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Venezia, a Palazzo Cini arriva il capolavoro settecentesco di Pompeo Batoni: “Minerva e Prometeo” protagonista di Ospite a Palazzo

Nel silenzio raccolto di Palazzo Cini, una figura prende vita sotto lo sguardo attento di Minerva. È il capolavoro di Pompeo Girolamo Batoni, realizzato tra il 1740 e il 1743, che racconta come l’arte possa infondere anima e forma a ciò che sembrava immobile. Questo dipinto, esempio raro e prezioso del Settecento italiano, apre un ponte tra Venezia e Lucca, due città che parlano attraverso la bellezza. Fino al 27 settembre 2026, Palazzo Cini ospita questa opera straordinaria, nel quadro della decima edizione di Ospite a Palazzo, un’iniziativa della Fondazione Giorgio Cini che porta alla luce tesori nascosti da collezioni di tutto il mondo.

“Ospite a Palazzo”: dieci anni di scambi d’arte tra grandi collezioni

Da dieci anni il programma Ospite a Palazzo conferma la Fondazione Giorgio Cini come un punto di riferimento per il confronto tra opere provenienti da contesti diversi. L’iniziativa si svolge nelle gallerie di Palazzo Cini, un tempo casa museo di Vittorio Cini, e porta in mostra per periodi limitati capolavori in prestito eccezionale. Dal 2014 a oggi, la rassegna ha presentato lavori di nomi come Bronzino, Lorenzo Lotto, Guardi, Mantegna, Uccello, Bellotto, Artemisia Gentileschi e van Dyck. Ogni prestito dà nuova linfa alla collezione permanente, permettendo confronti tra scuole pittoriche, epoche e sensibilità artistiche europee. È diventato un appuntamento fisso per chi segue la valorizzazione culturale e la circolazione delle opere d’arte.

Batoni, tra Lucca e Roma: un artista raffinato e richiesto

Pompeo Girolamo Batoni, nato a Lucca nel 1708 e attivo soprattutto a Roma, fu nel Settecento una figura di primo piano nell’arte europea. La sua abilità nel mescolare tradizione classica e innovazione gli valse il soprannome di “nuovo Raffaello”. Richiesto da papi, sovrani e nobili, realizzò opere religiose, storiche, mitologiche e una serie di ritratti che ne hanno segnato la fama. La presenza a Venezia di Minerva infonde l’anima alla figura umana modellata in creta da Prometeo rinsalda il legame tra Lucca, sua città natale, e Venezia, storicamente unite da rapporti commerciali e culturali.

Venezia e Lucca, un legame che parla di storia e cultura

La scelta di esporre questo dipinto a Palazzo Cini non è casuale. Luca Massimo Barbero, direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione, ricorda come Venezia e Lucca condividano una lunga storia di scambi economici e culturali, entrambe con un forte spirito repubblicano. Il capolavoro di Batoni trova così una cornice che ne esalta il valore e la risonanza. Inserito nella prestigiosa collezione Cini, il dipinto dialoga con altri capolavori, mettendo in luce affinità e differenze tra le opere e le tradizioni rappresentate.

Il mito, la committenza e il viaggio dell’opera

Il soggetto del dipinto viene dalle Metamorfosi di Ovidio. Il titano Prometeo plasma in creta una figura umana; Minerva, attraverso una farfalla che simboleggia l’anima, le dona vita. Un tema mitologico ricco di simboli classici, riletto da Batoni con eleganza e originalità. L’opera fu commissionata dal marchese Lodovico Sardini di Lucca insieme al pendant Atalanta piange Meleagro morente, e Batoni le completò dopo tre anni di intenso lavoro, consegnandole nel 1743 anche con le cornici disegnate da lui stesso. Passata poi alla famiglia Minutoli-Tegrimi e infine sul mercato antiquario, rischiava di uscire da Lucca. La Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca ne ha invece garantito l’acquisto, assicurandone la tutela e l’accesso al pubblico. Oggi il dipinto si può ammirare a Venezia.

La presenza di questo capolavoro a Palazzo Cini sottolinea l’importanza di iniziative come Ospite a Palazzo per far girare le opere d’arte e mettere in rete contesti culturali lontani. Fino al 27 settembre 2026, chi visiterà potrà godersi un pezzo di Settecento nella sua atmosfera originale, esaltata dall’ambiente che lo accoglie.

Redazione

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