
Passeggiando per le strade di Treviso, è impossibile non fermarsi davanti alle facciate dipinte di molti palazzi. Affreschi che raccontano storie antiche, spesso ignorate, ma che parlano da secoli, dal XIII secolo fino a oggi. La città custodisce un patrimonio prezioso, nascosto a volte dietro l’usura del tempo. Da più di dieci anni, la Fondazione Benetton si dedica a far luce su queste opere: un lavoro che intreccia storia, arte e tecnologia. Non si tratta solo di catalogare immagini, ma di leggere un racconto murale, frutto di ricerche d’archivio, analisi stilistiche e rilievi sul campo. Un progetto pensato per studiosi, cittadini e chiunque voglia scoprire un volto meno noto di Treviso.
Un decennio di studi e sopralluoghi per raccontare le facciate di Treviso
“Treviso urbs picta” nasce nel 2011 con l’obiettivo di studiare i palazzi affrescati non solo come semplici abbellimenti, ma come veri testimoni della storia e della cultura cittadina. La ricerca copre un arco temporale che va dal Medioevo fino ai giorni nostri, valorizzando ogni fase di trasformazione. Si passa dall’analisi delle tecniche pittoriche alle storie raccontate nelle immagini, incrociando documenti conservati in archivi e biblioteche con sopralluoghi sul campo.
Il progetto ha permesso di rivedere molte date finora accettate e di catalogare con precisione le testimonianze pittoriche ancora visibili e quelle ormai scomparse, contribuendo a una nuova mappatura del centro storico. Ma non si tratta solo di ricerca accademica: accanto ai risultati scientifici sono nate iniziative di divulgazione come visite guidate e una banca dati pubblica, pensate per coinvolgere un pubblico ampio. L’intera attività punta a tutelare e valorizzare queste superfici nel tempo, prestando attenzione alle diverse esigenze di conservazione e restauro.
Il catalogo e la banca dati: una guida preziosa alle facciate dipinte
La prova più concreta di questo lavoro è il volume collettivo uscito nel 2017, “Treviso urbs picta. Facciate affrescate della città dal XIII al XXI secolo”, curato da Rossella Riscica e Chiara Voltarel. Il libro raccoglie una grande mole di informazioni emerse dal progetto, offrendo un quadro storico e artistico completo di queste testimonianze urbane, con riferimenti a fonti scritte, tecniche pittoriche e contesti sociali. Il riconoscimento ricevuto con il Premio Speciale della Giuria al Gambrinus Giuseppe Mazzotti nel 2019 sottolinea il valore culturale e scientifico del lavoro svolto.
Accanto al libro, è nato un portale digitale accessibile a tutti: trevisourbspicta.fbsr.it. Qui si trovano i profili di 614 edifici affrescati, corredati da immagini dettagliate, schede storiche, informazioni sulle tecniche pittoriche e sullo stato di conservazione. Le schede integrano dati stilistici e documenti cartografici storici, dalle mappe napoleoniche alle foto aeree attuali. Le “mappe tematiche” aiutano a leggere in modo chiaro la distribuzione delle immagini e i soggetti principali raffigurati.
Molto del materiale fotografico è opera di Arcangelo Piai e Corrado Piccoli, che hanno documentato con cura ogni dettaglio delle facciate nel centro storico, creando così un archivio visivo prezioso per studiosi e restauratori.
Audioguide e visite guidate per scoprire i miti e le storie della Treviso cinquecentesca
La parte divulgativa del progetto si è tradotta anche in audioguide, realizzate in collaborazione con il Rotary Club di Treviso, e in percorsi tematici organizzati dalla Fondazione Benetton. Questi strumenti permettono di avvicinare il pubblico al patrimonio affrescato, raccontando il contesto culturale e artistico dell’epoca in cui sono nate le decorazioni. Le audioguide sono un’ottima risorsa per chi vuole immergersi nell’atmosfera della città dipinta.
Ogni anno si organizzano visite guidate su temi specifici. La prossima, in calendario per domenica 19 aprile 2024, si intitola “Miti e poemi” e porta alla scoperta della Treviso cinquecentesca. In quegli anni l’influenza della Repubblica di Venezia si fece sentire anche nell’arte urbana, con facciate decorate da scene mitologiche e immagini poetiche. Il percorso attraversa vie e piazze come Via Cornarotta, Piazza del Grano, Via Roggia, Via Canova, Via Stangade e Via Sant’Agostino, svelando storie nascoste dietro immagini antiche.
L’itinerario, curato da storici dell’arte esperti, mette in luce l’evoluzione estetica e culturale della città, mostrando come l’arte sulle facciate abbia arricchito e trasformato l’identità urbana. Le visite, aperte a famiglie, scuole, cittadini e turisti, durano circa 75 minuti. Per partecipare è necessario prenotare telefonando o scrivendo agli uffici culturali della città.
Treviso continua così a raccontarsi, non solo attraverso piazze e campanili, ma anche grazie ai messaggi dipinti sulle sue case, frammenti di un passato vivo e ancora leggibile.
