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Club Dumas a Bologna: la nuova libreria dell’usato con 6mila libri e eventi culturali in via San Rocco

Un’insegna fresca brilla in via San Rocco, nel cuore di Bologna: Club Dumas, la nuova libreria dell’usato per chi vive di storie, su carta e pellicola. Il nome, un chiaro tributo a “La nona porta” di Arturo Pérez-Reverte, non lascia dubbi sulle radici di questo progetto. Dietro ci sono Riccardo Re e Giulio Manfredi, due giovani bolognesi con la stessa passione sfrenata per i libri e il cinema. Non si tratta solo di vendere volumi, ma di farli rivivere, trasformando lo spazio in un punto d’incontro per chi ama perdersi tra pagine e fotogrammi.

Club Dumas nasce da una passione condivisa per libri e cinema

Club Dumas non è la solita libreria di seconda mano. Riccardo e Giulio hanno pensato a un progetto che mette insieme letteratura e cinema, due mondi che li appassionano profondamente. Il nome scelto è un omaggio a un romanzo intrigante, simbolo di un percorso culturale che vuole coinvolgere un pubblico attento. La scelta di via San Rocco, nel centro storico di Bologna, non è casuale: è un quartiere vivo, da sempre crocevia culturale, perfetto per un locale che si propone come punto di ritrovo per lettori di ogni età.

I fondatori hanno selezionato con cura circa 6mila titoli, spaziando tra vari generi letterari e includendo anche volumi legati al cinema. L’obiettivo è offrire una collezione variegata, che possa piacere sia ai collezionisti sia a chi legge per diletto. Dietro ogni libro usato c’è un’anima, dicono, e metterli in un contesto dinamico aiuta a riscoprire testi dimenticati o poco conosciuti.

Libri, incontri e club di lettura: un’offerta culturale per tutti

Club Dumas non si limita a vendere libri usati. Lo spazio è pensato anche per ospitare eventi, presentazioni e soprattutto club di lettura aperti a chi vuole discutere di letteratura. Così la libreria diventa un luogo dove socializzare e crescere culturalmente, dove la lettura è un pretesto per incontrarsi.

Ogni mese si organizzano appuntamenti con autori, critici e appassionati, per stimolare il confronto e far scoprire nuovi talenti e classici contemporanei. I gruppi di lettura seguono un calendario preciso, diviso per gusti e generi, così da mantenere l’offerta sempre fresca e interessante. Comprare un libro qui significa partecipare a una comunità, che cresce e si rinnova costantemente.

Il legame con la città è fondamentale. Club Dumas vuole diventare un punto di riferimento per gli amanti dei libri usati nella zona di Bologna, collaborando con associazioni culturali, cinema indipendenti e festival letterari. Così si creano sinergie che moltiplicano gli eventi e coinvolgono un pubblico sempre più vasto.

Le librerie dell’usato: un pezzo importante della cultura bolognese

L’apertura di Club Dumas si inserisce in un panorama culturale già ricco a Bologna, città con una lunga tradizione legata al libro e all’editoria. Le librerie dell’usato giocano un ruolo importante: permettono di recuperare libri fuori commercio e di diffondere la lettura anche a chi ha un budget limitato. Inoltre, sono un modello sostenibile, perché riducono gli sprechi.

Club Dumas si distingue per la cura nella selezione dei volumi e per il rapporto diretto con i clienti, che non è solo commerciale ma anche culturale. Vuole confermare il ruolo delle librerie come luoghi di incontro e scambio, essenziali per la vita della città. Diffondere libri di qualità usati significa anche far emergere titoli che altrimenti rischierebbero di sparire, aumentando la ricchezza dell’offerta letteraria.

La posizione in via San Rocco facilita l’accesso sia ai residenti sia ai turisti, facendo di Club Dumas una tappa obbligata per chi cerca libri particolari o eventi culturali che animano Bologna tutto l’anno. La presenza di due giovani gestori garantisce un approccio moderno, sempre attento al territorio e alla sua comunità.

Club Dumas si prepara a diventare un punto fermo nel panorama culturale cittadino, un esempio concreto di come la passione per i libri usati possa trasformarsi in una nuova forma di imprenditoria culturale. Un segnale chiaro: il libro, anche se di seconda mano, resta un presidio insostituibile per la cultura e per la comunità.

Redazione

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