C’è un’immagine che resta impressa: una pistola, fredda e inesorabile, che spunta tra i versi come un’ombra mai davvero scacciata. È il cuore pulsante de “La linea spezzata”, l’ultima raccolta di Fabrizio Lombardo. La sua poesia non urla, ma sussurra tra le pieghe di un passato ingombrante, fatto di paure nascoste e speranze infrante. Cammina su una linea fragile, quella che separa la memoria dal dolore, e lo fa con una voce che sembra farsi largo tra un frastuono di confusione e inquietudine. Ogni pagina è un tentativo di afferrare una luce sfuggente, brillante ma velata, come a voler ridare senso a quegli anni difficili che hanno segnato profondamente chi li ha vissuti.
Nato a Bologna nel 1968 e oggi residente a Ferrara, Fabrizio Lombardo è ormai una voce consolidata nella poesia italiana contemporanea. Dal 1994 ha dato vita a Versodove, una rivista di letteratura, e da allora ha pubblicato diverse raccolte, tra cui “Il cerchio e il silenzio”, “Carte del cielo” – che ha vinto il Premio Terre del Pallavicino – e “Coordinate per la crudeltà”, arrivato tra i finalisti di importanti premi poetici. Le sue poesie, tradotte in più lingue, si muovono spesso tra memoria personale e collettiva, intrecciando storia e vita.
Oltre a scrivere, Lombardo lavora nel mondo culturale curando riviste e dirigendo librerie.coop, impegnandosi a creare un ponte tra le parole e chi le legge. Il suo lavoro va oltre la scrittura: si spinge fino all’incontro diretto con il pubblico, promuovendo un patrimonio poetico che attraversa generazioni e territori, creando spazi di dialogo tra scrittura e comunità.
“La linea spezzata” racconta quegli anni a cavallo tra fine Settanta e inizio Ottanta, non solo come semplice cornice temporale, ma come una vera e propria soglia di cambiamento. Lombardo li descrive come un momento di frattura, quando un capitolo storico si chiude tra tensioni politiche, culturali e sociali, per aprirne uno nuovo, incerto e frammentato, che cambia il modo di parlare e di guardare a se stessi.
Il titolo stesso parla chiaro: la “linea spezzata” è una storia interrotta, una memoria che non scorre dritta ma si spacca e si ricompone tra passato e futuro. In questo spazio incerto si mescolano dolore, perdita e un’attesa di cambiamento che resta in sospeso. Qui la poesia trova terreno fertile, un luogo dove il confine tra ciò che si lascia andare e ciò che resta da capire si fa complesso e sfaccettato.
Non è nostalgia a buon mercato, ma un’indagine profonda sulla fragilità delle promesse e sulle conseguenze sociali e personali di una crisi ormai alle spalle, con una disillusione che si riflette nella vita di tutti i giorni e nella percezione del tempo.
Tra i temi che attraversano la raccolta, quello della droga e della dipendenza emerge in modo ricorrente, sia come esperienza concreta sia come metafora di legami tenaci con ricordi e dolori. Lombardo mostra come i ricordi possano diventare una vera e propria dipendenza: richiamano continuamente l’attenzione, cambiano il modo in cui vediamo il mondo, creando una realtà alterata, simile a una sostanza che plasma il nostro presente.
La droga, inoltre, è vista come una scelta politica di una generazione che si è sentita esclusa dalla società e dalla militanza attiva. Un gesto di ribellione ma anche di isolamento, che segna il passaggio da un impegno collettivo a un disorientamento privato. La poesia coglie questa tensione, cercando di restituire il conflitto tra il desiderio di cambiamento e la consapevolezza delle conseguenze.
Emozioni come nostalgia, dolore e rimpianto emergono con forza, mostrando come queste sensazioni possano distorcere la percezione del mondo, fino a creare una sorta di realtà parallela che ospita paure e speranze.
Il lutto attraversa tutta la raccolta con un’intensità palpabile. Per Lombardo, la morte del padre è stata una ferita profonda che ha cambiato non solo la sua vita, ma anche il modo in cui racconta il mondo. La perdita segna una cesura, una rottura nel linguaggio che lo costringe a cercare nuove forme per esprimersi.
Da questa trasformazione nasce una lingua poetica nuova, capace di sospendere la voglia di spiegazioni facili e di attraversare il dolore in tutta la sua complessità. La poesia diventa così un luogo di confronto tra il personale e il collettivo, un ponte tra ciò che è unico e ciò che appartiene a tutti quelli che si misurano con l’assenza.
Con questo nuovo linguaggio, la scrittura prova a dare voce a ciò che non si vede, senza pretendere di riempire il vuoto, restituendo la tensione tra memoria e perdita, tra silenzio e bisogno di raccontare.
Lombardo non è solo poeta, ma anche un animatore culturale che lavora per creare legami tra le parole e le persone. Cura riviste, dirige librerie, organizza eventi, mettendo in moto occasioni di incontro che vanno ben oltre la semplice lettura. Per lui, questi luoghi sono una naturale estensione della poesia, spazi dove coltivare il rapporto tra chi scrive e chi legge.
La poesia, osserva, non vive solo sulla pagina, ma si nutre del confronto diretto, degli scambi che costruiscono una comunità attenta e viva. Non esiste un solo modo per diffonderla oggi, ma tante strade da valorizzare per farla arrivare a un pubblico più ampio e interessato.
Secondo Lombardo, il futuro della poesia passa da una collaborazione più stretta tra autori e operatori culturali, per aprire gli angoli nascosti del mondo poetico e raggiungere nuove persone in modo autentico e coinvolgente.
“La linea spezzata” è in corsa per il Premio Strega Poesia 2026, un’occasione che ha portato con sé incontri e momenti di condivisione importanti. Lombardo racconta quanto siano stati preziosi gli scambi con il pubblico durante presentazioni, nelle scuole e nelle varie tappe del percorso.
Questi momenti dimostrano che la poesia sa ancora creare legami profondi, trasformando un’esperienza personale in qualcosa di collettivo. Il premio è un riconoscimento importante, certo, ma è soprattutto il cammino e la rete di relazioni che si costruiscono a rappresentare il vero valore.
Lombardo mette in luce la vitalità di una comunità di lettori appassionati, disposti a confrontarsi con la poesia contemporanea, e come il premio sappia aprire nuovi spazi di attenzione e interesse per la parola poetica oggi.
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