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Monza celebra le tradizioni viventi: liutai, cercatori di tartufi e 6 comunità uniscono saperi antichi

A Monza, la Villa Reale si trasforma in un crocevia di voci, gesti e storie. Sei comunità si ritrovano per dare forma e vita a tradizioni che altrimenti rischierebbero di svanire. Non basta custodire il ricordo di un canto, o la ricetta segreta di famiglia: bisogna cantare davvero, impastare con le mani, aspettare nel bosco il momento giusto per il tartufo. La cultura immateriale è fatta così, di fili invisibili che legano saperi e persone, giorno dopo giorno. La Convenzione UNESCO del 2003 lo ha messo nero su bianco: questo patrimonio si nutre di pratiche vive, di competenze che si trasformano e si adattano, sempre. Preservarlo significa, in fondo, prendersi cura di chi lo tiene in vita e del tessuto sociale che lo sostiene.

Sei patrimoni immateriali si raccontano a Monza

Venerdì 9 ottobre 2024, alla Villa Reale di Monza, l’evento Dialoghi Immateriali punta i riflettori proprio su questo patrimonio vivente. Organizzato dal Comitato per la Salvaguardia dell’Arte del Canto Lirico Italiano e patrocinato dall’UNESCO, con il sostegno di Regione Lombardia e Comune di Monza, riunisce sei comunità che portano avanti tradizioni oggi riconosciute nella Lista rappresentativa del patrimonio immateriale dell’umanità. Sul palco ci saranno il canto lirico, la liuteria cremonese, il suono manuale delle campane, l’arte dei suonatori di corno da caccia, la cerca e raccolta del tartufo e la cucina italiana. Mondi diversi, ma con un filo comune: la pazienza nell’insegnamento, il rispetto tra tradizione e innovazione. Liutai e cantanti lavorano insieme per il suono; cercatori di tartufi e cuochi raccontano un rapporto stretto tra ambiente e cultura. Mettere queste esperienze a confronto svela non solo le loro unicità ma anche le sfide e le passioni condivise.

Tradizione e futuro: come si trasmettono i saperi

Le comunità coinvolte si trovano ad affrontare le stesse difficoltà, soprattutto quando si parla di trasmettere il sapere e coinvolgere i giovani. Molte competenze si imparano per esperienza, osservando, provando, senza passare da scuole tradizionali. Per questo il Dialoghi Immateriali vuole essere anche un’occasione di confronto diretto, per condividere problemi, strategie e trovare insieme soluzioni che aiutino a mantenere vive queste pratiche nel mondo di oggi. Parlare apertamente rafforza la consapevolezza dell’importanza di questi patrimoni e apre la strada a nuovi modi per custodirli, senza snaturarli. L’incontro dimostra che la cultura immateriale si rinnova, ma senza perdere il legame con la storia e il territorio da cui nasce.

Un pomeriggio tra musica, parole e tradizioni nella cornice della Villa Reale

Le attività prenderanno il via venerdì 9 ottobre dalle 14 alle 17 con un confronto tra esperti e rappresentanti delle comunità, arricchito da interventi istituzionali, tra cui quelli di Francesca Caruso, assessora alla Cultura di Regione Lombardia, e Alessandro Monti, segretario generale della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO. Dopo il dibattito, le sale e i cortili della Reggia – capolavoro di Piermarini e Canonica, da poco restaurata – si animeranno con performance dal vivo. Alle 17.30, all’ingresso del Teatrino di Corte, risuoneranno le campane suonate a mano. Poco dopo, alle 18, sempre nel Teatrino, si uniranno liuteria cremonese e canto lirico: il clavicembalo di Antonio Greco, il violino di Lena Yokoyama e il mezzosoprano Valentina Ferrarese guideranno il pubblico in un viaggio musicale tra Isabella Leonarda, Cavalli e Monteverdi. La serata proseguirà alle 19.30 nel cortile con l’arte dei suonatori di corno da caccia.

La cucina italiana, un patrimonio da gustare

La giornata si chiuderà alle 20 con una cena nel salone da ballo della Villa, firmata dallo chef Marcello Passoni del ristorante 13.10. Il menù, pensato per l’occasione, è un omaggio al patrimonio immateriale italiano, fatto di tradizione, territorio e saperi locali. Sarà un’occasione per scoprire come la cultura immateriale non si esprima solo in musica e arti manuali, ma anche nei rituali legati al cibo, da sempre un elemento chiave dell’identità e della memoria collettiva.

La Villa Reale, teatro perfetto per il dialogo tra culture

Con la sua eleganza neoclassica e gli spazi appena restaurati, la Villa Reale offre la cornice ideale per questo appuntamento. Dal raffinato Teatrino di Corte agli ampi cortili, ogni ambiente valorizza le performance e sottolinea quanto conti il luogo nella trasmissione delle tradizioni. L’iniziativa mostra come la cultura cresca proprio dal confronto tra diversità, senza cancellare le differenze ma facendole emergere come ricchezza. Ogni pratica racconta una storia unica che, intrecciandosi con le altre, costruisce un mosaico più grande e condiviso dell’identità umana attraverso il patrimonio immateriale.

Redazione

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