Dieci anni fa, nel 2015, Ilaria Centola ha dato vita a un progetto che oggi è diventato un appuntamento fisso per la scena artistica milanese. Milano Scultura non è una fiera come le altre. Dal 2 al 4 ottobre, tra le mura di Concessionaria 23 — un’ex area industriale che ancora conserva l’eco della sua storia — si incontrano artisti, gallerie e pubblico. Un luogo dove la scultura contemporanea si racconta nelle sue forme più diverse, riflettendo sulle trasformazioni del mercato e sulle nuove strade dell’espressione artistica. Milano si prepara così a celebrare una decade di sfide e innovazioni, con uno sguardo sempre rivolto al futuro.
La scultura, un tempo legata a materiali come marmo, bronzo o legno, ha attraversato una trasformazione profonda nell’ultimo decennio. Il suo linguaggio si è ampliato, abbracciando tecniche digitali, robotiche e installazioni immersive che vanno oltre il semplice volume tridimensionale. Ai materiali tradizionali si affiancano oggi proiezioni video e opere realizzate con stampanti 3D, e non solo. L’arte scultorea si fa spazio in contesti pubblici, invade le città, stazioni e giardini, cambiando il modo in cui la fruiamo.
Anche il pubblico è mutato. Non è più solo spettatore distaccato, ma spesso parte attiva, magari senza nemmeno accorgersene, condividendo foto e video su TikTok o Instagram. Così la scultura si fa virale, raggiungendo chi non ha una formazione artistica ma si avvicina con curiosità genuina. Ne conseguono musei e spazi espositivi con visitatori in crescita, segno che l’arte scultorea riesce a conquistare nuovi interessi, spesso trasversali.
Fin dalla prima edizione, Milano Scultura ha scelto una strada netta: ingresso gratuito per tutti. Non è solo una questione organizzativa, ma un vero e proprio manifesto. Aprire le porte senza biglietto significa abbattere muri, accogliere un pubblico variegato e stimolare in chiunque, anche nei meno esperti, la voglia di appassionarsi o addirittura di collezionare.
Ilaria Centola racconta di un pubblico che si è fatto protagonista, non più semplice osservatore. L’arte diventa esperienza che coinvolge tutti i sensi: tatto, movimento, interazione. Per questo Milano Scultura affianca all’esposizione momenti performativi e progetti speciali, aggiungendo una dimensione che coinvolge emotivamente e intellettualmente. L’arte non si limita alla vista, ma si fa percorso che invade lo spazio e i sensi.
La scelta della sede è sempre stata fondamentale per Milano Scultura. Quest’anno tocca alla Concessionaria 23, edificio industriale d’epoca nel cuore di Milano. Qui lo spazio non è solo contenitore, ma parte dell’opera stessa: muri, luce e superfici dialogano con le creazioni degli artisti, amplificando messaggi e suggestioni.
Ilaria Centola parla di una “casualità romantica”, un istinto che porta a scegliere luoghi carichi di memoria. Solo così si crea un legame vero tra arte e ambiente. La mostra diventa così site-specific, capace di raccontare non solo la scultura, ma anche la città e la sua continua trasformazione.
Dietro la bellezza delle opere, il mercato della scultura contemporanea fatica. Non per mancanza di talento, ma per limiti strutturali e logistici. Servono spazi ampi, i costi di realizzazione e trasporto sono alti. Rispetto a pittura o fotografia, più semplici da produrre e vendere, la scultura resta meno accessibile.
In più, l’incertezza economica e geopolitica tiene il mercato sulla corda. Si punta soprattutto su artisti affermati e collezioni note, rendendo difficile per i giovani emergere. Così il ricambio generazionale si blocca, rischiando di soffocare voci nuove e idee fresche.
Di fronte a queste difficoltà, istituzioni e collezionisti hanno un ruolo chiave. Gli enti pubblici e privati devono creare occasioni per far crescere i giovani artisti: commissioni pubbliche, residenze, premi e spazi per sperimentare sono strumenti fondamentali. Senza questo sostegno, il mercato da solo non basta.
Anche i collezionisti possono fare la differenza, vedendo l’acquisto non solo come investimento, ma come un impegno verso un percorso artistico, un modo per accompagnare e sostenere i talenti emergenti. Solo così, con un lavoro condiviso tra artisti, gallerie, istituzioni e collezionisti, si potrà davvero dare respiro e visibilità alla scultura contemporanea.
Dopo dieci anni di crescita, Milano Scultura si presenta come un progetto solido ma in continuo movimento. Ilaria Centola non parla di espansione fine a se stessa o di semplici obiettivi commerciali. Piuttosto, sottolinea l’importanza di mantenere un ambiente vivo e rispettoso, dove confronto e condivisione restano al centro.
Milano Scultura è un laboratorio aperto: qui si costruiscono relazioni, si creano visioni, si stimola la creatività. La sfida resta quella di sostenere la scultura in tutte le sue forme, affermando un’identità culturale forte, capace di dialogare con i cambiamenti del presente. La fiera, mai convenzionale, attende i prossimi capitoli, con l’impegno di valorizzare le specificità e guardare con attenzione al futuro dell’arte.
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