
Quando Giorgio Poi sale sul palco, l’atmosfera cambia. Dopo una serie di concerti sold out in città come Milano, Roma e Parigi, l’artista annuncia un tour estivo che non passerà inosservato. Sarà un viaggio tra festival italiani ed europei, dove si alternano due facce della sua musica: l’energia della band completa e l’eleganza di un quartetto d’archi, in un set più raccolto. Nel suo repertorio, spiccano sia i brani che lo hanno reso celebre sia le nuove canzoni del suo ultimo album, già amate dal pubblico.
Due volti sul palco: full band e quartetto d’archi per un viaggio sonoro a tutto tondo
Il tour Les Jeux Sont Faits si presenta con un doppio formato. Nelle date full band, Giorgio Poi sarà affiancato da musicisti di fiducia: Matteo Domenichelli al basso, Francesco Aprili alla batteria e Benjamin Ventura alle tastiere. Questa squadra dà vita a un sound pieno e coinvolgente, capace di restituire la ricchezza dell’album e di mantenere alta l’energia sul palco. In alcune serate, invece, spazio a un’atmosfera più raccolta con il quartetto d’archi formato da Alessandro Trabace, Clarissa Marino, Fausto Cigarini e Giulia Pecora. Qui la musica si fa più sottile, poetica, con arrangiamenti che sorprendono anche i fan più fedeli.
Alternare questi due approcci permette a Giorgio Poi di mostrare le diverse sfumature del suo repertorio: dalla forza ritmica alla delicatezza degli arrangiamenti. È una scelta che gli consente di adattarsi ai diversi contesti dei festival e di raggiungere un pubblico più vasto, mantenendo un legame saldo con i fan di lunga data e attirando nuove generazioni.
Schegge, l’album che racconta un cambiamento profondo
Uscito a maggio 2026 per Bomba Dischi, Schegge è un disco di svolta per Giorgio Poi. Nove tracce che raccontano storie vere e sentimenti intensi, mescolando ironia e malinconia. Il suono è stratificato, a metà strada tra melodie orecchiabili e ballate dall’atmosfera sospesa. Un album che si presenta come una mappa emotiva, fatta di immagini poetiche e testi che scavano nelle luci e nelle ombre dell’esistenza.
Schegge non è un disco facile o scontato: ogni brano è un piccolo racconto, quasi un sogno ad occhi aperti, che si svela solo dopo più ascolti. Qui emerge tutta la sensibilità di Giorgio Poi, capace di bilanciare ritmo e introspezione, confermandosi uno dei protagonisti più interessanti della scena indie italiana. Il disco prende vita anche dal vivo, con uno spettacolo che unisce energia e atmosfera e che si prepara a segnare l’estate musicale.
Il tour 2026: tappe in Italia, Svizzera e Francia da aprile a settembre
Il tour Les Jeux Sont Faits parte l’8 aprile da Zurigo, con un doppio appuntamento in Svizzera tra Bogen F e il festival di Zermatt. A maggio si sposta a Lugano e Marina di Camerota, mentre a giugno toccherà festival importanti come Il Rock è Tratto a Savignano e l’Artico Festival a Bra. La Francia è rappresentata dalle Nuits de Fourvière a Lione, e in Italia non mancherà la tappa bolognese all’Oltre Festival il 21 giugno.
L’estate sarà ricca di concerti in Svizzera e Italia, da Fribourg a Locorotondo. Non mancheranno serate speciali con quartetto d’archi in luoghi suggestivi come Camigliatello Silano o Galzignano Terme, perfette per ascoltare la musica di Giorgio Poi in una veste più raccolta. Il calendario unisce grandi eventi e festival locali, puntando a portare la sua musica anche fuori dai circuiti metropolitani più noti. Il tour si concluderà a settembre nel Nord-Est italiano, suggellando un legame forte con diverse realtà culturali europee.
La band e il quartetto: la forza di un gruppo affiatato
Dietro Giorgio Poi c’è una squadra solida e affiatata. Matteo Domenichelli al basso assicura una base ritmica robusta, Francesco Aprili alla batteria porta energia e dinamiche coinvolgenti, mentre Benjamin Ventura alle tastiere arricchisce il sound con atmosfere e dettagli sonori.
Il quartetto d’archi, composto da Alessandro Trabace, Clarissa Marino, Fausto Cigarini e Giulia Pecora, aggiunge un livello di profondità ed espressività tutto nuovo. Con loro, i brani si trasformano grazie a arrangiamenti classici che amplificano l’emozione e offrono una lettura inedita delle canzoni.
Questo mix tra band elettrica e archi mette in luce la versatilità di Giorgio Poi, capace di adattare il proprio spettacolo alle diverse esigenze e di offrire sempre concerti di alto livello, dove tecnica ed emozione camminano a braccetto.
