Categories: Cultura

Cinque libri d’arte imperdibili per scoprire il potere nascosto delle immagini e della memoria

Nel 1970, un manicomio brasiliano custodiva più di pazienti: racchiudeva immagini cariche di storie mai raccontate. Oggi, quegli scatti si intrecciano con fotografie dagli angoli nascosti del socialismo reale e con opere d’arte contemporanea, componendo un mosaico complesso su memoria e potere. Cinque libri pubblicati quest’anno scavano in questi territori, svelando come le immagini, dai vecchi archivi ai pixel digitali, siano molto più di semplici rappresentazioni. Sono strumenti, a volte silenziosi, di controllo e narrazione. Parliamo di fotografia, certo, ma anche di architettura e comunicazione visiva, discipline che insieme raccontano cosa decidiamo di conservare e perché. Un viaggio che attraversa continenti e decenni, per capire come il passato – quello che scegliamo di tenere a portata di mano – influisca sul nostro immaginario collettivo e sui rapporti di forza che lo modellano.

Manicomio brasiliano, memoria e lotta: il viaggio di Basaglia raccontato da Francesco Bertocco

Nel 1979 Franco Basaglia, figura di spicco della psichiatria italiana e artefice di importanti riforme, arriva in Brasile per un viaggio destinato a lasciare un segno profondo. Francesco Bertocco ripercorre oggi quel cammino, incontrando medici, studenti e attivisti impegnati a discutere di diritti e libertà in un sistema ancora dominato dall’internamento coatto. Al centro della scena c’è l’ex ospedale psichiatrico di Juqueri, uno dei più grandi manicomi al mondo, diventato simbolo di un’idea di controllo sociale superata ma ancora tangibile.

Attraverso fotografie e documenti, “Breaking the Circuit of Control” offre uno sguardo critico su luoghi carichi di memoria e tensione. Le immagini raccontano spazi che parlano di esclusione, violenza istituzionale e resistenza politica. La riflessione si allarga alle conseguenze di un controllo che tocca corpo e libertà: fino a che punto si può chiamare cura un sistema basato sulla segregazione? Cosa resta oggi di quella mentalità che giustificava la detenzione psichiatrica? Testimonianze e dati visivi aiutano a fare luce su questioni ancora vive nel dibattito contemporaneo su salute mentale e diritti umani.

Pubblicato da Humboldt Books e curato da Gabi Scardi, il volume usa la fotografia come strumento di indagine critica, andando oltre la semplice ricostruzione storica per sollevare domande attuali sulle forme di potere negli spazi istituzionali. Una lettura che invita a riflettere sulla sottile linea che separa cura e controllo, in un campo dove il passato pesa ancora sul presente.

Arte contemporanea, frodi e inganni: la caduta di Inigo Philbrick

Il mercato dell’arte contemporanea è un mondo fatto di affari, prestigio e sogni, ma nasconde anche zone d’ombra fatte di truffe e inganni. Orlando Whitfield racconta in “Quel che luccica” la storia di Inigo Philbrick, giovane mercante d’arte che ha costruito un impero su pratiche fraudolente senza precedenti. La sua vicenda non è solo un dramma personale, ma una fotografia inquietante di un ambiente dove denaro e reputazione possono basarsi su inganni sofisticati.

Philbrick ha venduto più volte le stesse opere a clienti diversi, creando un sistema di false proprietà quasi impossibile da scoprire. Whitfield, che con lui ha condiviso esperienze alla Goldsmiths di Londra, narra questa storia fatta di ambizione, tradimenti e l’intervento dell’FBI. Il mercato si rivela terreno fragile, esposto a frodi che mettono in discussione trasparenza e affidabilità.

Il libro conduce il lettore nei salotti esclusivi di gallerie e aste, dove il confine tra legittimo e illecito si fa sottile. Grazie alla sua esperienza diretta, Whitfield mostra come la seduzione del sistema e la promessa di successo possano far chiudere gli occhi fino a quando non emergono le crepe nella fiducia. Pubblicato da Altrecose, questo racconto è un tassello importante per capire le fragilità nascoste dietro il mercato dell’arte contemporanea.

Architettura e ideologia: gli alberghi socialisti nelle fotografie di Elena Amabili

Viaggiare significa anche attraversare paesaggi culturali e ideologici, impressi negli spazi che abitiamo. Lo mostra bene “Socialist Hotels” di Elena Amabili, che raccoglie 153 fotografie scattate in alberghi costruiti in 31 Paesi dell’Europa dell’Est e dell’ex Unione Sovietica durante l’era socialista. Questi edifici non sono solo strutture ricettive, ma raccontano idee e valori di quel tempo: dall’ospitalità collettiva al ruolo simbolico dell’architettura nella propaganda.

Il libro mostra stili che vanno dai monumentali complessi stalinisti ai moderni edifici in cemento armato, fino a strutture futuristiche che sembrano uscite da un film di fantascienza d’epoca. Ogni immagine cattura dettagli architettonici e decorazioni – mosaici, vetrate, arredi originali – capaci di trasmettere un senso di epoca e di identità collettiva, ancora ben conservata o destinata a sparire. Il contesto urbano e sociale intorno a questi alberghi diventa così un archivio vivente di ambizioni, contraddizioni e cambiamenti.

Curato con un’introduzione di Caroline Eden, il progetto mette in luce anche la fragilità di queste memorie: molti alberghi sono stati privatizzati, trasformati o demoliti, sostituiti da strutture uniformi e globali. Il libro invita a riflettere sulla perdita di diversità culturale nell’architettura del turismo, mentre la fotografia resta testimone di un’epoca che resiste a essere cancellata.

Conservare l’arte digitale: la sfida tra obsolescenza e identità secondo Piero Deggiovanni

L’arte digitale mette in crisi le tradizionali pratiche di conservazione museale. Piero Deggiovanni affronta questo tema ancora poco esplorato nel libro “Filosofia del restauro”. A differenza di materiali come tela o pietra, le opere digitali dipendono da software, formati e dispositivi in continuo cambiamento, rischiando così di diventare inaccessibili o compromesse nel tempo. Questa fragilità rende la conservazione una questione tecnologica ma anche estetica e filosofica.

Il testo affronta temi cruciali come l’autenticità di un’opera digitale, che può essere replicata senza perdita apparente, e le scelte da fare per mantenere la visibilità senza tradire l’intenzione originale dell’artista. Strategie come la migrazione su nuovi sistemi o l’emulazione degli ambienti originali si affiancano a un delicato equilibrio tra modifiche necessarie e rispetto per l’identità dell’opera. Anche la reversibilità degli interventi, un concetto tradizionale, viene rivisto, perché alcune trasformazioni sono inevitabili e definitive.

Nel momento in cui musei e collezioni si confrontano ogni giorno con problemi di conservazione digitale, il saggio di Deggiovanni invita a riflettere su come il restauro diventi un atto creativo e decisionale, che influisce sull’esperienza del pubblico e sulla storia futura delle opere contemporanee.

Cinque secoli di rappresentazioni grafiche: come i dati diventano storie

Rappresentare dati e informazioni con grafici e diagrammi è un’abitudine più antica di quanto si pensi. Nel quarto volume della collana “Antologia di cultura grafica”, “Visualizzare dati 1505–2017”, curato da Luciano Perondi e Silvia Sfligiotti, si ripercorre questa evoluzione attraverso cinque secoli e molte discipline: dalla statistica alla cartografia, dalla medicina alla propaganda politica.

Il libro raccoglie capolavori e testi fondamentali che hanno definito linguaggi visivi ancora oggi riconoscibili. L’opera di pionieri come William Playfair e Charles-Joseph Minard si affianca alle ricostruzioni di Otto Neurath e alle teorie di Jacques Bertin. Accanto a queste figure storiche ci sono anche prospettive contemporanee, comprese le analisi femministe di Catherine D’Ignazio e Lauren F. Klein. Il volume mostra come l’organizzazione di scala, colore e gerarchie visive sia sempre il risultato di interpretazioni soggettive della realtà, trasformando i dati in racconti con precise intenzioni.

Oltre alla teoria, il libro mette in luce il fascino delle invenzioni grafiche per la loro precisione e creatività, dando al lettore la possibilità di scoprire la complessità e la ricchezza di uno strumento che ogni giorno plasma il modo in cui comprendiamo il mondo intorno a noi. Oltre 270 testi e immagini raccontano un percorso mai lineare, sempre aperto a nuove scoperte e interpretazioni.

Redazione

Recent Posts

Molchat Doma e la malinconia della GenZ: il fenomeno dark wave che conquista TikTok

A Minsk, una band canta in russo mescolando new wave e dark wave anni ’80,…

1 ora ago

Se domani non torno: il film che racconta il femminicidio di Giulia Cecchettin senza retorica

# “Se domani non torno” Quel titolo pesa come un sussurro rotto. Giulia Cecchettin, giovane…

1 ora ago

Carl Brave svela il tour teatrale 2027: date, biglietti e come acquistarli

Carl Brave torna a sorprendere. A pochi giorni dal lancio del singolo “Odissea”, il cantautore…

1 ora ago

Se domani non torno: il film che racconta il femminicidio di Giulia Cecchettin senza retorica

Se domani non torno. Quel titolo pesa come un grido muto. Il film, presentato alla…

3 ore ago

Festa del Cinema di Roma 2026: Clio Barnard trionfa con I See Buildings Fall Like Lightning, tutti i premi assegnati

Il 24 ottobre, nella sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, il silenzio si…

5 ore ago

Accabadora di Michela Murgia al Teatro Fontana di Milano: il monologo emozionante di Anna Della Rosa dal 2 al 7 novembre

Quando le luci si accendono al Teatro Fontana, dal 2 al 7 novembre, Milano si…

5 ore ago