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Pasquale de Sensi: tra isolamento e opportunità, l’arte rivoluzionaria dalla Calabria profonda

A Lamezia Terme, una città calabrese dove spesso il silenzio pesa come un manto, Pasquale de Sensi plasma la sua arte. Qui, lontano dai riflettori delle metropoli, il tempo sembra rallentare, ma la creatività non si ferma. De Sensi non si limita a dipingere: smonta immagini familiari per ricomporle sotto nuove luci, intrecciando memoria, natura e vita quotidiana. Questo isolamento, più che un limite, diventa il terreno su cui coltiva il suo linguaggio artistico. Resta, nonostante tutto. Una scelta che parla di radici, di sfide e di un legame profondo con una terra che, a volte, sembra dimenticata ma che pulsa di vita nascosta.

Calabria, un’isola culturale a sé stante

De Sensi definisce la Calabria come “un’isola senza esserlo”, spiegando così l’isolamento territoriale e culturale che la caratterizza. A differenza di altre periferie italiane, legate a grandi centri urbani, qui si tratta di un isolamento diffuso. Le iniziative culturali nascono spesso in modo autoreferenziale, senza una rete forte di scambi con l’esterno. Il risultato? Progetti validi che però restano chiusi nel loro contesto locale o vere “cattedrali nel deserto”, mete rare e temporanee. La mancanza di un sistema aperto penalizza sia chi crea sia il pubblico che potrebbe interessarsi a dinamiche artistiche più ampie. De Sensi sottolinea che questa situazione rallenta la crescita e la diffusione delle opere provenienti da territori meno centrali, ma allo stesso tempo alimenta una creatività che si nutre proprio della diversità e della decontestualizzazione.

Tornare a Lamezia Terme: tra comodità e una luce che non si dimentica

Il percorso artistico di De Sensi l’ha portato a studiare in accademie come quelle di Urbino, Roma e Perugia, ma nel 2010 ha scelto di tornare a Lamezia Terme. È qui che realizza la maggior parte delle sue mostre e progetti, grazie anche alla presenza dell’aeroporto e a Internet, che gli permettono di restare connesso col mondo. Per lui, sono le immagini a viaggiare prima di tutto, creando legami basati sull’affinità con il pubblico e altri artisti. Questa dinamica rappresenta una forma di onestà professionale: il valore dell’opera va oltre la sua presenza fisica. Dietro questa scelta c’è anche una questione pratica: avere uno studio grande e luminoso senza dover pagare affitti esosi aiuta la creatività, soprattutto se si convive con la vita quotidiana. Ma un ruolo fondamentale lo gioca la luce calabrese, quella profondità di cielo che De Sensi conosce bene e che, tra agosto e settembre, diventa quasi un paesaggio abitato, quasi architettonico nei suoi scatti fotografici. Questa luce avvolge e modella il suo lavoro anche dal punto di vista dei colori. Inoltre, la Calabria vive una fase di rinascita culturale grazie a realtà indipendenti come le Officine Sonore o il Color Fest, che animano il territorio sfidando le carenze di un “sistema” che ancora non c’è.

Collage, paesaggi e cieli: l’arte di De Sensi

Il modo di lavorare di Pasquale de Sensi si fonda sul collage e sulla rielaborazione di immagini, sia su grandi tele sia su carta. L’alternanza e l’incontro di elementi diversi creano sempre letture instabili, mai scontate. Il paesaggio calabrese è un protagonista silenzioso. I passaggi bruschi da bosco a spiaggia, che avvengono in pochi metri, stimolano l’artista a esplorare la simultaneità, come se la natura stessa componesse “cut-up” visivi. La sua ossessione per le nuvole porta un elemento nuovo: le formazioni viste nei cieli calabresi mostrano profondità e geometrie che ricordano strutture architettoniche. Questa parte meno conosciuta del suo lavoro racconta la natura climatica e atmosferica, dando ai suoi pezzi un respiro unico e stratificato. L’attenzione è soprattutto sul paesaggio mediterraneo, fragile e illuminato da luci particolari che influenzano anche la tavolozza dei suoi colori.

Mondoromulo, un’oasi d’arte indipendente

Dal 2023 De Sensi collabora con la galleria Mondoromulo, a Castelvenere, in provincia di Benevento. Questa realtà è un esempio di spazio indipendente, fuori dai circuiti classici dell’arte contemporanea italiana. Fondata da Flavio Romualdo Garofano, la galleria cerca di creare un ambiente stimolante in un piccolo centro ma strategico, vicino a città grandi come Roma e Napoli. Castelvenere, con il suo carattere di “isola” culturale e paesaggistica, diventa un punto di riferimento per chi vuole portare avanti un’arte di impegno e passione, dove la marginalità non significa isolamento, ma occasione di confronto vero. De Sensi racconta con entusiasmo questo percorso, che rappresenta un’attività combattiva, necessaria per tenere viva la cultura contemporanea lontano dai grandi centri.

Lamezia Terme: tra famiglia, arte e realtà difficili

Trovare un equilibrio tra arte, famiglia e lavoro è per Pasquale de Sensi una sfida quotidiana che richiede impegno e flessibilità. A Lamezia Terme continua a lavorare come artista, sostenuto da attività parallele, soprattutto l’insegnamento della storia dell’arte, fondamentale per la stabilità economica. Ma la città resta intrappolata in dinamiche di chiusura e provincialismo che impediscono la nascita di un sistema culturale solido, come dimostra la difficoltà di realizzare un museo permanente per l’arte contemporanea. Una “vecchia guardia”, una classe politica poco reattiva e una diffusa ignoranza verso i linguaggi moderni frenano lo sviluppo locale. In questo scenario, però, gruppi come Equatore provano a dare nuova vita alla scena artistica, organizzando eventi e mostre per rompere il muro dell’indifferenza. A fianco del lavoro c’è la famiglia, con la figlia di 11 anni, Leda, che mostra un interesse per il disegno e il cinema, ma anche per culture visive molto diverse da quelle del padre: anime, manga e artisti giapponesi come Hiroshige o Hokusai. Questi stimoli familiari portano una nota viva e fresca nella vita artistica di De Sensi, radicata in una provincia che cambia, anche se lentamente.

Redazione

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