“Quando il denaro diventa un’arma, ogni alleanza vacilla.” Nel cuore di “Ricchi… da morire – Delitti in famiglia”, il 2026 riporta in scena Becket Redfellow, un giovane deciso a reclamare ciò che gli spetta, ma non senza scatenare un vortice di tradimenti e vendette. La trama, che si ispira a un classico del 1949, si tinge di modernità e tensione, trascinando lo spettatore in un gioco di potere spietato. Tra qualche inciampo registico, è il cast di prim’ordine a tenere alta la tensione, regalando momenti da non perdere.
Becket Redfellow è cresciuto lontano da quella che avrebbe dovuto essere la sua famiglia, escluso fin dalla nascita da un patrimonio ricchissimo. La sua missione è chiara: mettere le mani sulla fortuna dei Redfellow, difesa con le unghie e con i denti da parenti pronti a tutto per mantenere il controllo. Orfano della madre, Becket si muove con astuzia per eliminare uno dopo l’altro i rivali e conquistare la sua posizione. Ma la strada si fa complicata: da un lato c’è Ruth, dolce e affidabile, dall’altro Julia Steinway, una femme fatale spietata e ambigua. Il confronto finale con Whitelaw Redfellow, il capofamiglia freddo che lo ha abbandonato da bambino, apre scenari di tradimenti e rivelazioni che scavano a fondo nei meccanismi oscuri di una famiglia divisa dalla sete di potere.
Gran parte del successo del film si deve alle interpretazioni di un cast ben scelto. Glen Powell dà vita a Becket con un mix di fascino e durezza, evitando i soliti cliché e mostrando la complessità di un uomo ossessionato dall’eredità. Margaret Qualley è Julia Steinway: seducente, cinica e pericolosa, capace di stravolgere gli equilibri con la sua presenza. Jessica Henwick, nel ruolo di Ruth, porta una freschezza e una sincerità che contrastano con il mondo spietato intorno a lei. E poi c’è Ed Harris, con il suo sguardo gelido e la presenza imponente, perfetto nel ruolo del capofamiglia enigmatico e minaccioso. L’alchimia tra questi attori mantiene viva la tensione e dà profondità ai personaggi, trasformando il film in un dramma familiare coinvolgente.
Dietro la macchina da presa c’è John Patton Ford, che si confronta con una storia piena di tensione e colpi di scena, ma non sempre riesce a reggere il ritmo. La sceneggiatura ha potenziale, ma la regia ogni tanto rallenta troppo, spezzando il flusso della narrazione. Ci sono momenti ben riusciti alternati a sequenze che sembrano perdere mordente. L’equilibrio tra commedia nera e riscatto sociale però è ben calibrato, dando al film una sua personalità definita. Un espediente interessante è la confessione di Becket a un prete, un racconto che riprende la struttura de “I soliti sospetti”, ma in modo più lineare. Questo trucco narrativo rende il finale più ricco e mantiene alta la curiosità dello spettatore.
Al centro della storia ci sono due donne agli antipodi: Julia Steinway, simbolo dell’ambizione senza scrupoli, e Ruth, che rappresenta una vita più genuina e semplice. Becket si trova davanti a un bivio: seguire la strada del crimine e della manipolazione per ottenere il potere o scegliere un’esistenza più umana, anche se modesta. La spinta arriva dall’ultimo desiderio della madre morente, che gli chiede di lottare per il diritto a una vita migliore. Questo conflitto interiore alimenta la tensione del racconto, anche se ben presto emerge che le vere forze in gioco vanno oltre le azioni di Becket, suggerendo dinamiche familiari più profonde e complesse.
“Ricchi… da morire – Delitti in famiglia”, titolo originale “How To Make A Killing”, è il remake di “Sangue blu”, pellicola del 1949 tratta dal romanzo di Roy Horniman “Israel Rank: The Autobiography of a Criminal”. Il film è uscito il 17 giugno 2026 per Lucky Red, con un cast che oltre ai protagonisti include nomi come Bill Camp, Zach Woods e Topher Grace. Il racconto si muove tra commedia nera e thriller familiare, puntando su colpi di scena continui e una trama ricca di tensione emotiva. Nonostante qualche pecca nella regia, il film trova il suo equilibrio tra dramma, sentimento e vendetta, sorretto soprattutto dalle solide interpretazioni degli attori.
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