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Kengo Kuma in mostra al Museo del Bonsai di Parabiago: un’oasi di design alle porte di Milano

A due passi da Milano, lungo la frenetica Statale del Sempione, c’è un luogo che sorprende chiunque si fermi. Il Crespi Bonsai Museum di Parabiago non è solo un museo: è un rifugio di tranquillità immerso in una collezione viva, nata da oltre trent’anni di passione. Ed è proprio qui, tra queste piccole meraviglie botaniche, che prende vita una mostra internazionale dedicata all’architettura tessile firmata da Kengo Kuma. Un’esperienza che spezza il ritmo frenetico della città, regalando un momento di contemplazione e bellezza.

Il più grande tesoro di bonsai d’Europa

Nato 35 anni fa grazie a Luigi Crespi, il Crespi Bonsai Museum si è guadagnato un posto di rilievo nel panorama mondiale. Qui si conserva la più grande collezione di bonsai d’autore fuori dal Giappone. Sono piante che più che alberi sembrano vere opere d’arte viventi, molte delle quali hanno più di cento anni e portano la firma dei più grandi maestri bonsaisti. Le piante cambiano con le stagioni, per mostrare al meglio il loro carattere naturale durante tutto l’anno.

Tra gli esemplari più importanti spicca il millenario Ficus retusa, il “re” del museo, custodito sotto una cupola di vetro in posizione d’onore. Arrivato in Italia nel 1986 dopo una lunga trattativa, questo bonsai rappresenta il cuore storico e botanico del museo. Intorno, il giardino zen con laghetti e carpe completa l’atmosfera di calma e riflessione.

Ma il museo non è solo un’esposizione. È anche sede dell’Università del Bonsai, un polo di formazione con corsi pluriennali dove esperti internazionali condividono tecniche e segreti per coltivare e modellare queste piante con rispetto e maestria.

Quando la natura incontra l’architettura: l’evento Faces

In occasione del Fuorisalone 2024, il museo ha ospitato “Faces”, una collezione di tappeti firmata da Jaipur Rugs, brand indiano, in collaborazione con l’architetto giapponese Kengo Kuma. La scelta del luogo non è casuale: Matteo Crespi, figlio del fondatore, spiega che c’è una profonda sintonia tra l’arte dei bonsai e quella architettonica, entrambe basate sull’interazione tra luce, aria e materia.

Le creazioni di Kuma giocano con sovrapposizioni e spazi aperti, esattamente come i bonsai crescono liberi ma con una struttura precisa. Così, tappeti e piante si raccontano a vicenda, dando vita a un dialogo di equilibrio e sensazioni.

Tappeti che raccontano le architetture di Kuma

La collezione “Faces” è composta da sedici tappeti che reinterpretano in tessuto le facciate di alcune delle opere più famose di Kengo Kuma. L’obiettivo non è riprodurre gli edifici alla lettera, ma catturarne l’atmosfera, il ritmo e il gioco di luci e ombre.

Lo stesso Kuma spiega che ciò che resta nella memoria non è la forma esatta, ma l’esperienza visiva e tattile: come la luce filtra attraverso una lamella, la stratificazione delle texture, la sensazione di spazio. Così i tappeti diventano tracce di questi ricordi, tradotti in lana e viscosa rigenerata.

Architettura e colori: i riferimenti della collezione

Ogni tappeto si ispira a un progetto specifico o a un edificio culturale firmato da Kuma, mescolando materiali e colori con sobrietà e raffinatezza. “Sukima”, per esempio, richiama il Suntory Museum of Art di Tokyo, famoso per le sue lamelle verticali bianche che modulano luce e aria tra interno ed esterno.

Chirashi” si rifà alla facciata del Kanayama Community Centre di Gunma, un gioco di pieni e vuoti costruito con pietre disposte con equilibrio. “Kasane” invece prende spunto dalle “sudare”, persiane orizzontali in legno e metallo dell’Albert Kahn Museum vicino a Parigi, e porta un tocco di verde in una collezione dominata da toni neutri come marroni, beige, grigi, bianchi e neri.

Un appuntamento da non perdere a Parabiago

La mostra è aperta dal 21 al 24 aprile 2024, dalle 9:30 alle 17:30, proprio al Crespi Bonsai Museum sulla Statale del Sempione 37, a Parabiago, in provincia di Milano. Un’occasione unica dove si intrecciano tradizione giapponese, arte botanica, architettura contemporanea e tessuti indiani.

Un evento che svela connessioni inedite tra natura e design, invitando a un’esperienza immersiva che va ben oltre la semplice visita. Qui si può scoprire come luce, materia e aria disegnino armonie nascoste, capaci di modellare allo stesso modo piante millenarie e costruzioni moderne.

Redazione

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