
«Non ho paura della morte, ma del dolore». Parole di Enrica Bonaccorti, che hanno risuonato con forza negli ultimi mesi, mentre combatteva contro un tumore al pancreas. Questa mattina, nella clinica Ars Medica di Tor di Quinto, a Roma, l’icona della televisione italiana si è spenta a 76 anni. Ricoverata da poco e sottoposta a un delicato intervento, non ce l’ha fatta.
La sua forza e la lucidità con cui ha condiviso la malattia hanno lasciato un segno profondo. Ora, la camera ardente si aprirà venerdì 13 marzo proprio nella clinica, mentre i funerali sono stati fissati per sabato 14, alle 15, nella Chiesa di Santa Maria in Montesanto, la celebre “Chiesa degli Artisti”, nel cuore pulsante di piazza del Popolo, a Roma. Un luogo che ha già accolto numerosi addii illustri dal mondo dello spettacolo.
Una carriera lunga e poliedrica tra cinema, teatro e televisione
Nata a Savona il 18 novembre 1949, Enrica Bonaccorti ha mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo negli anni Sessanta, fra cinema e teatro, dimostrando fin da subito una versatilità fuori dal comune. Tra gli anni Settanta e Ottanta la sua carriera decolla: passa dalla radio alla televisione, dove si fa notare per la sua naturalezza davanti alle telecamere e per la sua capacità di scrivere e condurre con eleganza. Non solo: si cimenta anche nella musica, firmando testi importanti, tra cui “La lontananza”, celebre brano scritto insieme a Domenico Modugno e Franco Migliacci, ancora oggi uno dei pezzi più amati della canzone italiana.
In quegli anni lavora con il marito Daniele Pettinari alla sceneggiatura del film “Cagliostro” e recita in una quindicina di pellicole, dal 1970 al 1980, passando dalla commedia al dramma. Tra i titoli più noti ci sono “Film d’amore e d’anarchia” di Lina Wertmuller e “Beati i ricchi”, entrambi accanto a Paolo Villaggio. Nel frattempo non abbandona il teatro, dove affina il suo talento espressivo.
La vera svolta arriva negli anni Ottanta, quando entra in Rai e diventa un volto familiare per milioni di italiani. Il programma “Pronto, chi gioca?” la consacra come conduttrice di grande classe e professionalità, con ascolti da record nel pomeriggio. Seguono programmi di punta come “Italia sera”, che segna un’epoca nell’access prime time. Negli anni Novanta si sposta a Fininvest, dove conduce la prima edizione di “Non è la Rai”, show destinato a lasciare un segno profondo nella storia della tv italiana.
Legami forti con grandi nomi dello spettacolo
Nel suo lungo percorso Enrica ha intrecciato rapporti solidi con molti protagonisti dello spettacolo, tra cui Renato Zero, con cui aveva un’amicizia nata in gioventù e cresciuta nel tempo. Amava raccontare aneddoti che mostravano la loro complicità, come la proposta di matrimonio di Zero, subito respinta con ironia da lei. Negli ultimi anni, soprattutto durante la malattia, Renato è stato un sostegno prezioso, dimostrando affetto sincero anche con gesti pubblici ai concerti di Roma e Torino nel 2025.
La sua rete di rapporti abbracciava anche il mondo del teatro, della musica e della radio, dove ha collaborato con molti colleghi. Intelligenza e garbo sono state le sue doti più apprezzate, lasciando un segno indelebile nel cuore del pubblico italiano.
La malattia raccontata con coraggio e dignità
Nel 2025 Enrica ha scelto di raccontare al pubblico la sua battaglia contro un tumore al pancreas. In diverse occasioni, tra interviste e apparizioni televisive, ha spiegato senza filtri il duro percorso terapeutico, fatto di chemioterapia e controlli serrati. Il tumore era aggressivo e inoperabile, e le cure avevano dato risultati limitati. Nonostante tutto, ha mantenuto una serenità sorprendente, affrontando la situazione con ironia e compostezza.
Fondamentale è stato il sostegno della figlia Verdiana Pettinari, che le è stata vicino con affetto e dedizione. Il legame tra madre e figlia è stato una costante fonte di forza durante i momenti più difficili.
Negli ultimi giorni, ricoverata alla clinica Ars Medica di Roma, dove è stata operata, ha trascorso le sue ultime ore, chiudendo con grande sincerità una lunga e coraggiosa battaglia.
Il mondo dello spettacolo in lutto: messaggi e ricordi
La notizia della scomparsa di Enrica Bonaccorti ha scosso colleghi, amici e istituzioni. La Rai ha voluto sottolineare il suo ruolo fondamentale nella storia della televisione pubblica, definendola “una professionista colta e raffinata che ha segnato un’epoca”.
Tra i primi a ricordarla c’è Mara Venier, che sui social ha condiviso una foto insieme, chiamandola “un’amica che resterà per sempre nel cuore”. Caterina Balivo ha espresso sentimenti profondi, citando la recente riunione di “Non è la Rai” e la stima umana e professionale che la legava a Enrica.
Antonella Clerici l’ha ricordata come “regina del mezzogiorno”, mentre Massimo Boldi ha condiviso emozioni legate a tanti momenti di amicizia e allegria. Alba Parietti ha messo in luce il coraggio con cui ha affrontato la malattia, e Antonella Elia le ha dedicato parole intime e toccanti.
Anche il suo storico manager Andrea Quattrini l’ha definita una donna equilibrata, sempre pronta a usare il buon senso. Con il passare delle ore sono arrivati altri omaggi, come quello di Pierluigi Diaco, che ha annunciato un programma speciale dedicato alla sua carriera, e di Bruno Vespa, che ha ricordato la sua professionalità e la loro vera amicizia.
Massimo Giletti ha sottolineato la sua intelligenza e il modo diretto e appassionato di conversare, mentre Andrea Roncato ha celebrato la sua allegria e la capacità di affrontare ogni argomento con acume. Federica Panicucci, in diretta a Mattino Cinque, l’ha definita “un’amica e una professionista straordinaria”.
Anche Simona Ventura e Fiorello si sono uniti al cordoglio, quest’ultimo ricordandola a La Pennicanza, il suo programma radiofonico, riproponendo “La lontananza”, il brano che Enrica aveva scritto da giovane, testimonianza precoce del suo talento.
Enrica Bonaccorti lascia un’eredità importante nel mondo della cultura e della televisione italiana, unica per eleganza, intelligenza e umanità. I funerali a Roma saranno l’occasione per un ultimo saluto in un luogo simbolo dello spettacolo.
