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Fondazione Società delle Api inaugura a Roma: residenze, mostre ed eventi d’arte imperdibili

Nel cuore di Roma, a due passi da piazza di Spagna, la Fondazione Società delle Api ha inaugurato la sua nuova sede in Via Gregoriana 40. Dopo anni trascorsi tra Monaco e diverse città del Mediterraneo, questo trasferimento non è solo un cambio di indirizzo: è una dichiarazione d’intenti. Qui si intrecciano residenze, mostre e progetti che, fino al 2027, promettono di trasformare lo spazio in un laboratorio creativo di respiro internazionale. La Società delle Api non vuole solo produrre arte, ma costruire connessioni solide tra territori, comunità e artisti di rilievo, dando vita a un hub culturale che si radica nel tessuto romano.

Un nuovo centro artistico nel centro storico di Roma

Il trasferimento a Roma rappresenta un passo decisivo per la Società delle Api. La sede scelta è un palazzo storico in un quartiere ricco di fermento culturale, vicino a Villa Medici, alla Galleria d’Arte Moderna e ad altri spazi di spicco come la Fondazione Nicola Del Roscio, oltre a gallerie di rilievo come Francesca Antonini e Gagosian. L’inaugurazione, avvenuta a febbraio 2024, ha visto la prima mostra di contributi su carta, formato A4, realizzati da artisti, curatori e designer coinvolti nel progetto. Le opere sono esposte al piano terra e accessibili al pubblico.

Questo spazio è molto più di una semplice galleria: è un laboratorio vivo, dove arte e ricerca si costruiscono attraverso residenze e processi condivisi. La scelta di Roma non è casuale. Qui, tra vicoli storici e istituzioni, si crea un nodo di incontro tra talenti provenienti da tutto il Mediterraneo e dall’Europa centrale, facendo della città il cuore pulsante della rete artistica della fondazione.

Residenze artistiche: tra produzione e dialogo con il territorio

Il programma 2026 della Società delle Api punta tutto sulla produzione intesa come processo continuo e collettivo. Al centro c’è il rapporto tra residenze e luoghi, che spaziano dalla sede romana fino a territori lontani come l’isola greca di Kastellorizo o le montagne di Megève. Le residenze diventano così occasioni di ricerca e di dialogo tra artisti e comunità locali.

Tra i protagonisti più attesi c’è Pol Taburet, ospite a Roma in vista della sua mostra personale a Villa Medici prevista per maggio. La primavera vedrà anche la presenza di Chiara Camoni, impegnata nel Centro di Sperimentazione veneziano mentre lavora al Padiglione Italia per la Biennale di Venezia. Il suo percorso conferma la volontà della fondazione di sostenere processi artistici che vanno oltre le classiche mostre temporanee.

In estate, Valentine Prissette realizzerà a Roma un progetto site-specific, sottolineando l’attenzione della fondazione al dialogo con la città. Nel frattempo, i designer Niklas Böll e Simon Stanislawski porteranno avanti un lavoro sull’isola di Kastellorizo, utilizzando materiali locali e radicando così la creatività in un contesto ben definito.

Questo modello di residenza supera la mera produzione artistica: si concentra sul rapporto tra persone e luoghi, trasformando l’energia creativa in esperienze condivise. Attraverso queste pratiche, la Società delle Api vuole tessere una rete di scambi culturali che vada oltre i confini geografici.

Mostre e appuntamenti pubblici: l’arte come esperienza da vivere insieme

Le mostre e gli eventi pubblici della Società delle Api mostrano una forte attenzione alle pratiche artistiche di natura relazionale. Tra i progetti curatoriali più importanti c’è “Soglia / Common Acts”, ideato da Francis Offman. L’intervento trasforma la collezione di Silvia Fiorucci in un percorso sensoriale, dove il pubblico è chiamato a partecipare attivamente, non solo a osservare.

L’autunno 2026 sarà segnato dalla mostra di Chiara Camoni, curata da Alice Motard. L’esposizione approfondirà i temi dell’autorialità condivisa e delle pratiche comunitarie, cari all’artista. Lo spazio, più raccolto rispetto ad altre sedi, ospiterà laboratori e momenti di coinvolgimento diretto con il pubblico, rafforzando il legame tra ricerca artistica e comunità.

Il calendario degli eventi pubblici include anche “Langue Lost, Language Found”, dedicato alla poesia contemporanea e organizzato da Allison Grimaldi Donahue, e “Your Body, Your Habitat” di Bianca Felicori, che esplora i rapporti tra corpo, abito e architettura. Questi appuntamenti mettono in luce il carattere interdisciplinare e partecipativo dei progetti della fondazione.

Nei mesi a venire il programma si arricchirà ulteriormente, con mostre dedicate ad artisti come Anna Franceschini, rafforzando il dialogo tra linguaggi diversi e confermando la missione della Società delle Api: costruire esperienze culturali profonde e durature.

Silvia Fiorucci: Roma, cuore vibrante del Mediterraneo artistico

Silvia Fiorucci, presidente della Società delle Api, sottolinea come la nuova sede a Roma rappresenti un punto di partenza solido, dopo anni spesi a muoversi tra Europa e Mediterraneo. Per lei, Roma è una piattaforma strategica dove artisti da tutto il mondo possono immergersi nella cultura e nelle opportunità della capitale.

Fiorucci racconta il rapporto stretto con Chiara Camoni, con cui condivide una visione collettiva e comunitaria dell’arte. Il percorso di Camoni, che ha coinvolto anche la sua famiglia durante la residenza, si è sviluppato attraverso pratiche quotidiane e collaborative come la cura dell’orto e la produzione del miele, rafforzando il senso di appartenenza attorno alla fondazione.

L’approccio di Camoni alla progettualità va oltre la mostra: include laboratori, iniziative partecipative e momenti di lettura condivisa, come quelli avviati insieme a Cecilia Canziani. Questi gesti raccontano un’idea di arte come azione collettiva e condivisione continua, il cuore pulsante della Società delle Api.

Roma diventa così non solo la casa fisica della fondazione, ma un crocevia di esperienze culturali che, grazie a progetti integrati e a una rete di collaborazioni, alimenterà il fermento artistico nel 2024 e negli anni a venire.

Redazione

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