Nel 1518, a Brescia, una donna venne bruciata sul rogo con l’accusa di stregoneria. Si chiamava Benvegnuda Pincinella. Oggi quella storia torna a vivere sul palco del Teatro Mina Mezzadri, grazie a Giuseppina Turra, che dal 5 al 19 novembre 2026 porta in scena “La Signora del gioco. C’era e non c’era una donna qual fo brusata”. Un monologo che non si limita a raccontare un fatto storico, ma scava nelle tensioni tra controllo sociale e libertà personale, intrecciando documenti d’epoca, visioni simboliche e il pensiero della filosofa Luisa Muraro. Un racconto che, seppur radicato nel passato, parla forte al presente.
Benvegnuda Pincinella visse a Nave, vicino a Brescia, in un’epoca in cui l’accusa di stregoneria spesso finiva con esecuzioni pubbliche crudeli. Nel 1518 fu processata e, ritenuta colpevole, venne arsa viva in Piazza della Loggia, uno dei luoghi simbolo della città. La sua storia emerge oggi dal silenzio grazie a verbali e testimonianze processuali dell’epoca. Il processo si svolse in un contesto dominato da paure e superstizioni, dove molte donne, spesso emarginate o semplicemente diverse, venivano accusate senza prove di pratiche eretiche o di stregoneria. Riprendere queste storie è fondamentale per capire forme di oppressione e controllo che, anche se lontane, risuonano ancora nelle dinamiche sociali di oggi. Turra diventa voce di questa narrazione, mescolando documenti storici e provocazione teatrale per far sentire la tragedia e il peso di quegli anni.
La drammaturgia, scritta e interpretata da Giuseppina Turra, si ispira anche al saggio “La Signora del gioco” di Luisa Muraro, che riflette sul corpo femminile e sulle forme di potere che lo attraversano. Lo spettacolo mette in dialogo parole e condizioni del Cinquecento con riflessioni attuali, stimolando un confronto su diritti negati, libertà e corpi controllati. Benvegnuda in scena non è solo una vittima storica, ma simbolo di una lotta contro le narrazioni imposte alle donne, un monito a non dimenticare per affrontare il presente con consapevolezza. Questo confronto tra passato e presente dà al monologo un respiro urgente e universale. Lo spazio scenico, le musiche e le immagini si uniscono in modo intenso grazie a un allestimento che sostiene sia l’emozione che la riflessione.
La regia e l’interpretazione sono di Giuseppina Turra, che ha curato anche il testo. Lo spazio scenico porta la firma di Marco Cillis, mentre le musiche, firmate da Fulvio Sigurtà con arrangiamenti di Maurice Duruflé, riescono a rendere palpabile quel clima sospeso tra realtà e visione. I video di Leonardo Modonutto aggiungono un ulteriore livello narrativo, mentre le luci di Cesare Agoni sottolineano i momenti emotivamente più intensi. I costumi di Margherita Baldoni evocano il Cinquecento senza esagerare, mantenendo un giusto equilibrio tra rigore storico e valore simbolico. Tutto questo trasforma il monologo in un’esperienza immersiva, dove emozioni e storia si fondono con forza e coerenza.
La rassegna prevede tredici repliche dal 5 al 19 novembre, con pause il 9 e il 16. Gli spettacoli dal martedì al sabato iniziano alle 20.30, le domeniche 8 e 15 novembre alle 15.30. Il teatro si trova in contrada Santa Chiara 50/A, nel cuore di Brescia, e negli ultimi mesi ha ospitato diverse produzioni di teatro contemporaneo. Questo non è un debutto: il monologo è stato portato in scena per la prima volta nello stesso teatro a gennaio 2026. Il Centro Teatrale Bresciano, che produce lo spettacolo, lo inserisce nella stagione 2026/27, nella rassegna “Nello spazio e nel tempo. Palestra di teatro contemporaneo”. L’iniziativa fa parte di The Youth Club, progetto pensato per avvicinare i giovani sotto i 30 anni agli spettacoli dal vivo con contenuti importanti.
Non si tratta solo di teatro. Venerdì 6 novembre alle 17, al Teatro Mina Mezzadri, è in programma un incontro aperto con Giuseppina Turra e altre relatrici sulla figura di Benvegnuda Pincinella e l’opera di Luisa Muraro. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti e l’appuntamento offre un’occasione in più per discutere temi ancora oggi molto attuali. Nella stessa settimana, il CTB porta al Teatro Renato Borsoni “Ridere, sganasciarsi, scompisciarsi” di Moni Ovadia, in cartellone dal 3 all’8 novembre. Queste iniziative confermano l’impegno del Centro Teatrale Bresciano nel proporre una cultura varia e di qualità, capace di far riflettere con linguaggi diversi.
I biglietti per “La Signora del gioco” si trovano sul portale Vivaticket, dove è possibile controllare orari e disponibilità per ogni replica. Il Comune di Brescia segnala un prezzo base di 14 euro, per rendere lo spettacolo accessibile a molti. È consigliabile prenotare per tempo, soprattutto per le domeniche e i fine settimana, quando l’affluenza è più alta. Il Teatro Mina Mezzadri, in centro città, offre una location accogliente e facilmente raggiungibile, confermandosi punto di riferimento per il teatro contemporaneo a Brescia nel 2026. Curare l’accoglienza e gli aspetti logistici fa parte di un progetto più ampio, volto a rafforzare la frequentazione del teatro come momento culturale e sociale.
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