Oltre mille appassionati da 42 Paesi si sono ritrovati a Pordenone per la 45ª edizione delle Giornate del Cinema Muto. Dal 3 al 10 ottobre, il Teatro Verdi è diventato un crocevia di storia e cultura, con 250 film restaurati proiettati grazie al lavoro di 67 archivi sparsi in 19 nazioni. Non si trattava solo di rivedere grandi classici, ma di scoprire rare gemme dimenticate, in un’atmosfera in cui la musica dal vivo ha fatto da ponte tra passato e presente. Un evento che conferma come il fascino delle origini del cinema continui a catturare un pubblico internazionale e curioso.
Anche quest’anno le Giornate del Cinema Muto hanno consolidato la loro posizione nel panorama culturale. Con oltre mille accreditati, di cui il 38% italiani, il festival ha dimostrato di saper attirare sia appassionati che addetti ai lavori da ogni parte del mondo. Tra i Paesi più rappresentati spiccano Stati Uniti, Regno Unito e Germania, a conferma della portata internazionale dell’evento. La selezione dei film ha spaziato dai cortometraggi ai lungometraggi, tutti restaurati da prestigiosi istituti di conservazione.
Accanto alle proiezioni, sono stati organizzati masterclass per studenti di musica, incontri tematici chiamati “Dialoghi del Collegium” e appuntamenti con l’editoria specializzata. La FilmFair ha offerto un luogo di scambio e confronto tra espositori e studiosi. La versione online ha raccolto oltre 400 abbonati, con 125 mila visite sul sito durante la settimana: numeri che raccontano come il cinema muto continui a coinvolgere e appassionare.
La programmazione al Teatro Verdi si è rivelata ricca e di alto livello. Nel cartellone, accanto a titoli celebri come Don X, il figlio di Zorro con Douglas Fairbanks, spiccavano opere meno note e rarissime, come il giapponese Una pagina di follia, presentato con la narrazione benshi e l’accompagnamento di musiciste tradizionali nipponiche. Un momento di particolare rilievo è stato la proiezione di La peste a Firenze nel secolo XV di Otto Rippert, scritto da un giovane Fritz Lang, che ha aperto riflessioni importanti sulle origini del cinema tedesco del dopoguerra.
La retrospettiva sul cinema tedesco degli anni Venti ha suscitato grande interesse e sarà approfondita nella prossima edizione. L’omaggio a Italia Almirante Manzini ha visto la prima mondiale del restauro di L’arzigogolo, mentre la sezione dedicata alle riscoperte ha valorizzato Gloria Swanson con versioni restaurate di L’usignolo e Sadie Thompson. La scelta di Swanson come volto del manifesto non è stata solo un omaggio al divismo, ma anche un riconoscimento alla sua lotta per la libertà artistica.
Il festival ha inoltre ricordato il regista Marshall Neilan, offerto uno sguardo sulle origini del cinema spagnolo e approfondito temi come la rappresentazione della follia femminile nelle prime pellicole. Questo intreccio tra spettacolo e rigore ha reso le Giornate molto più di una semplice rassegna, trasformandole in un evento vivo, attento a far emergere tutte le sfumature del cinema muto.
L’edizione 2026 si è chiusa con la proiezione di Il cavallo d’acciaio , uno dei western che hanno consacrato John Ford come maestro del cinema americano. Il film racconta la costruzione della ferrovia transcontinentale negli Stati Uniti, intrecciando le storie di pionieri e operai in un’epopea collettiva. A impreziosire la serata, l’accompagnamento dal vivo dell’Orchestra da Camera di Pordenone diretta da Ben Palmer.
Il confronto tra le immagini e la musica dal vivo ha rimarcato la natura teatrale e performativa del cinema muto, restituendolo al pubblico come un’esperienza contemporanea. La proiezione è stata replicata la domenica successiva, offrendo un’ulteriore occasione per vedere il film nel suo contesto originale, ma con uno sguardo aggiornato.
Le date della 46ª edizione sono già fissate: dal 2 al 9 ottobre 2027. Sarà un’edizione speciale, perché Pordenone sarà Capitale italiana della Cultura, un riconoscimento che darà slancio a un programma più ampio, capace di estendersi oltre la settimana autunnale. In collaborazione con il Teatro Verdi, la rassegna proporrà quattro appuntamenti con musica dal vivo, uno per ogni stagione, per raccontare un percorso attraverso i capolavori del cinema muto.
Tra le novità, il primo concorso dedicato alla composizione di partiture per pellicole mute: il brano vincitore sarà eseguito durante il festival. Inoltre, una selezione di film del 2026 partirà per una tournée internazionale, con tappe a Parigi, alla Fondation Seydoux-Pathé, e a San Paolo, alla Cinemateca Brasileira. Questa espansione conferma la volontà di portare avanti la diffusione e lo studio del cinema muto, al di là del solo appuntamento di Pordenone, tra restauri, dibattiti e nuovi incontri con il pubblico.
Le Giornate del Cinema Muto restano così un punto di riferimento fondamentale per appassionati, studiosi e professionisti, che ogni anno testimoniano la vitalità di un patrimonio filmico dalle radici profonde e sempre aggiornate.
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