée National de Monaco offre un percorso che intreccia passato e presente e invita a riflettere sul nostro rapporto con la natura. In un momento in cui le emergenze ambientali sono sempre più pressanti, questa mostra sprona a pensare a nuove forme di rappresentare il mondo naturale.
La natura, nelle sue manifestazioni più forti e delicate, resta una fonte inesauribile di ispirazione. Il confronto tra la poetica di Poussin e le opere contemporanee mette in luce come cambino tecniche e linguaggi, ma resti immutato il fascino per il miracolo naturale.
A Monaco, la mostra non celebra solo la grandezza di Poussin, ma rilancia la natura come soggetto vivo e capace di parlare al nostro tempo. Un invito a guardare il mondo con occhi più attenti e consapevoli.
