Il conto alla rovescia è iniziato: dal 7 ottobre 2026 Orma si trasferisce a Milano, in via Privata Leopoldo Gasparotto 4, a pochi passi dalla Stazione Centrale. La galleria, guidata da Barbara Magliocco e Andrea Gallotti, porta con sé un bagaglio di arte contemporanea che fa da ponte tra l’Italia e l’America Latina. Negli ultimi due anni, Orma ha acceso i riflettori su artisti emergenti e di mid-career provenienti da Brasile, Argentina e oltre, mettendo in mostra una ricchezza culturale che spesso sfugge alle grandi scene. Ora, nella nuova sede milanese, le opere di Nacho Unrrein e Lucas Simões inaugurano una stagione in cui architettura, materia e spazio si intrecciano in modo sorprendente e coinvolgente.
Il trasferimento non cambia la linea di Orma: promuovere artisti latinoamericani puntando sulle specificità di territori e culture diverse. Nacho Unrrein, nato a Buenos Aires nel 1987, e Lucas Simões, di San Paolo del 1980, condividono una formazione in architettura che si riflette nelle loro opere. Entrambi esplorano materia, struttura e spazio, ma con linguaggi diversi che si completano a vicenda. La curatela, affidata a Benedetta Casini e Matteo Bergamini, accompagna questa visione che vuole superare confini geografici e linguistici, aprendo la programmazione a paesi dell’America Latina oltre al Brasile, da sempre cuore pulsante della galleria.
Unrrein lavora con pittura, oggetti e installazioni, creando superfici che cambiano forma grazie a stratificazioni e accumuli, rompendo con la percezione bidimensionale. Simões invece riprende elementi architettonici e industriali, manipolando materiali con tagli, piegature e compressioni per trasformare strutture rigide in spazi nuovi e dinamici. Il loro dialogo tra architettura e scultura interpreta in modo personale la tradizione latinoamericana, rinnovandola.
Il nome Orma non è casuale: richiama l’idea di un’impronta, una traccia lasciata nel tempo e nello spazio, proprio come la galleria vuole fare nel panorama artistico. Il progetto si fonda su un dialogo continuo tra Italia e Brasile, costruito attraverso mostre, fiere internazionali e collaborazioni con istituzioni culturali. Partecipazioni a eventi come SP–Arte e ArtRio, insieme all’iniziativa Rotas Brasileiras, dimostrano l’impegno della galleria a portare l’arte brasiliana nel circuito internazionale. Tra i progetti più importanti, la mostra personale di Ian Salamente al Centro Cultural Hélio Oiticica di Rio de Janeiro, curata da Rayssa Veríssimo, e la recente collaborazione con lo studio Le Curation di San Paolo, entrambe del 2026.
Orma è un nodo di collegamento tra artisti, curatori, collezionisti e istituzioni, incarnando l’idea che lo scambio di opere deve andare di pari passo con quello di idee e progetti culturali. La nuova sede a Milano vuole rafforzare questo ruolo, creando uno spazio d’incontro che, grazie alla posizione strategica, facilita l’accesso a un pubblico europeo sempre più interessato all’arte latinoamericana, ma che spesso fatica a coglierne le differenze e le complessità.
Negli ultimi anni l’attenzione europea verso l’America Latina è cresciuta, ma spesso resta una visione unica e semplificata dell’intera regione. Paesi come Brasile, Argentina, Colombia, Cile e Messico hanno ecosistemi culturali molto diversi, ciascuno con le proprie dinamiche politiche, sociali e artistiche. Orma vuole fare da contrappeso a questa tendenza, puntando su artisti che mettono in luce le specificità territoriali e culturali, senza ridurle a un’unica identità latinoamericana.
Barbara Magliocco sottolinea come la galleria cerchi di offrire una rappresentazione sfaccettata di quest’area geografica, andando oltre stereotipi e generalizzazioni. “La scelta di lavorare con artisti capaci di raccontare il presente attraverso linguaggi personali trasforma Orma in un laboratorio di approfondimento e confronto, un luogo dove il pubblico può scoprire la complessità del continente americano nelle sue tante sfumature artistiche.”
La mostra che apre la nuova sede mette in luce la sinergia tra i lavori di Nacho Unrrein e Lucas Simões. Entrambi con formazione in architettura, si confrontano con materiali e spazio in modo originale. Unrrein unisce pittura, oggetto e installazione, giocando con stratificazioni e trasformazioni che negano la bidimensionalità classica. La materia diventa viva, in continuo mutamento, cambiando la percezione dello spettatore.
Simões usa tagli e piegature per trasformare elementi architettonici apparentemente fissi. Il suo lavoro approfondisce il rapporto tra spazio e materia, mostrando come strutture rigide possano assumere nuovi significati e una presenza più fluida. Pur venendo da contesti diversi, i due artisti condividono un approccio che decostruisce e reinventa la tradizione architettonica latinoamericana, dando vita a sculture che parlano di sensibilità individuale e bisogni sociali.
Benedetta Casini, una delle curatrici, spiega come Unrrein e Simões vedano l’architettura come un’attività relazionale, a misura d’uomo, capace di creare un legame profondo tra persona e ambiente. “Questo spirito guida il dialogo tra i due, che si sono incontrati a Buenos Aires nel 2022 e da allora mantengono un confronto continuo, dando forma a una mostra che riflette le tensioni e le potenzialità di questo intreccio tra arte, architettura e società.”
La nuova sede milanese di Orma si conferma così un punto di riferimento per chi vuole esplorare e capire la ricchezza dell’arte latinoamericana, offrendo prospettive originali e complesse attraverso il confronto tra artisti e culture.
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