A Venezia, la serata finale del Premio Campiello 2026 ha tenuto tutti col fiato sospeso. Tra applausi scroscianti e sguardi tesi, la giuria ha assegnato il premio a Marcello Fois, che ha staccato di appena tre voti Alcide Pierantozzi. Una distanza minima, che racconta una sfida serrata fino all’ultimo istante. Pierantozzi resta così a un passo dal trionfo, mentre Fois si conferma un punto fermo della narrativa italiana contemporanea.
La 64esima edizione del Premio Campiello si è svolta nella splendida cornice veneziana, dove scrittori, critici e appassionati si sono ritrovati per celebrare la migliore narrativa italiana degli ultimi mesi. L’atmosfera era tesa, carica di aspettative, soprattutto dopo una selezione molto combattuta e variegata. I giornalisti hanno seguito gli interventi che hanno messo in luce i punti di forza delle opere in gara, ascoltando con attenzione le motivazioni della giuria.
Il verdetto è arrivato solo dopo un lungo e scrupoloso conteggio dei voti, con tutti gli occhi puntati sui risultati. Nel corso della serata non sono mancati i ricordi delle passate edizioni, che hanno sottolineato la lunga tradizione di questo premio, nato per valorizzare gli autori italiani e sostenere la cultura nel Veneto e oltre.
Marcello Fois, scrittore sardo con una produzione letteraria intensa e legata alle radici isolane, ha conquistato la giuria con un romanzo capace di unire riflessioni profonde a una narrazione avvincente. La sua opera mantiene un legame stretto con il territorio e la storia locale, elementi che hanno fatto la differenza.
Il distacco con Alcide Pierantozzi è stato minimo, solo tre voti di differenza, a testimoniare quanto serrata sia stata la competizione. Per Fois, questo premio aggiunge un altro importante riconoscimento a una carriera già ricca di consensi, rafforzando il suo ruolo di riferimento nella narrativa italiana contemporanea.
La vittoria conferma anche la sensibilità del Campiello verso opere che raccontano l’Italia con profondità, bilanciando ricerca stilistica e accessibilità per un pubblico ampio.
Non passa inosservato il doppio successo di Einaudi in questo 2026 letterario: dopo il trionfo di Michele Mari allo Strega, arriva anche la vittoria al Campiello con Marcello Fois. Un segnale chiaro della qualità e della cura editoriale che contraddistinguono la casa editrice torinese, da sempre impegnata a promuovere la letteratura d’autore.
Il Premio Campiello, promosso dalla Fondazione Il Campiello in collaborazione con Confindustria Veneto, resta un appuntamento di rilievo per il settore e per i lettori. Grazie a eventi come questo, si sostiene la cultura e si dà spazio a storie e autori che meritano un posto stabile nel panorama nazionale. Il confronto tra media, pubblico e scrittori mantiene viva e aggiornata la discussione sulla letteratura contemporanea.
Con questo doppio riconoscimento, Einaudi si conferma un punto di riferimento non solo nella pubblicazione di grandi autori, ma anche nell’organizzazione di iniziative che valorizzano il ruolo dello scrittore nella società italiana di oggi. Il 2026 si chiude così con due successi importanti per la casa editrice e per gli scrittori che rappresenta.
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