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Nastri d’Argento 2026: La Grazia domina con 9 candidature, premi speciali a Giannini, Guerritore e Sorrentino

Roma si prepara ad accogliere la notte dei Nastri d’Argento 2026, con il Teatro Argentina che si riempirà di luce e applausi il 24 giugno. In cima alla lista delle nomination c’è “La grazia” di Paolo Sorrentino, ben nove candidature per un film che ha già fatto parlare di sé. Ma la competizione è aperta, e il pubblico può aspettarsi colpi di scena. Nel frattempo, la serata celebrerà anche volti storici del cinema italiano: Giancarlo Giannini, Barbara Bouchet e Mariano Rigillo riceveranno premi speciali per gli 80 anni di una manifestazione che continua a legare passato e presente.

“La grazia” guida la corsa: battaglia serrata nelle categorie più ambite

Da una rosa di 36 film, “La grazia” di Paolo Sorrentino emerge come il titolo con più candidature: ben 9. In lizza per Miglior film, Migliore regia e Sceneggiatura, il film porta anche Toni Servillo come attore protagonista e Anna Ferzetti come attrice principale. Milvia Marigliano è candidata come non protagonista, mentre la produzione viene segnalata in fotografia, montaggio e sonoro. Un pacchetto robusto che fa di “La grazia” la favorita d’obbligo.

Dietro Sorrentino, un gruppo agguerrito: “Cinque secondi” di Paolo Virzì, “Gli occhi degli altri” di Andrea De Sica, “Le città di pianura” di Francesco Sossai e “Le cose non dette” di Gabriele Muccino raccolgono ciascuno 6 nomination. “Cinque secondi” compete in diverse categorie chiave, dalla regia al cast , fino alla sceneggiatura e al sonoro. “Le città di pianura” e “Gli occhi degli altri” fanno invece leva sulle categorie tecniche e sulle interpretazioni.

Il gruppo dei migliori film in gara comprende anche “40 secondi” di Vincenzo Alfieri, “Duse” di Pietro Marcello, oltre alle già citate “La grazia” e “Le città di pianura”. La lista si allarga con “La gioia” e “Primavera” e “Duse”, “Il Dio dell’Amore” e “Notte prima degli esami 3.0” a quota quattro. Il bello di questa edizione è proprio la varietà: film d’autore alternati a commedie, opere prime e produzioni tecniche di alto livello.

L’attenzione alle categorie interpretative è altrettanto variegata. Spiccano Valeria Bruni Tedeschi per “Duse”, Valeria Golino per “La gioia”, Aurora Quattrocchi per “Gioia mia” e Jasmine Trinca per “Gli occhi degli altri”. Tra gli attori protagonisti, oltre ai già citati, emergono Gabriel Montesi, Saul Nanni e Sergio Romano, a testimonianza di una nuova generazione di talenti. Nei ruoli non protagonisti brillano nomi come Francesco Gheghi, Vinicio Marchioni e Giuliana De Sio, a sottolineare quanto anche questi personaggi restino fondamentali nel racconto cinematografico.

La commedia conferma la sua solidità, grazie anche al riconoscimento a Checco Zalone, premiato con il Nastro dell’Anno per “Buen camino”: è la prima volta che una commedia riceve questo premio nella storia dei Nastri. Tra le nomination per la migliore commedia troviamo “Il Dio dell’Amore”, “La vita va così”, “Lavoreremo da grandi”, “Notte prima degli esami 3.0” e “Oi vita mia”, a dimostrazione di un genere sempre vivo e presente. Nelle categorie dedicate agli interpreti comici, si contendono il premio anche Sabrina Ferilli e Giuseppe Battiston, a rafforzare la presenza della commedia nel panorama delle prossime votazioni.

Premi speciali e omaggi alle donne e alla storia del cinema italiano

Quest’anno i Nastri d’Argento riservano ampio spazio ai premi speciali, spesso legati a interpretazioni particolari più che a premi alla carriera. Giancarlo Giannini riceve un riconoscimento per il ruolo vocale in “Il Vangelo di Giuda” di Giulio Base, un lavoro che gioca con invisibilità e presenza sullo schermo. Barbara Bouchet viene premiata per “Finale: Allegro” di Emanuela Piovano, un’interpretazione che rompe con immagini consolidate e apre nuovi orizzonti nel suo repertorio artistico. Mariano Rigillo è riconosciuto per “La salita”, esordio alla regia di Massimiliano Gallo, confermando un talento solido e carismatico.

Spicca inoltre il Nastro d’Argento SIAE per la sceneggiatura, assegnato a Giulia Calenda, che ha scritto una storia capace di attraversare temi familiari e popolari con delicatezza, mettendo a fuoco tensioni emotive e fratture nei rapporti. Questo premio segue quello assegnato a Ilaria Macchia nel campo della serialità, ampliando il riconoscimento della SIAE al cinema contemporaneo in tutte le sue forme.

Gli 80 anni dei Nastri d’Argento sono celebrati con un omaggio alle donne del cinema. Il premio dedicato ad Anna Magnani è andato a Monica Guerritore, che ha portato avanti il mito dell’attrice in modi diversi, come interprete, autrice e regista. Il legame con Magnani richiama un momento storico decisivo: nel 1946 fu proprio una donna a ricevere il primo Nastro d’Argento. Il Nastro speciale “Otto per gli Ottanta” vuole mettere in luce talenti femminili davanti e dietro la macchina da presa, premiando professioniste come Alba Rohrwacher, Teresa Saponangelo e Francesca Archibugi, tra le altre.

Il Premio Speciale BNL BNP Paribas è andato a “Gioia mia” di Margherita Spampinato, film che ha conquistato la giuria con un racconto autentico di legami intergenerazionali in Sicilia, presente anche in diverse altre categorie. Un riconoscimento che evidenzia l’attenzione dei Nastri verso le opere prime, valorizzando storie forti e originali nel panorama nazionale.

Tutto pronto per la serata del 24 giugno al Teatro Argentina di Roma

L’appuntamento è fissato per il 24 giugno al Teatro Argentina di Roma. Sarà la stampa specializzata, che vota per i premi artistici e tecnici, a scegliere i vincitori in una serata che si preannuncia densa di emozioni e momenti importanti. I premi speciali già annunciati – Giancarlo Giannini, Barbara Bouchet, Mariano Rigillo, Monica Guerritore – verranno consegnati durante la cerimonia, inserendo la competizione in un quadro più ampio, fatto di celebrazione della storia e del presente del cinema italiano.

Questa edizione dei Nastri d’Argento si presenta doppia: da una parte la gara serrata tra i film più nominati, con “La grazia” in testa ma senza distacchi netti; dall’altra la valorizzazione del patrimonio artistico nazionale, con interpreti storici, nuovi talenti e un’attenzione particolare al ruolo delle donne nel settore. Un bilanciamento che racconta bene la missione di un premio che, da 80 anni, è punto di riferimento nel panorama culturale italiano.

La lista completa di vincitori e candidati conferma quanto sia ricco e vivace il cinema italiano per il 2026, un mosaico di talento, tecnica e narrazione pronto a essere celebrato in una delle serate più attese dell’anno.

Redazione

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