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I librai esclusi dalla famosa fiera Più libri Più liberi. Ecco cosa è successo

Anche quest’anno, la fiera “Più libri più liberi”, evento considerato tra i più significativi nel mondo della piccola e media editoria, si avvicina e, come già accaduto in passato, non vedrà la partecipazione dei librai, una scelta che ha suscitato molte perplessità.

E’ in corso a roma la famosa fiera del libro che ha visto esclusi i librai. (fonte IG @piùlibri2024-www.ilmaggiodeilibrri.it)

La decisione, che sembra una sorta di paradosso, è prettamente legata a un calendario che coincide con l’inizio delle vendite natalizie. Il presidente di Ali-Confcommercio, Paolo Ambrosini, ha espresso le sue perplessità, sottolineando come le fiere siano solitamente occasioni di scambio e aggiornamento, necessarie per il settore. In questo contesto, l’assenza di una figura così fondamentale come quella dei librai non fa altro che sollevare interrogativi e preoccupazioni.

L’assenza dei librai da questo appuntamento è vista, da molti, come una decisione non solo incomprensibile, ma decisamente preoccupante. Secondo Ambrosini, le fiere rappresentano un’importante opportunità di incontro, confronto e crescita per tutti gli attori del settore editoriale. Quest’anno, però, gli espositori si troveranno a dover affrontare una situazione difficile: con la pressione degli editori più grandi, spesso meglio organizzati e con maggiori risorse, è purtroppo sempre più complicato per le piccole realtà editoriali farsi notare e avere uno spazio significativo all’interno delle librerie. La fiera “Più libri più liberi”, quindi, avrebbe potuto rappresentare un’ottima possibilità per creare rete, relazioni, e scambi di idee tra piccoli editori e librai, ma questo si rivela impossibile, e tutto ciò lascia un po’ di amaro in bocca.

Il tempismo della fiera: una scelta contestabile

Tra i partecipanti solo le case editrici piccole e grandi. (fonte IG @piùlibri2024-www.ilmaggiodeilibrri.it)

Un altro punto sollevato da Ambrosini riguarda la tempistica della fiera. Perché continuare a organizzare “Più libri più liberi” a dicembre, proprio nel pieno del periodo delle vendite natalizie? Questa scelta, nonostante sembri dettata da necessità logistiche, risulta piuttosto contestabile visto che il mercato natalizio va giustamente gettando ombre sulle possibilità di relazione e confronto. Potrebbe esserci un obiettivo non dichiarato dietro a questa decisione: forse, l’intento è quello di organizzare un più ampio mercato natalizio dell’editoria? Questo dubbio sembra legittimo e, per molti, diventa ancor più problematico alla luce delle difficoltà incontrate dalle piccole e medie case editrici nel ritagliarsi uno spazio in un panorama dominato dai colossi editoriali.

Un futuro da riscrivere

Tante possono essere le riflessioni in merito a come il mondo dell’editoria si stia evolvendo e a quali siano le strade da percorrere. Certamente ci sarebbero molte opportunità da cogliere. Ci sono anche molteplici strade percorribili per rilanciare il settore, valorizzando il dialogo tra editori, librai e pubblico. La questione di “Più libri più liberi” potrebbe diventare un’occasione di dibattito costruttivo su come reinventare le fiere editoriali in futuro. La speranza è che, anche se quest’anno ci saranno assenze significative, il mondo dell’editoria possa trovare nuovi modi di collaborare e interagire, con l’obiettivo finale di rendere i libri e la cultura accessibili a tutti.

Rosanna Mancini

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