
A Shanghai, vecchi container si sono trasformati in vetrine di un archivio vivente. Maison Margiela, sotto la guida del gruppo italiano OTB di Renzo Rosso, ha scelto di raccontare la moda in modo diverso. Non più solo passerelle patinate o eventi esclusivi, ma un’esperienza pubblica che mette a nudo il processo creativo dietro ogni capo. “Artisanal: Our Creative Laboratory” non è una semplice mostra: è un viaggio dentro la memoria, la tecnica e l’artigianalità che danno vita alla moda. Un modo nuovo, concreto, di incontrare l’arte sartoriale.
Un archivio a cielo aperto tra i container di Shanghai
A Shanghai sono stati esposti oltre quaranta pezzi della linea Artisanal, che coprono un arco temporale dal 1989 a oggi. L’allestimento, firmato dagli studi OMA e AMO, ha scelto container usurati come supporti espositivi, lasciando da parte gli ambienti chiusi e lussuosi a cui siamo abituati. Gli abiti non sono solo mostrati, ma “smontati” per raccontare passo dopo passo la loro nascita, mettendo in luce il lavoro artigianale e la sperimentazione che li caratterizza. Un modo diretto per aprire il sipario su un processo che di solito resta nascosto. Così si vede non solo il prodotto finito, ma anche gli errori, le correzioni, le fasi di lavoro che stanno dietro.
Glenn Martens, direttore creativo di Maison Margiela, spiega questa svolta: il focus non è più lo stilista come icona, ma il flusso creativo dietro ogni creazione. Più che una sfilata, questa mostra è un laboratorio a cielo aperto dove il pubblico può seguire il dialogo tra passato e presente, tra tecnica e arte. Lo spazio si trasforma in un archivio dinamico, dove ogni pezzo racconta un capitolo di ricerca e innovazione stilistica.
Dietro le quinte del capo couture: tecnica, errori e sperimentazione
La mostra va oltre la semplice esposizione di abiti, offrendo al visitatore una lettura chiara delle tappe che trasformano un’idea in capo couture. Attraverso schede esplicative, materiali e ricostruzioni, emerge come la moda sia un processo complesso, fatto di tentativi e di errori. Proprio l’errore diventa un momento creativo fondamentale. La manipolazione dei tessuti, la decostruzione visibile delle forme e la continua reinvenzione diventano strumenti di lavoro autentici.
Lo stile Margiela, con i suoi tagli a vista e l’uso di materiali comuni riportati a nuova vita, si mostra ora in tutta la sua forza e chiarezza. L’identità nascosta dietro forme che sfidano la moda tradizionale diventa il filo conduttore di tutta l’esposizione. Questa scelta di svelare il “dietro le quinte” rende più comprensibile e coinvolgente il lavoro artigianale della maison.
Un progetto itinerante che racconta Margiela nella Cina di oggi
Shanghai è solo la prima tappa di un viaggio che toccherà altre città cinesi, scelte per il loro legame con temi chiave della maison. Da “Artisanal” all’anonimato, fino alla comunità attorno alle iconiche calzature Tabi, il progetto mette in dialogo cultura locale e tradizioni Margiela.
La scelta di Shanghai non è casuale: la città è un punto d’incontro tra modernità e tradizione, perfetta per ospitare un evento che vuole abbattere la barriera tra il laboratorio creativo e lo spazio pubblico. Portare all’aperto archivi e materie prime significa abbattere le ultime barriere tra backstage e mondo esterno. Un modo per cambiare la percezione della moda, rendendola più accessibile ma anche più esigente.
Il percorso si chiuderà nel 2024 a Chengdu con “Tabi: Collectors Exhibition”, l’ultima tappa che completerà il racconto sulle radici e l’evoluzione di una maison che ha riscritto il design contemporaneo con un approccio artigianale e intellettuale. Margiela conferma così la sua posizione come una delle realtà più innovative a livello globale, capace di unire ricerca, storia e contemporaneità in spazi ricchi di significato.
