Categories: Cultura

Science Fashion a Roma: moda e scienza si incontrano al MACRO per affrontare clima e tecnologia

Il 13 maggio, il MACRO di Roma si trasforma in un laboratorio a cielo aperto. Tre giorni intensi, fino al 15, in cui moda, scienza e tecnologia non restano parole vuote, ma diventano strumenti concreti per affrontare le emergenze del nostro tempo. Cambiamenti climatici, uso responsabile dell’energia, convivenza tra specie diverse: temi che spesso sembrano lontani dal guardaroba, ma che qui si intrecciano a filo stretto. Dietro tutto c’è Dobrila Denegri, che ha raccolto voci internazionali pronte a spingere la moda oltre i confini tradizionali, trasformandola in un terreno di sperimentazione e riflessione sul futuro.

Innovare la moda con sostenibilità e tecnologia: un progetto che cresce nel tempo

Science Fashion nasce all’interno di Experiments in Fashion and Art, un programma iniziato nel 2024 con Critical Fashion, che punta a mostrare pratiche radicali e sostenibili nel mondo della moda. Quattro i temi principali: rinnovare materiali e processi produttivi, smaterializzare le forme, integrare tecnologia e abbigliamento, e affrontare in modo etico le conseguenze delle innovazioni. Nel progetto sono coinvolti artisti, stilisti, storici della moda, scienziati, teorici e istituzioni come la NABA di Milano e l’Università Sapienza di Roma. Questo mix di competenze alimenta un dibattito intenso sulle nuove strade di un settore in continuo movimento.

Denegri sottolinea l’importanza di offrire a studenti e partecipanti una visione che vada oltre la moda commerciale tradizionale. Con un vasto archivio di materiali e testimonianze, Science Fashion invita a vedere quanto i temi ambientali, tecnologici e sociali siano parte integrante di un mondo della moda che si costruisce su più livelli.

Tra passato e futuro: la storia che ispira Experiments in Fashion and Art

Il progetto si rifà a un passato ricco di fermento culturale e tecnologico, richiamando esperienze come quelle dei Bell Laboratories e dell’iniziativa “Experiments in Art and Technology” degli anni Sessanta. Allora, arte, industria e scienza si mescolarono per creare nuove forme di sperimentazione. Oggi, questo modello ispira un progetto che vuole diventare un laboratorio vivo, con residenze, workshop, mostre e collaborazioni tra moda, design e ricerca tecnologica.

Denegri immagina uno spazio dedicato – non necessariamente fisso – dove le sperimentazioni si incontrino e diano vita a un sistema di apprendimento aperto e multidisciplinare. Il sito web del progetto è già un archivio digitale e uno strumento educativo sempre aggiornato, accessibile a chiunque voglia approfondire.

Moda digitale e identità: una sfida aperta per designer e ricercatori

Nel programma, la relazione tra moda digitale e identità è un tema centrale e complesso. Ricercatori come Silvio Vujičić e Miro Roman lavorano con intelligenze artificiali che creano progetti di moda in autonomia. Al loro fianco, studiosi come Maria Gloria Cappelletti riflettono sull’impatto di queste tecnologie sul senso di sé, aprendo discussioni che toccano il postumanesimo.

Questa evoluzione mette in crisi i tradizionali confini del fashion design e solleva dubbi sul futuro del lavoro creativo. Denegri osserva che la moda digitale incontra ancora resistenze, soprattutto tra i più giovani, e sottolinea la necessità di un discorso che vada oltre la tecnica, includendo questioni etiche e culturali.

Co-creazione e responsabilità: la nuova faccia della moda contemporanea

La collaborazione tra discipline diverse emerge come elemento chiave per ripensare la moda oggi. L’esempio di Neri Oxman mostra come la co-creazione coinvolga non solo professionisti ma anche la natura stessa. Questo cambia il ruolo del designer, che diventa un mediatore di intelligenze multiple, rinunciando al controllo totale.

Per Denegri, la vera rivoluzione non sta solo nelle innovazioni tecnologiche o estetiche, ma in una nuova responsabilità verso processi e risultati. Con queste pratiche si costruiscono modelli più consapevoli, che puntano a evitare sprechi e conseguenze indesiderate, nel segno della sostenibilità.

Educare alla moda: tra tradizione e nuove idee

La curatrice riflette sulle sfide dell’educazione alla moda. Molte scuole ancora puntano al “designer-star”, trascurando un percorso che unisca abilità artigianali e visione concettuale. Denegri insiste sull’importanza di mantenere un sapere solido, evitando un uso superficiale dell’intelligenza artificiale che rischia di appiattire il pensiero creativo.

L’educazione deve saper bilanciare tecnica e immaginazione, formando professionisti capaci di affrontare con spirito critico e innovativo le trasformazioni della moda. Science Fashion mette questa riflessione al centro, interrogandosi su come oggi si produce conoscenza nel settore.

Le quattro direttrici di Science Fashion: rinnovamento, smaterializzazione, interazione e recupero

Science Fashion si muove su quattro temi che guidano la ricerca e la sperimentazione. Il rinnovamento punta alla sostenibilità di materiali e processi, spingendo a riflettere sull’origine e il destino delle materie prime. La smaterializzazione riguarda la rivoluzione digitale e la moda virtuale, che apre la strada a nuove esperienze fuori dalle leggi fisiche tradizionali.

Il terzo tema, l’interazione, si concentra su tecnologie indossabili, tessuti intelligenti e robotica applicata a vestiti che diventano “seconde pelli” per sport e medicina. Infine, il recupero sottolinea l’importanza di un approccio etico che tenga conto delle conseguenze delle innovazioni, evitando effetti negativi imprevisti.

Il “punto cieco” della moda contemporanea

Nonostante tante novità e sperimentazioni, il discorso pubblico sulla moda è ancora dominato dai grandi marchi del lusso, che condizionano fortemente l’immaginario collettivo. Denegri mette in luce come sotto questa “sovrastruttura” si muova un mondo vasto ma meno visibile di creativi indipendenti, ricercatori e artisti che cercano di portare nuove etiche e visioni.

Il vero “punto cieco” è proprio questa difficoltà a riconoscere e valorizzare le tante tensioni e innovazioni che animano oggi il settore. Science Fashion vuole proprio accendere i riflettori su questi dialoghi e sperimentazioni alternative, per offrire nuovi punti di vista sulla moda.

Guardando avanti: la moda come spazio sociale

Il progetto non si limita al confronto tra arte e tecnologia, ma guarda già oltre, verso temi sociali che potrebbero caratterizzare le prossime edizioni. L’orizzonte resta aperto, con l’obiettivo di esplorare il ruolo della moda nelle trasformazioni culturali di oggi, superando l’estetica per indagare aspetti economici, politici e sociali più ampi.

Redazione

Recent Posts

I Luoghi che Leggiamo: Viaggio Letterario da Nord a Sud Italia con 10 Grandi Scrittori

C’è un angolo d’Italia che non ti aspetti, nascosto tra le pagine di un libro.…

4 minuti ago

Salone del Libro Torino 2026: Il mondo salvato dai ragazzini, omaggio alle nuove generazioni e al ’68

Il Lingotto si prepara a trasformarsi, dal 14 al 18 maggio, nel cuore pulsante della…

3 ore ago

Daniele Mencarelli al Salone del Libro: il potere delle storie nel suo Premio Campiello Junior “Adelmo che voleva essere settimo”

Daniele Mencarelli ha lasciato il segno al Salone del Libro di Torino, dove il suo…

4 ore ago

Nicholas Sparks: l’autore bestseller che racconta l’amore con empatia e emozione

Nicholas Sparks ha venduto milioni di copie in più di 50 paesi. Con 28 romanzi…

7 ore ago

Festival di Cannes 2026: Apertura tra Politica, Emozioni e la Commedia Romantica di Salvadori

Ieri sera, sotto le luci abbaglianti del tappeto rosso di Cannes, è iniziata la 79esima…

8 ore ago

Aste d’arte online: come il digitale trasforma la vendita in un videogioco competitivo

Un tempo, le aste d’arte erano eventi riservati a pochi eletti, riuniti in sale affollate,…

9 ore ago