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Estate al fresco nei musei italiani: le OGR di Torino e il MAXXI di Roma trasformano gli spazi esterni in giardini ombreggiati

Nel centro di Torino, tra vecchie mura di ferro e mattoni, le Officine Grandi Riparazioni stanno per cambiare volto ancora una volta. Dieci anni dopo aver aperto le porte alla città come polo culturale, il prossimo passo è trasformare quegli spazi industriali in una vera biosfera urbana. Immaginate cortili un tempo caldi e opprimenti, ora rigogliosi di verde, dove arte, sostenibilità e vita sociale si mescolano, regalando freschezza e nuovi luoghi di incontro. Un soffio di natura pronto a invadere il cuore cittadino entro il 2027.

Dalle rotaie alla natura: le corti OGR si vestono di verde

Dietro questa nuova veste delle corti c’è lo studio torinese Lamatilde, specializzato in interior design da quindici anni. Il progetto prende spunto dai binari e dai carrelli che un tempo animavano le officine, trasformandoli in spazi scanditi da volumi diversi, con altezze variabili e una ricca presenza di piante, acqua e aree relax. Le due corti principali, Est e Ovest, diventeranno luoghi dove natura e architettura si incontrano: piante che si intrecciano con specchi d’acqua e sedute disposte per favorire la socializzazione.

Non si tratta solo di un intervento estetico. La rigida geometria industriale viene smussata per rispondere alle sfide del clima, creando un microclima più fresco e accogliente. Così le corti, con il loro richiamo al passato e il tocco della natura, diventeranno uno spazio unico per Torino, dove memoria e benessere convivono.

Un’oasi verde contro il caldo cittadino

La scelta di trasformare questi spazi aperti in un ecosistema verde nasce dalla necessità di combattere le estati sempre più calde che attanagliano Torino, come molte altre città italiane. Alberi, arbusti, fiori e specchi d’acqua lavoreranno insieme per creare ombra e frescura, offrendo un rifugio dall’afa. Questa “biosfera urbana” non solo aiuterà a mitigare l’effetto isola di calore, ma ospiterà anche uccelli e insetti impollinatori, portando un po’ di natura in più nel cuore della città.

L’obiettivo è consegnare ai torinesi non solo un luogo dove riposare, ma uno spazio pubblico nuovo, che unisca relax, educazione ambientale e momenti di socialità, stimolando una maggiore attenzione alla biodiversità urbana.

Due corti, due anime: relax e attività al centro delle OGR

Le corti prenderanno vita in modo diverso. La Corte Est, affacciata su Corso Castelfidardo, sarà il rifugio fresco e tranquillo. Qui verranno installati sistemi di illuminazione a LED, impianti di nebulizzazione per rinfrescare l’aria e spazi pensati per ospitare eventi artistici e musicali. Sarà un angolo dove concedersi una pausa nel verde, tra sedute comode e zone d’ombra.

La Corte Ovest, invece, avrà un carattere più vivace e produttivo. Saranno allestiti orti urbani e sistemi agroforestali, con attività didattiche rivolte soprattutto ai giovani e visite guidate. Questo spazio diventerà un punto di incontro per studenti, lavoratori e visitatori, con tavoli comuni per lavorare o socializzare. Un luogo dove far convivere lavoro, svago e cultura, per dare vita a uno spazio pubblico ricco e multifunzionale.

Arte e cultura, cuore pulsante delle nuove corti

Non mancherà l’arte. Le OGR hanno stretto una collaborazione con la Fondazione Arte CRT per portare nelle corti nuove esposizioni. Già dall’inaugurazione, prevista per la primavera 2027, si potranno ammirare opere temporanee, con ulteriori installazioni in programma per l’autunno, in occasione della Torino Art Week. Il progetto vuole trasformare le corti in un museo a cielo aperto, con un dialogo aperto con artisti internazionali.

Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente della Fondazione, ha spiegato che “l’idea è far convivere arte, architettura e spazio pubblico, creando occasioni di incontro e avvicinamento all’arte contemporanea.” Un nuovo motore culturale che arricchirà l’offerta della città, offrendo spazi meno convenzionali per godere dell’arte.

Si parte a novembre 2026, consegna in primavera 2027

I lavori inizieranno a novembre 2026 e andranno avanti fino alla primavera successiva, segnando una nuova pagina nella storia delle OGR Torino. Un’altra trasformazione di un complesso nato per cambiare e adattarsi al mutare della città. Anna Maria Poggi, presidente della Fondazione CRT, ha sottolineato il ruolo centrale del verde in questa fase: “le corti saranno rimodellate per diventare spazi accoglienti, vivibili e capaci di sostenere la biodiversità.”

Questa nuova biosfera urbana non sarà solo un sollievo per il caldo estivo, ma un vero e proprio polmone verde nel tessuto cittadino, un punto di riferimento per il futuro della sostenibilità a Torino.

Redazione

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