Giancarlo Mangiapane ha trent’anni, vive a Roma e coltiva un sogno chiaro: diventare attore. Quando un’agenzia gli propone un provino per un ruolo insolito – un famoso ballerino di tip tap – la sua vita prende una piega imprevedibile. Non si limita a imparare passi e battute, ma si immerge così a fondo nel personaggio da confondere ciò che è vero e ciò che è finzione. Il protagonista, esordio di Fabrizio Benvenuto, racconta proprio questo viaggio sottile, in bianco e nero, senza filtri: l’ambizione artistica che si mescola alle ombre e alle luci di un mestiere fatto di identità fragili e maschere sempre pronte a cadere. Presentato al Torino Film Festival, il film si fa specchio di un percorso personale e universale.
Giancarlo vive a Roma e cerca da tempo quel ruolo che gli cambi la vita. L’occasione arriva all’improvviso: un provino per un film su un ballerino di tip tap celebre. Da quel momento si butta anima e corpo nella preparazione, imita ogni gesto, ogni modo, fino a far suo il personaggio. Ma quella dedizione diventa ossessione, tanto che il confine tra recitazione e vita vera comincia a sfumare. Teatro e realtà si mescolano, e Giancarlo fatica a capire cosa sia finzione e cosa no. L’agente e il coinquilino, anche loro attori alle prime armi, osservano con ansia e dubbi questo cambiamento. Roma, con i suoi vicoli e quartieri, fa da sfondo vivo a questa storia di passione e pericolo: Giancarlo si lascia consumare da un ruolo che rischia di inghiottirlo.
Per Il protagonista Fabrizio Benvenuto ha scelto Pierluigi Gigante, attore capace di cogliere ogni sfumatura del personaggio. Gigante passa con naturalezza da un’emozione all’altra, cambia accenti e toni, costruendo un ritratto credibile e complesso. Il bianco e nero, scelta ben precisa, dà al film un’atmosfera da cinema d’autore e mette in risalto una Roma insolita ma familiare, dove passato e presente si intrecciano. Nel cast anche Adriano Giannini, che veste i panni dell’agente di Giancarlo, e Alessio Lapice, il coinquilino Davide. Le scene più riuscite sono quelle in cui Giancarlo, con il corpo, racconta la sua discesa in una realtà che va oltre la semplice recitazione.
Il protagonista racconta una vita tesa, dove ironia e dramma si intrecciano senza sosta. Il film non lascia respiro, mantenendo alta la tensione fino a un finale che lascia senza parole. L’arte dell’attore è mostrata in tutta la sua complessità: per sfondare, Giancarlo non si limita a recitare, diventa il ruolo stesso. Le relazioni si sgretolano, la vita privata si perde, e l’identità vacilla. Il confine tra sé e personaggio si assottiglia, sollevando dubbi sul prezzo della fama. Il film offre uno sguardo crudo e realistico sul mondo dello spettacolo, dove il desiderio di emergere può trasformarsi in un percorso solitario e autodistruttivo. La storia di Giancarlo, intensa e coraggiosa, spinge a riflettere sul rapporto tra arte e identità, senza sconti.
Distribuito da MG Production e uscito nel 2026, questo film segna un esordio importante per Fabrizio Benvenuto. Il bianco e nero regala al racconto un tono allo stesso tempo vintage e moderno, mentre la sceneggiatura mescola realismo e tocchi quasi fiabeschi. Ambientare la storia a Roma trasforma la città in un vero protagonista, specchio delle ambizioni di Giancarlo. Fondamentale è la prova di Pierluigi Gigante, che con la sua versatilità coinvolge e scuote lo spettatore. Il protagonista rompe gli schemi del cinema tradizionale per raccontare la trasformazione di un uomo deciso a sfidare se stesso, lasciando un segno nel panorama del cinema italiano contemporaneo.
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