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Record di visitatori per la mostra “I Tesori dei Faraoni” a Roma: ora il tour prosegue negli USA

400mila visitatori in pochi mesi: è il trionfo della mostra “I Tesori dei Faraoni” alle Scuderie del Quirinale. Fin dal primo giorno, le sale si sono riempite di scuole, famiglie, appassionati di ogni età, tutti affascinati da un patrimonio unico, direttamente dall’Egitto. Qualche imperfezione nelle didascalie e nell’allestimento è passata quasi inosservata di fronte alla forza dei reperti, capaci di incantare e stupire. Ora che l’esperienza romana volge al termine, l’attenzione si sposta oltreoceano, dove questo viaggio nella storia promette di conquistare anche il pubblico americano.

Boom di visitatori e scuole protagoniste alle Scuderie del Quirinale

Tra il 24 ottobre 2025 e il 14 giugno 2026, le Scuderie del Quirinale hanno ospitato “I Tesori dei Faraoni”, attirando oltre 400mila persone. Un risultato da record per questa storica sede espositiva di Roma. Spiccava la forte presenza di giovani e famiglie: circa 60mila studenti, di cui oltre 40mila provenienti da scuole primarie della zona, hanno partecipato all’evento. Un dato che sottolinea il valore educativo della mostra, capace di unire emozione e apprendimento per le nuove generazioni.

Guardando al profilo del pubblico, il 20% aveva meno di 30 anni, a conferma che l’antico Egitto continua a esercitare un fascino trasversale, anche sui più giovani. Circa il 60% dei visitatori veniva da Roma e dal Lazio, mentre il restante 40% da altre regioni italiane e dall’estero. Un segnale chiaro: la mostra non è stata solo un evento locale, ma un appuntamento culturale di respiro nazionale e internazionale.

Simone Todorow, amministratore delegato di MondoMostre, ha sottolineato come la mostra abbia saputo mixare intrattenimento e formazione, grazie anche alle visite guidate, ai laboratori e alle attività didattiche organizzate per tutta la durata dell’esposizione. “Un progetto di grande spessore reso possibile da una solida collaborazione tra pubblico e privato, con il Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano e la società ALES.”

Reperti eccezionali e un allestimento mai visto in Italia

La mostra ha esposto reperti straordinari provenienti dal Museo Egizio del Cairo e da quello di Luxor. Molti di questi oggetti, per la prima volta, hanno lasciato l’Egitto. La curatela è stata affidata a esperti di livello, con Tarek El Awady, ex direttore del Museo Egizio del Cairo, a guidare il progetto scientifico, e con il contributo di Zahi Hawass, noto egittologo, responsabile del catalogo e delle guide.

La selezione comprende corredi funerari di grande pregio, come il sarcofago di Psusennes I e la preziosa Collana delle Mosche d’oro, accanto a oggetti di uso quotidiano che raccontano la vita degli artigiani dell’antico Egitto. Arte e religione si intrecciano in pezzi come gli shabti e i vasi canopi, simboli delle credenze sull’aldilà. Tra le opere più rilevanti, spiccano la statua di Hatshepsut nell’atto di offerta, la diade di Thutmosi III con Amon, la celebre Triade di Micerino scolpita nel pregiato scisto e la maschera funeraria d’oro di Amenemope.

Nonostante qualche problema nelle didascalie e nell’organizzazione dell’allestimento, i più di 400 reperti hanno saputo raccontare una storia complessa e affascinante della civiltà faraonica, catturando l’attenzione di pubblico e stampa. Roma si conferma così una tappa imprescindibile per grandi mostre archeologiche.

La partenza per gli Stati Uniti e le prossime tappe del tour

Il successo romano ha spinto gli organizzatori a portare la mostra negli Stati Uniti. Si parte da San Francisco, dove al de Young Museum l’esposizione sarà aperta dal primo agosto 2026 fino al 31 gennaio 2027. Qui saranno esposti circa 130 manufatti, inclusi pezzi di grande rilievo provenienti dalla cosiddetta Città d’Oro di Amenofi III, scoperta solo nel 2021. Per molti di questi sarà la prima volta in Nord America.

Dopo San Francisco, la mostra si sposterà a Fort Worth, in Texas, al Kimbell Art Museum, dal 14 marzo al 19 settembre 2027. Il museo è noto per la sua architettura firmata Louis I. Kahn e per l’ampliamento disegnato da Renzo Piano. Il progetto nasce da una collaborazione internazionale che coinvolge i Fine Arts Museums di San Francisco, il Kimbell Art Museum, il Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano, il Supreme Council of Antiquities, insieme alle italiane ALES e MondoMostre.

Il tour americano punta su due sedi di grande prestigio, in grado di valorizzare i tesori egizi e di avvicinarli a un pubblico nuovo. Si valutano inoltre altre tappe negli Stati Uniti per trasformare l’esposizione in un appuntamento itinerante di lungo corso.

Un viaggio nella civiltà faraonica tra storia e didattica

Sei sezioni tematiche hanno scandito il percorso, offrendo un quadro completo della vita nell’antico Egitto. Dall’opulenza delle corti reali alla quotidianità delle comunità, la mostra ha messo in luce le tante sfaccettature di una delle civiltà più longeve della storia.

Si parte dai “Tesori dei Faraoni”, con pezzi di grande valore artistico e archeologico. Si prosegue con le figure che ruotavano attorno ai sovrani, poi si esplorano le credenze religiose e i rituali per l’aldilà. Non mancano gli oggetti di uso quotidiano, che completano il quadro di una società complessa e stratificata.

Particolare rilievo ha la sezione dedicata alla “Città d’Oro”, che racconta scoperte recenti di grande importanza archeologica, offrendo nuove chiavi di lettura sulle dinamiche urbane e produttive. Infine, la parte riservata alla morte mostra riti e strumenti per il passaggio nell’aldilà.

Il vero valore della mostra sta nella capacità di unire conoscenza ed emozione. L’ampio coinvolgimento dei più giovani dimostra quanto questa proposta culturale vada ben oltre il semplice dato dei visitatori, entrando nel cuore dell’educazione e della vita sociale. “I Tesori dei Faraoni non è solo archeologia, ma un ponte tra epoche e culture.”

Redazione

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