Nel cuore pulsante di Sassari, il liceo “Domenico Alberto Azuni” racconta una storia che si rinnova ogni giorno. Non è un semplice liceo classico: è l’unico sull’isola a offrire un percorso coreutico, una vera e propria eccellenza sarda. Qui, tra aule che conservano l’eco del passato, si progettano nuovi orizzonti fatti di musica, danza e aperture internazionali. Un luogo dove la tradizione umanistica non resta statica, ma si trasforma, sfidando il tempo con una spinta verso il futuro.
Fondato nel 1852, dopo che il controllo ecclesiastico sull’istruzione cittadina era venuto meno, il liceo Azuni è tra i più prestigiosi d’Italia. Nasce in un periodo storico segnato dai moti del 1848 e dall’Unità d’Italia, diventando il Regio Liceo Classico. Nel 1865 prende il nome dall’illustre giurista sassarese Domenico Alberto Azuni, simbolo del pensiero illuminista in Sardegna. Da allora ha accolto studenti da tutta la Sardegna settentrionale e centrale, diventando un punto di riferimento non solo per la formazione umanistica, ma anche per l’impegno civile e culturale dell’isola.
Tra i suoi ex allievi spiccano due Presidenti della Repubblica, Antonio Segni e Francesco Cossiga , due segretari del Partito Comunista Italiano come Palmiro Togliatti ed Enrico Berlinguer, oltre a intellettuali, scrittori e artisti di rilievo nazionale e sardo: il giornalista Attilio Deffenu, il teorico del sardismo Camillo Bellieni, i pittori Filippo Figari e Giuseppe Biasi, gli scrittori Sebastiano Satta, Salvator Ruj, Salvatore Mannuzzu, Gavino Ledda e il poeta Angelo Mundula. Questo patrimonio racconta il ruolo unico dell’istituto, che da sempre alimenta un “nuovo umanesimo” volto a formare cittadini consapevoli, impegnati e creativi.
Situato nel centro storico, il liceo è un punto di riferimento culturale e identitario per la città. La sua posizione strategica lo rende facilmente raggiungibile per gli studenti pendolari dai paesi della provincia, consolidando il suo ruolo di collegamento tra la vita urbana e quella rurale. L’istituto ha saputo ritagliarsi un posto di rilievo sociale ed economico, attirando giovani talenti e fungendo da motore di mobilità sociale in una regione che, nonostante le difficoltà economiche, punta sulla qualità dell’istruzione come leva di sviluppo.
La proposta didattica va oltre i confini regionali: grazie a una rete di scambi e collaborazioni, l’Azuni mette la Sardegna in contatto con importanti realtà europee e nazionali. Questo fa dell’istituto un laboratorio di innovazione e un volano culturale per tutto il territorio.
Il professor Gioele Lumbau, docente di viola e musicista, spiega come l’Azuni abbia una visione ampia e aperta. È infatti l’unico liceo superiore sardo ad aver ottenuto la Carta della Mobilità Erasmus+, che permette agli studenti di fare stage di cinque settimane in Europa. Un’esperienza che va oltre la scuola, diventando un’occasione di crescita personale e professionale, con competenze trasversali fondamentali.
L’istituto ospita anche studenti stranieri, soprattutto da conservatori spagnoli, e ha contribuito a formare molti professionisti che oggi lavorano in importanti fondazioni lirico-sinfoniche e conservatori italiani. Ma non mancano le difficoltà: Lumbau denuncia un paradosso. “Pur godendo di uno Statuto Speciale, la Sardegna è soggetta a regole nazionali che limitano l’autonomia scolastica.” La soglia di 938 alunni per mantenere l’autonomia, in un contesto di calo demografico, rischia di mettere a rischio scuole di qualità sull’isola.
Il docente chiede che la minoranza linguistica sarda venga riconosciuta come base normativa per chiedere deroghe sui numeri, permettendo classi più piccole e salvaguardando posti di lavoro. Fa l’esempio del Trentino-Alto Adige, dove l’autonomia locale ha portato a modelli educativi più flessibili proprio grazie al riconoscimento della specificità etnico-linguistica. Per la Sardegna, sottolinea Lumbau, “non è questione di identità, ma una necessità per difendere il diritto allo studio e sostenere i territori.”
Il liceo Azuni si distingue per l’offerta che mette insieme il solido percorso del classico con i nuovi indirizzi musicali e coreutici. Il corso musicale, inaugurato nel 2010, ha rapidamente guadagnato fama, formando musicisti e imprenditori culturali capaci di inserirsi nei principali teatri e conservatori italiani. Molti ex studenti sono poi tornati come insegnanti, a conferma della qualità dell’insegnamento e dell’attrattiva verso nuovi talenti, contribuendo anche a combattere isolamento culturale e spopolamento.
Grazie a 329 convenzioni con enti pubblici, cooperative teatrali, associazioni sportive, biblioteche e aziende agricole, la scuola offre una formazione che guarda al lavoro. Gli studenti hanno modo di scoprire le proprie passioni e orientarsi verso sbocchi concreti, come dimostrano le assunzioni recenti presso enti partner.
L’indirizzo musicale punta su un percorso completo che unisce teoria e pratica. Gli studenti studiano due strumenti: uno scelto da loro e uno assegnato, per garantire versatilità e competenza tecnica. Le materie classiche si affiancano a lezioni di musica d’insieme, tecnologie elettroacustiche e analisi di opere di epoche e generi diversi.
Il corpo docente è composto da specialisti in molti strumenti, anche quelli meno diffusi come fagotto e oboe, e conta ben otto insegnanti di pianoforte, più di molti conservatori. Le lezioni si svolgono al mattino alternando materie classiche e musicali, mentre il pomeriggio è dedicato alle lezioni individuali di strumento. Progetti extra scolastici permettono agli studenti di partecipare a ensemble e concerti, mantenendo un forte legame con la vita culturale della città.
L’indirizzo coreutico è l’unico pubblico di questo tipo sull’isola. Qui si studiano e si interpretano diversi stili di danza, analizzando movimenti, contesti storici, artistici e sociali. La formazione copre sia la tecnica classica sia quella contemporanea, con un biennio iniziale comune e un triennio di specializzazione in danza classica o contemporanea.
Per accedere serve una prova attitudinale che valuta preparazione tecnica e fisica. Oltre alla pratica, si studiano anche teoria della musica per la danza, storia della danza e anatomia funzionale per prevenire infortuni. La scuola collabora strettamente con altre scuole di danza in Italia e all’estero, spostando l’apprendimento dal semplice esercizio in sala al palcoscenico dei teatri più importanti. Un vero e proprio modello di “scuola senza pareti”.
L’Azuni lavora a stretto contatto con l’Accademia Nazionale di Danza di Roma, che in Italia supervisiona i programmi didattici e partecipa alle commissioni d’esame del percorso coreutico. Questa collaborazione assicura standard elevati e in linea con le esigenze nazionali. Un esempio è Sara Sechi, ex allieva del liceo, ammessa nel 2025 ai corsi di coreografia e danza dell’Accademia di Roma – un traguardo che parla chiaro sulla qualità dell’insegnamento sassarese.
Il liceo resta così un luogo dove talento e studio vanno a braccetto, guidati da insegnanti preparati e riconosciuti nei campi della musica e della danza, valorizzando la realtà locale e aprendo nuovi orizzonti culturali e professionali.
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