«La comunicazione non è più solo tecnica», afferma Sara Fortunati, la nuova direttrice dello IED Milano. E questa idea ha guidato la trasformazione della Scuola di Comunicazione, che per l’anno accademico 2026/2027 si presenta con tre nuovi corsi pensati per interpretare la complessità del mondo moderno. Non si tratta solo di insegnare strumenti o metodi, ma di costruire un percorso che unisce cultura visiva, strategie di mercato e tecnologie innovative. Professionisti pronti a navigare con consapevolezza tra queste dimensioni, mantenendo sempre uno sguardo critico e responsabile. La sfida è alta, ma lo IED ha deciso di raccoglierla a modo suo.
Al centro della novità ci sono tre Diplomi Accademici di Primo Livello, disponibili sia in italiano che in inglese, a conferma dell’apertura internazionale dello IED. Accanto al tradizionale Design della Comunicazione, nascono due nuovi percorsi: Art and Communication e Marketing e Management per le Industrie Creative. Ogni corso segue una strada precisa, ma parte da una base progettuale comune che favorisce contaminazioni e collaborazioni. È una scelta che rispecchia la realtà attuale, dove i confini tra cultura, tecnica e mercato sono sempre più sfumati.
Sara Fortunati sottolinea che oggi comunicare significa soprattutto “dare senso”, in un’epoca dove reale, digitale e artificiale si mescolano in modo sempre più complesso. Non basta rispondere a un brief: bisogna metterlo in discussione, sviluppare un pensiero critico, creativo e sostenibile. Questi corsi vogliono quindi preparare chi saprà interpretare il presente, guardando alle trasformazioni culturali e tecnologiche con uno sguardo attento e consapevole.
Questa riorganizzazione non è solo un aggiornamento dei programmi. È un vero cambio di passo culturale. La comunicazione diventa “cultura del progetto”, un tratto distintivo dello IED che la nuova direzione vuole rafforzare. Questo approccio si adatta alle sfide poste dalle innovazioni digitali, in particolare dalle intelligenze artificiali generative, e alla crescente mescolanza tra discipline diverse.
Nel nuovo scenario, mondi che sembravano lontani si avvicinano: collezioni d’arte e archivi di design, mostre e sfilate, progetti editoriali e installazioni. La formazione non si limita a insegnare tecniche e strumenti, ma punta a far capire le implicazioni culturali, sociali ed etiche di tutto questo. L’idea è sviluppare competenze ibride, capaci di leggere e agire sul presente con senso critico, affrontando le sfide di un mondo sempre più complesso e variegato.
Dietro questa trasformazione c’è Sara Fortunati, con oltre vent’anni di esperienza nei progetti culturali legati al design. Oltre a dirigere il Circolo del Design di Torino e a essere vicepresidente del Museo Nazionale dell’Automobile , insegna Sociologia della Comunicazione allo IED Torino. Un profilo che unisce ricerca, istituzioni culturali e formazione, e che dà grande valore alla nuova Scuola di Comunicazione milanese.
Danilo Venturi, direttore dello IED Milano, sottolinea come la comunicazione abbia un ruolo diretto nella società e debba essere vista come progetto culturale. Il nuovo corso rappresenta una risposta netta alla complessità attuale, evitando soluzioni semplicistiche. L’idea è creare un laboratorio aperto, dove l’evoluzione tecnologica non è subita passivamente ma interrogata, per contribuire a costruire il presente. Così lo IED conferma la sua tradizione di innovazione pedagogica, nata dall’incontro tra cultura, progetto e tecnologia.
La nuova Scuola di Comunicazione dello IED Milano si presenta quindi come un polo all’avanguardia, pronto a formare professionisti che sanno muoversi con agilità tra strategie culturali e tecnologiche, affrontando le sfide di oggi con competenza e sguardo critico.
Dopo nove anni di silenzio discografico, gli U2 sono tornati all’improvviso con “Street of Dreams”.…
Sono passati dieci anni da quando Sfera Ebbasta ha iniziato a cambiare il volto della…
La Costiera Amalfitana, il nuovo singolo di Fabio Rovazzi, è finalmente realtà anche in video.…
A Pergine, dal 27 giugno all’11 luglio, il confine tra città e palcoscenico svanisce. Non…
A Montmartre, al numero 17 di un palazzo qualsiasi, un silenzio insolito cala all’improvviso. La…
Non sono mai stato un tipo normale, confessa Michele Mari, fresco vincitore del Premio Strega…