Nel cuore di Venezia, Palazzo Grassi si prepara a cambiare per sempre. Dopo due decenni di mostre temporanee e grandi dibattiti sull’arte contemporanea, François Pinault ha scelto di trasformare il destino dell’edificio. Dal 21 marzo 2027, non vedremo più esposizioni a rotazione, ma una collezione fissa di 106 opere, scelte con cura dal suo vasto patrimonio artistico. Un passaggio decisivo che non solo rafforza la presenza di Pinault nel mondo dell’arte, ma sigilla anche un legame profondo e duraturo con la città lagunare.
Palazzo Grassi non è nato per essere una galleria d’arte. Questo edificio sul Canal Grande, costruito nel XVIII secolo come dimora nobiliare, ha attraversato trasformazioni significative. Nel Novecento passò agli industriali svizzeri Stucky, poi alla Fiat negli anni Ottanta. Fu proprio la casa automobilistica a chiamare l’architetto Gae Aulenti per trasformarlo in uno spazio espositivo, dando il via a una nuova vita dedicata alle mostre temporanee. L’arrivo di François Pinault ha segnato un altro spartiacque: oggi il palazzo è uno dei fulcri culturali di Venezia, parte di una rete che comprende anche Punta della Dogana.
Dopo ventisette esposizioni negli ultimi vent’anni, Palazzo Grassi cambia pelle. La collezione Pinault diventa protagonista fissa con 106 opere scelte per costruire un racconto coerente e coinvolgente. Pinault ha sempre insistito sull’importanza di «dare tempo e spazio alle opere: solo così possono essere osservate con calma, interpretate in modi diversi e stimolare nuove riflessioni». Questo allestimento permanente non vuole fossilizzare la collezione, ma darle continuità, permettendo un dialogo vivo con i visitatori.
Il progetto punta anche a rafforzare il legame tra arte e città. Venezia, con la sua storia unica e il suo patrimonio, diventa interlocutrice diretta. Le opere spazieranno tra i movimenti che hanno segnato la modernità e la contemporaneità, offrendo un’esperienza intensa e inedita.
La collezione di Pinault è un patrimonio noto in tutto il mondo: più di 10.000 opere tra arte moderna, contemporanea e avanguardie. A Venezia, il percorso permanente si aprirà con un’opera di Mario Merz, omaggio all’Arte Povera, già protagonista di una mostra recente a Parigi, alla Bourse de Commerce.
Questo passo si inserisce in un quadro più ampio. Punta della Dogana e la Bourse de Commerce rimangono spazi per esposizioni temporanee, mentre il Teatrino a Venezia è dedicato alle performance. Palazzo Grassi si afferma quindi come l’unico scrigno per la collezione permanente, dove le opere più significative trovano una casa stabile e si offrono al pubblico in un flusso continuo.
L’inaugurazione del percorso permanente si accompagnerà a una mostra dedicata a Tadao Ando, celebre architetto giapponese. Saranno esposte fotografie delle sue architetture, messe in dialogo con opere del movimento Mono-ha, avanguardia giapponese degli anni Sessanta presente nella collezione.
Ando, da sempre partner di Pinault, ha firmato gli interni di tutte e quattro le sedi della Pinault Collection, intrecciando la sua visione con quella artistica dell’intero progetto. Questa mostra racconta proprio questo legame, offrendo uno sguardo unico sull’incontro tra arte, architettura e collezionismo. Venezia si conferma così un crocevia culturale vivo e in continua evoluzione.
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