Dieci anni fa, Matera si è aperta al mondo della fotografia con MIPphest, un festival che oggi torna a illuminare la città con nuove storie e sguardi. Qui, tra le pietre antiche che sembrano sospese nel tempo, il Mediterraneo non è solo uno spazio fisico: è una narrazione in divenire, un mare di identità in movimento. Tra immagini e incontri, il festival si immerge in quelle rotte di migrazione e scambio che hanno plasmato culture e memorie, tracciando mappe di un presente che continua a trasformarsi.
“Orizzonti Fluidi” è il titolo scelto per questa edizione. Un invito a guardare il Mediterraneo non come un confine netto, ma come un luogo in continuo mutamento, fatto di relazioni e trasformazioni. Un mosaico di identità che si intrecciano, si sovrappongono, a volte si scontrano, ma si arricchiscono a vicenda. Non c’è un Mediterraneo unico, spiegano gli organizzatori, ma tante versioni, a seconda di chi guarda, di cosa ricorda, della luce o delle persone che lo attraversano.
La fotografia diventa così uno strumento potente per raccontare questa complessità. Non si limita a fissare un luogo, ma coglie emozioni, atmosfere, storie personali e collettive. Un’immagine può nascere da un dettaglio apparentemente piccolo – una luce sul muro, un gesto quotidiano, una casa – e aprire finestre su racconti culturali e sociali diversi. La fluidità non è perdita, ma arricchimento: un modo per raccontare un tempo che non sta mai fermo. Migrazioni, contaminazioni di tradizioni e memorie sono fili invisibili che attraversano le coste, aprendo nuove possibilità di dialogo.
Dal 2016 MIPphest ha saputo andare oltre la semplice mostra fotografica. È diventato un luogo dove l’arte dialoga con il territorio di Matera, mettendo in contatto artisti internazionali e comunità locale. Il festival si muove tutto l’anno, con mostre, incontri, proiezioni e seminari che attirano un pubblico appassionato e stimolano il confronto tra ricerca visiva e storie del luogo.
Tra le novità più importanti c’è la prima partecipazione a Matera del Sony World Photography Awards 2026. Un riconoscimento di prestigio che porta al festival opere di altissimo livello e conferma Matera come polo aperto a scambi culturali di respiro globale. Nel frattempo, il festival continua a promuovere il territorio raccontando attraverso la fotografia artigianato, radici e memorie, con progetti che viaggiano da Malta alla Cina, dagli Stati Uniti all’Austria. Un racconto che intreccia locale e globale.
Qui Matera non è solo cornice delle mostre, ma parte attiva del racconto. Le sue chiese rupestri, gli ipogei, le architetture storiche e gli archivi non sono semplici contenitori: dialogano con le immagini, cambiandone la percezione e arricchendole. La città entra nelle opere, portando con sé la memoria stratificata, la storia tangibile, le tracce visive del passato.
Questo rapporto stretto tra arte contemporanea e luogo è uno dei segni distintivi di MIPphest. Gli interventi site-specific e i lavori di artisti come Claudia Del Giudice, Costabile Guariglia e Donatella Mazzoleni si inseriscono nel tessuto urbano, creando intrecci profondi tra spazi e culture. Fotografia e arte diventano strumenti per mettere in luce contrasti e armonie tra il patrimonio antico di Matera e le sensibilità di oggi. Ogni mostra diventa così un’esperienza stratificata, in cui la memoria della città risuona dentro le immagini e apre nuove strade di comprensione.
Alla guida di MIPphest c’è Antonello Di Gennaro, che vive il festival da tre punti di vista diversi ma complementari: direttore artistico, curatore e fotografo. Questa sovrapposizione di ruoli dà al festival un carattere unico.
Come direttore artistico, Di Gennaro costruisce reti tra artisti, opere e contesti, mettendo in relazione la città e il pubblico. Da curatore, cerca dialoghi e tensioni tra i lavori in mostra. Come fotografo, esplora luoghi carichi di storia come Pompei, realizzando immagini che raccontano sedimentazioni culturali con uno sguardo intimo e riflessivo. Questa triplice prospettiva dà al festival una visione ricca e contemporanea, fatta di incontri e confronti diversi.
Con questa decima edizione, MIPphest continua a puntare lo sguardo su un Mediterraneo in movimento, raccontato dalla fotografia e messo a confronto con luoghi simbolo come Matera, dove passato e presente si fondono in un racconto che non smette mai di evolversi.
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