A Cerveteri, tra le mura millenarie di un’antica necropoli etrusca, le luci si accendono e i corpi cominciano a raccontare storie di un tempo lontano. È questo il cuore pulsante di Etruria Danza, il festival che dal 16 luglio al 26 settembre anima il Lazio con performance che fondono danza contemporanea e archeologia. Non si tratta di semplici spettacoli: è un viaggio che intreccia passato e presente, trasformando piazze, anfiteatri e musei di Tarquinia, Allumiere, Tolfa e Ladispoli in un teatro a cielo aperto. Qui, la storia non è più solo materia da studiare, ma un racconto che prende forma nel movimento, un dialogo vivo tra gesto e memoria.
Il progetto nasce dall’idea di Profession Dance, associazione che punta a far dialogare il presente con il passato tramite le arti performative. Grazie al sostegno della Regione Lazio, questa iniziativa si sviluppa in un territorio ricco di storia e paesaggi affascinanti. A guidarla è Paola Sorressa, danzatrice e coreografa di rilievo, fondatrice della Mandala Dance Company. La compagnia, attiva dal 2010 a Ladispoli, ha fatto da ponte tra le amministrazioni locali e il Parco Archeologico Cerveteri e Tarquinia, istituzione chiave nella tutela dei siti etruschi.
L’idea è semplice ma ambiziosa: partire dall’epoca etrusca per riflettere sul movimento attraverso un linguaggio coreografico contemporaneo. Non un classico spettacolo, ma una vera e propria conversazione tra danza e paesaggio archeologico, spesso poco conosciuto dal grande pubblico. Sorressa vuole rinnovare il rapporto tra arte, pubblico e memoria storica, trasformando la danza in uno strumento di conoscenza più immediato e coinvolgente rispetto alla tradizionale visita museale.
La rassegna coinvolge cinque comuni lungo la costa tirrenica e nell’entroterra: Ladispoli, Allumiere, Cerveteri, Tolfa e Tarquinia. Ognuno offre scenari diversi, ma tutti segnati dalla presenza etrusca. A Ladispoli, la Marina di San Nicola ospita gli spettacoli in due location simboliche: la Piazzetta – Lungomare del Medioevo e l’Anfiteatro Villa Romana di Pompeo. Qui il contrasto tra antico e contemporaneo si percepisce forte, con monumenti che raccontano storie millenarie a pochi passi dalle coreografie.
Ad Allumiere e Cerveteri la danza invade le piazze principali, trasformando luoghi di vita quotidiana in spazi carichi di energia teatrale. Tolfa offre la cornice verde dell’Anfiteatro Pompilio Tagliani, perfetto per spettacoli all’aperto. Cerveteri ospita anche rappresentazioni dentro il Museo Archeologico Nazionale, immergendo il pubblico in un’atmosfera densa di storia. Il festival si chiude il 26 settembre a Ladispoli nel Cineteatro Massimo Freccia, un ritorno simbolico in questa città costiera.
La scelta di spazi così diversi ma tutti ricchi di significato storico rende la fruizione più ricca e stimolante, valorizzando il patrimonio archeologico con un approccio originale e multisensoriale.
Il cartellone di Etruria Danza spicca per varietà e qualità. Oltre alle produzioni originali di Paola Sorressa e della Mandala Dance Company, sul palco salgono alcune tra le compagnie italiane più apprezzate nel panorama contemporaneo: Balletto di Roma, ResExtensa, Atacama, ErsiliaDanza, Petranura Danza con “Megakles”, ARB Dance Company e GDO-Gruppo Danza Oggi. Il risultato è un caleidoscopio di stili e tecniche che raccontano la danza di oggi in tutte le sue sfumature.
La Mandala Dance Company presenta spettacoli site-specific come “IntercettAzioni”, il trittico “Black & White 2.0” e un omaggio a Pasolini dal titolo “Il corpo danzante”. Tra le altre proposte anche “Stone” e “Insieme”, che arricchiscono ulteriormente il festival. Non mancano ospiti dall’estero: dalla Spagna arrivano Larumbe Danza e Takiri Art Company, mentre dal Belgio si esibisce l’ensemble Irene K. Questa presenza internazionale sottolinea la volontà di creare un dialogo culturale europeo, dando visibilità a un territorio spesso ai margini dei grandi circuiti artistici.
Etruria Danza trasforma così un patrimonio antico in un palcoscenico vivo e contemporaneo, dove arte e memoria si incontrano per dare nuova vita alla storia. Il movimento diventa uno strumento potente per leggere i luoghi e il passato, offrendo un nuovo respiro all’antica Etruria.
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