
Trent’anni fa, nel 1993, usciva “Il vile” dei Marlene Kuntz, un album che ha cambiato per sempre la musica alternativa italiana. Dopo “Catartica”, il gruppo piemontese ha messo nero su bianco un suono più deciso, intriso di noise rock, che li ha lanciati in una nuova dimensione artistica. Oggi, a distanza di tre decenni, la band torna a riproporre quell’album dal vivo, accompagnata da una ristampa speciale che celebra quel momento cruciale. Le due serate all’Hiroshima Mon Amour di Torino si sono trasformate in un trionfo: biglietti esauriti e un pubblico che ha risposto con entusiasmo vero, confermando che l’energia di quei brani non si è mai spenta.
“Il vile”: il disco che ha cambiato il rock italiano
“Il vile” è un punto di svolta nella carriera dei Marlene Kuntz e, più in generale, nella storia del rock italiano. Uscito nel 1993, ha definito lo stile unico della band, fatto di rabbia, sensualità e distorsioni che ancora oggi li contraddistingue. Non è un caso se riviste come Rolling Stone lo hanno inserito tra i cento migliori album italiani di sempre. I testi, intensi e pieni di sfumature, affrontano temi universali come la codardia umana, restando sorprendentemente attuali dopo trent’anni.
Dietro la produzione ci sono musicisti di spicco come Riccardo Tesio e Sergio Carnevale, che hanno dato una mano a far emergere il noise rock in Italia, un genere allora poco conosciuto. “Il vile” è stato apprezzato dalla critica e dal pubblico, contribuendo a definire la scena alternativa e a ispirare tante band a venire. Brani come “Retrattile” e “Ape Regina” e l’intensità dei concerti hanno creato un legame forte e duraturo con i fan.
Il tour che riporta “Il vile” in scena: due serate da tutto esaurito a Torino
Il tour in corso si concentra interamente su “Il vile”, suonato per intero con grande attenzione ai dettagli e all’atmosfera originale. Le tappe toccano varie città italiane, con il gran finale previsto per il 18 aprile a Bari. A Torino, l’Hiroshima Mon Amour ha ospitato due serate consecutive, l’8 e il 9 aprile, entrambe sold out in pochissimo tempo. Un segnale chiaro dell’attesa e dell’affetto nei confronti della band.
Il locale, storico punto di riferimento per i Marlene Kuntz, ha fatto da cornice ideale per rivivere quelle sonorità. Il legame tra la band e la città è forte, e il pubblico torinese ha risposto con calore. Durante i concerti è stato eseguito quasi tutto il disco, tranne “E non cessa di girare la mia testa in mezzo al mare”. Cristiano Godano e i compagni hanno ricreato l’intensità e l’intimità del disco, alternando luci soffuse a effetti luminosi più dinamici, accompagnando il pubblico in un viaggio emozionale ben calibrato.
Sul palco, insieme a Godano, ci sono i fedelissimi Riccardo Tesio alla chitarra, Luca Lagash al basso e Sergio Carnevale alla batteria. La band ha mostrato una compattezza e un’energia rinnovata, fondamentali per reggere uno show lungo e coinvolgente che ha tenuto incollata la platea per oltre un’ora e mezza.
Ristampa speciale con le illustrazioni di Baronciani: un oggetto da collezione
Per celebrare l’anniversario, è uscita una nuova edizione di “Il vile” in vinile e CD, arricchita dalle illustrazioni di Alessandro Baronciani, noto fumettista italiano. Il progetto grafico porta una nuova veste al disco, rendendolo ancora più prezioso sul mercato. La collaborazione con Baronciani sottolinea il valore culturale dell’album, offrendo un’interpretazione visiva che dialoga con la musica e i testi.
Questa ristampa fa parte di un più ampio recupero dei grandi classici del rock italiano, puntando a far riscoprire dischi fondamentali per diverse generazioni. Il prodotto è pensato sia per i fan di lunga data, sia per chi si avvicina ora alla band, mantenendo intatto lo spirito originale. Le immagini di Baronciani trasformano il packaging in un pezzo da collezione, capace di avvicinare ancora di più il pubblico all’universo dei Marlene Kuntz.
Il live di Torino: un mix di atmosfere tra quiete e furia
L’8 aprile all’Hiroshima Mon Amour, il concerto è partito in modo insolito per un live rock: luci fredde e un’introduzione pianistica accompagnata da cori femminili hanno creato un momento di sospensione prima di scatenare la consueta energia dei Marlene Kuntz. L’apertura con “3 di 3”, il primo pezzo di “Il vile”, ha subito acceso il pubblico.
Il set ha seguito quasi tutto l’album, tranne un brano, con particolare attenzione al pathos di pezzi come “Come stavamo ieri”, proposto in una versione essenziale che ne ha esaltato il tono solenne. La band ha alternato momenti di distorsione intensa a passaggi più melodici, spaziando tra brani chiave come “Overflash” e “Ape Regina”. La chiusura della prima parte con la title track ha lasciato un segno forte.
Dopo, sono arrivate canzoni da “Catartica” e “Che cosa vedi”, dimostrando la capacità dei Marlene Kuntz di muoversi nel proprio repertorio senza perdere il filo emotivo. In particolare, la versione infuocata di “Festa mesta” ha fatto esplodere la platea, scatenando pogo e applausi convinti.
Il bis ha portato a momenti più riflessivi con “Infinità” e “Lieve”, sonorità più sognanti che hanno stemperato la tensione. Le ultime note di “How Soon Is Now?” degli Smiths hanno chiuso uno spettacolo di oltre novanta minuti, dove tecnica e passione si sono mescolate alla perfezione. Il pubblico, tra sudore e applausi, ha confermato che i Marlene Kuntz restano una band fondamentale anche nel 2024.
