In via Santa Marta 14, proprio nel cuore pulsante delle Cinque Vie a Milano, ha aperto Marocchino:Hebel Gallery. Un luogo che non si limita a esporre, ma che racconta storie. Qui il design modernista incontra le arti su carta e ceramica, in un dialogo tra passato e presente. Dietro il progetto ci sono Michele Marocchino e Stefanie Hebel, due vite che si sono incrociate per dare forma a un’idea insolita. Lui, torinese con radici milanesi, ha lasciato la finanza per inseguire la passione per l’arte; lei, tedesca, ha maturato esperienza nel mondo della moda italiana. Insieme hanno costruito uno spazio dove ogni pezzo è molto più di un semplice oggetto: è cultura, è voce, è racconto.
La scelta di via Santa Marta non è casuale. Siamo nel cuore delle Cinque Vie, una zona ricca di storia e architettura milanese. Qui nasce Marocchino:Hebel Gallery, uno spazio unico fin dal primo sguardo. Michele Marocchino non è un semplice collezionista: studia con passione gli interni del Novecento e la sua esperienza con la Casa di Fantasia – l’appartamento disegnato da Gio Ponti nel 1952 – è stata decisiva. La collaborazione con gli interior designer David/Nicolas ha affinato il suo occhio, capace di leggere il design tra tradizione modernista e sensibilità contemporanea.
Questo patrimonio si riflette nella scelta degli oggetti in galleria: pezzi con una storia, che parlano dell’evoluzione del gusto e delle tecniche. La galleria va oltre la semplice esposizione: è un dialogo culturale, dove qualità e attenzione ai dettagli sono la regola.
Stefanie Hebel porta con sé trent’anni di esperienza nel retail moda italiano, un mix di stile e pragmatismo. Arrivata dalla Germania, ha saputo farsi spazio nel mercato italiano. Michele Marocchino, tra Torino e Napoli, vive di finanza ma ha da sempre una passione profonda per il collezionismo d’arte, che è il motore della galleria.
La loro collaborazione nasce da contatti comuni e si trasforma in un progetto dove le competenze si completano a vicenda. Marocchino:Hebel Gallery diventa così un punto di riferimento per architetti, interior designer e appassionati di ogni età. L’obiettivo? Dare spazio a pezzi che non solo colpiscono per bellezza, ma che sono espressione di progetti di alta qualità, con lavorazioni raffinate e materiali preziosi.
Qui il design non è un semplice prodotto da vendere, ma materia da studiare, conservare e raccontare. Un luogo per chi cerca valore culturale, oltre che economico.
La galleria punta sul design del Novecento, con particolare attenzione al Mid Century Modern, italiano e internazionale. La selezione spazia dagli anni Venti agli anni Settanta, coprendo territori come Italia, Danimarca, Francia e Brasile.
Tra i nomi italiani ci sono Franco Albini, Gio Ponti, Aldo Tura, Gigi Radice, Willy Rizzo, Massimo Vignelli, Pier Luigi Colli, Vico Magistretti, senza dimenticare Venini e le sue celebri creazioni in vetro. Dal fronte internazionale emergono figure di rilievo come Marcel Breuer, Finn Juhl, Hans Wegner, Martin Grierson, Isamu Noguchi, Jean Prouvé, Sergio Rodrigues e Jorge Zalszupin.
In galleria non mancano né pezzi iconici né oggetti unici o versioni speciali, segnati da legni pregiati, lavorazioni artigianali e dettagli che li rendono diversi dalle produzioni standard. Un divano brasiliano in stile modernista dialoga con un disegno di Picasso del 1913; sedie di Gio Ponti per una residenza milanese mostrano tessuti contemporanei realizzati su misura.
Questa libertà di composizione è il filo conduttore della galleria: tornare a quello sguardo di quegli interior designer d’avanguardia che vedevano l’arredo come parte di un progetto culturale più ampio. Il risultato è un percorso espositivo che racconta il design in modo chiaro e coinvolgente, per esperti e appassionati.
Marocchino:Hebel Gallery non si limita agli arredi storici. Propone anche una selezione curata di opere su carta: disegni, stampe, studi grafici firmati da artisti moderni internazionali. Questi lavori introducono linguaggi e ricerche diverse, offrendo un nuovo modo di guardare il design e l’arte moderna.
Accanto a questo c’è la ceramica contemporanea, che trova spazio grazie ad artisti che usano questo materiale non solo per oggetti funzionali, ma come mezzo scultoreo e concettuale. Il dialogo tra design e arte si fa così più ricco, in un confronto tra passato e presente che coinvolge il visitatore.
Marocchino e Hebel vogliono attirare chi ama ricreare atmosfere riconoscibili, evocando interni celebri come quelli dell’Upper East Side di New York o le case di icone della moda e dell’arte come Hubert de Givenchy, Yves Saint Laurent e Pierre Bergé.
Questo incontro tra epoche diverse dà vita a un ambiente dinamico, dove arti visive e design si mescolano, facendo della galleria un punto di riferimento per chi cerca autenticità e significato culturale nell’arredamento.
Un aspetto chiave della galleria è l’attenzione al restauro degli arredi storici. Ogni oggetto passa prima a un controllo scrupoloso delle condizioni. Gli interventi, quando servono, sono affidati a restauratori e tappezzieri esperti, con l’obiettivo di rispettare l’originalità.
In un campo dove la provenienza e lo stato di conservazione fanno la differenza, il restauro diventa anche ricerca e conoscenza. Aiuta a capire cosa è davvero indispensabile e cosa può essere evitato, riportando alla luce materiali e dettagli spesso nascosti.
Questa fase è come una fotografia storica di ogni pezzo, che ne tutela l’autenticità e valorizza gli elementi che ne definiscono l’identità. Il restauro, insomma, non conserva solo, ma racconta, permettendo a questi tesori del design modernista di arrivare integri fino a noi.
Il nuovo spazio di via Santa Marta si presenta così come una tappa obbligata per chi vuole immergersi nel design con passione, cura e attenzione sia alla tradizione sia all’innovazione.
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