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Premio Strega 2024: Federico Italiano e la poesia dei mostri tra mito e realtà

Il mostro era nascosto proprio lì, sotto il ponte, tra le erbacce e l’acqua stagnante. Così, più o meno, potrebbe iniziare una poesia di Federico Italiano. Nel suo ultimo libro, “Godzilla e altre poesie” , il mostro non è quello gigantesco che conosciamo dai film, ma qualcosa di più sfuggente e inquietante. Non un semplice simbolo, ma una presenza viva che si insinua nei paesaggi contaminati, tra radiazioni invisibili e memorie dolorose.

La raccolta, entrata nella cinquina del Premio Strega Poesia il 13 ottobre 2026, racconta un mondo in cui la poesia si fa corpo e metamorfosi, capace di abitare le tenebre nascoste sotto i ponti muschiosi, tra risaie e fossi. Italiano, nato a Novara nel 1976, è poeta ma anche traduttore e docente di Letterature comparate a La Sapienza di Roma. La sua esperienza in Germania e Austria lo ha portato a esplorare il fragile equilibrio tra lingue e culture, mettendo in luce rischi e promesse di quei contatti.

Da Chernobyl alla poesia: quando il mostro nasce da un pericolo invisibile

Federico Italiano racconta un’origine precisa, quasi tangibile, del suo immaginario poetico. Aveva meno di dieci anni quando la tragedia di Chernobyl esplose sulle prime pagine: era aprile 1986 e l’aria del Novarese, tra risaie e la centrale di Trino Vercellese, si riempì di voci su un pericolo invisibile. La radioattività, sospesa nell’aria e nell’acqua, era un nemico senza volto ma concreto nella vita di chi abitava quei luoghi. Per un bambino quel rischio si tradusse in un’immagine: non il Godzilla spettacolare dei film, ma una sua versione più piccola, intima e inquietante, un fantasma che si aggira nei fossi e nei canali, una presenza ambigua che cresce nei territori di casa senza diventare un gigante distruttore. È una minaccia che scava nella vita quotidiana e parla delle trasformazioni continue del mondo, spesso generate da disastri ecologici o nucleari.

Da quell’origine infantile il libro si è allargato, abbracciando nuove inquietudini: la crisi climatica, la mutazione del paesaggio, le estinzioni e le metamorfosi di piante e animali, insieme a temi universali come la memoria, la morte, il desiderio e l’amore. Italiano sottolinea che nelle sue poesie non mancano componimenti d’amore, spesso nascosti ma carichi di un erotismo particolare, che rinnovano l’antropocentrismo fin lì dominante. In “Godzilla e altre poesie” il paesaggio è instabile e straniante, quasi fosforescente, attraversato da ansie contemporanee e intrecciato a riflessioni intime.

Il mostro piccolo e inquietante: la paura di oggi in una forma inaspettata

Il filo che lega la raccolta è proprio un mostro di dimensioni ridotte, quasi un “pupazzo” insieme ridicolo e inquietante. La forza del mostruoso qui sta in un pericolo enorme, declinato però in una forma minuta e locale. La poesia amplifica l’insignificante portandolo a un’oscillazione di scala che resta però nel dettaglio minuscolo. Come un Godzilla bambino o una nutria gonfiata dalle radiazioni, la poesia dà corpo a ciò che sfugge, a quelle minacce — virus, cambiamenti climatici, perdita della biodiversità — che si presentano come incubi senza forma.

Nel testo “Coro mattutino” Italiano cambia punto di vista, spostandolo fuori dall’uomo e dando spazio agli uccelli, un modo per scardinare la visione umanocentrica dominante. Il mostro diventa così non solo simbolo di paura, ma segnale di incertezza, una figura che sfugge a definizioni rigide e invita a riflettere senza conclusioni definitive. Questo modo di rappresentare il mostro si lega alla tradizione poetica ma apre anche a nuove forme di empatia e di comprensione del presente, segnato da crisi ambientali e sociali.

Tra letteratura comparata e traduzione: il mestiere di Italiano tra le lingue germaniche

Federico Italiano ha costruito negli anni un percorso internazionale tra le letterature europee, con uno sguardo particolare sulla traduzione come pratica e teoria. Dopo esperienze come ricercatore all’Accademia Austriaca delle Scienze di Vienna e docente a Monaco di Baviera, oggi insegna a La Sapienza di Roma. Il suo lavoro si concentra su letteratura e spazio, geografia e paesaggio, visti attraverso il filtro della traduzione, intesa come attraversamento di culture, epoche e territori. Un approccio che punta a valorizzare il dialogo tra lingue e la capacità della poesia di superare confini rigidi di nazionalità e tradizione.

Ha collaborato con poeti e traduttori tedeschi come Jan Wagner e Raoul Schrott, curando antologie di giovani poeti europei per la casa editrice Hanser. Questo confronto con la poesia tedesca ha influenzato anche la sua scrittura, cambiando la percezione della propria lingua madre e ampliando il suo orizzonte creativo. Per Italiano, la poesia è soprattutto uno spazio di scambio dove una lingua può diventare straniera anche ai suoi parlanti, restituendo nuove visioni di sé grazie all’incontro con lingue diverse.

La poesia italiana oltre confine: traduttori e istituzioni al centro del dialogo

Il rapporto della poesia italiana con l’estero resta complesso e frammentato. Italiano sottolinea che l’interesse verso la poesia contemporanea c’è, ma è più discontinuo e meno organico rispetto alla narrativa. La poesia si diffonde grazie a traduttori, riviste specializzate, festival e reti di relazioni personali tra poeti e istituzioni culturali. Ancora manca una visione unitaria della poesia italiana recente all’estero, ma questa frammentazione può diventare una risorsa.

La poesia, per sua natura, rende fragile l’idea stessa di letteratura nazionale. Un poeta italiano tradotto in tedesco o inglese entra in contesti letterari plurali, accanto ad autori di origini diverse. La pluralità e la contaminazione sono così elementi fondamentali, arricchendo la circolazione poetica e favorendo scambi creativi e culturali nuovi. Questo scenario non indebolisce la visibilità della poesia italiana, ma ne stimola la diffusione in circuiti meno convenzionali, ma più vivi.

Premio Strega Poesia: la cinquina che conferma il valore di “Godzilla e altre poesie”

Entrare nella cinquina del Premio Strega Poesia è una tappa importante per “Godzilla e altre poesie”. Italiano accoglie con soddisfazione questo riconoscimento, segno che il libro ha saputo parlare a lettori, critici, editori e colleghi poeti. Allo stesso tempo, mantiene una visione non competitiva della poesia, che non si presta a gare o classifiche come nello sport.

Per lui ogni raccolta crea uno spazio unico, una voce che non si confonde. Spesso l’impatto di un libro di poesia si misura nel tempo, nell’eco di versi che restano impressi nella memoria. Inoltre, far parte di una cinquina mette in contatto autori legati da amicizia e stima, alimentando momenti di confronto e scambio culturale di alto livello.

I temi del mostruoso, della fragilità del paesaggio e della dimensione umana dell’amore in “Godzilla e altre poesie” trovano così un riconoscimento in una comunità culturale aperta e attenta, pronta ad accogliere forme poetiche capaci di raccontare con forza la contemporaneità e la storia personale.

Redazione

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