
Daniele Mencarelli ha lasciato il segno al Salone del Libro di Torino, dove il suo Adelmo che voleva essere settimo ha conquistato il Premio Campiello Junior nella categoria 11-14 anni. Non è solo un libro per ragazzi, ma una vera e propria esplorazione del crescere, raccontata con la delicatezza e la forza di chi conosce il valore profondo delle storie. Per Mencarelli, poeta e narratore, l’essere umano è innanzitutto un “animale narrativo”: ha bisogno delle storie come di aria, cibo o sonno. E questo libro lo dimostra pagina dopo pagina.
Come è nato Adelmo: la sfida di parlare ai più giovani
Adelmo che voleva essere settimo segna per Mencarelli un passo importante verso un pubblico giovane, ma il percorso è iniziato molto prima. La vera sfida era scrivere una storia che parlasse davvero ai ragazzi, senza però dimenticare chi li accompagna nella lettura. Il linguaggio doveva essere semplice ma vero, capace di coinvolgere senza cadere nel banale. Adelmo non è solo un personaggio: è uno specchio delle piccole sfide quotidiane e delle insicurezze tipiche dell’adolescenza, raccontate con delicatezza e senza facili spiegazioni.
Mencarelli ha raccontato come, durante la scrittura, sia emersa con forza la responsabilità dello scrittore verso chi legge. La sua esperienza da poeta gli ha permesso di scegliere con cura ogni parola, dando al racconto un ritmo che guida il lettore dentro i sentimenti di Adelmo. Tra queste pagine si trovano le battaglie di ogni ragazzo, quel mix di paura e speranza che accompagna la crescita e la ricerca di un posto nel mondo.
Il Premio Campiello Junior, ricevuto nel 2024, ha consacrato il libro come un punto fermo della letteratura per ragazzi italiana. Un’opera che unisce stile e temi profondi, parlando di identità e crescita senza mai perdere autenticità.
L’essere umano come “animale narrativo”: perché abbiamo bisogno delle storie
Per Mencarelli, raccontare storie non è un vezzo, ma un bisogno fondamentale. Definisce l’uomo un “animale narrativo”, sottolineando che narrare e ascoltare storie è essenziale quanto respirare o mangiare. Le storie non sono solo un passatempo, ma aiutano a costruire chi siamo, a capire il mondo e gli altri intorno a noi.
Al Salone del Libro, Mencarelli ha spiegato che il racconto serve a dare senso a ciò che viviamo, a elaborare emozioni complesse. Sono le storie che ci aiutano a superare momenti difficili e che ci offrono modelli e punti di riferimento.
Anche nell’era digitale, dove le informazioni corrono veloci, il bisogno di narrazioni ben fatte resta centrale. La letteratura per ragazzi, in particolare, deve stimolare curiosità, empatia e riflessione, non solo intrattenere. Raccontare bene significa educare, aprire la mente e il cuore, andando oltre il semplice libro.
Premio Campiello Junior: un riconoscimento che fa crescere la letteratura per ragazzi
Il Premio Campiello Junior assegnato a Adelmo che voleva essere settimo è più di un riconoscimento per l’autore: è una spinta per tutto il settore della letteratura per ragazzi. Un premio che conferma come questo campo continui a crescere, offrendo opere di qualità che parlano di temi importanti con un linguaggio adatto e coinvolgente.
Questa categoria, pensata per gli 11-14 anni, premia testi che affrontano con delicatezza questioni complesse senza semplificare o cadere in facili stereotipi. Il libro di Mencarelli si distingue proprio per questo equilibrio: parole semplici ma mai banali, storie intense ma mai scontate.
Il premio ricevuto nel 2024 dà visibilità a un genere che parla ai giovani, ma anche a famiglie e educatori. È un invito a investire sempre più in racconti capaci di stimolare il pensiero critico e la crescita interiore, sottolineando quanto la letteratura per ragazzi sia uno strumento fondamentale di formazione e cultura.
Il Salone del Libro di Torino: cuore pulsante della cultura italiana
Il Salone del Libro di Torino resta, anche nel 2024, un appuntamento imprescindibile per la promozione della cultura e della lettura in Italia. L’evento offre a scrittori come Daniele Mencarelli l’occasione di incontrare un pubblico variegato, fatto di lettori, critici e operatori del settore.
Tra presentazioni, dibattiti e incontri, il Salone crea uno spazio dove si parla di temi attuali e si promuovono idee e progetti editoriali nuovi. La storia di Adelmo si inserisce in questo fermento culturale, dove la letteratura non è solo arte, ma anche impegno sociale.
La presenza di autori emergenti e affermati dà vita a un confronto ricco, capace di aprire nuovi orizzonti e rafforzare il dialogo tra generazioni. Torino si conferma così un crocevia fondamentale per chi vuole avvicinare un pubblico sempre più vasto e appassionato alla lettura.
